E Wind tolse il fax

Nel ventunesimo secolo, era di progressi tecnologici, un'azienda con milioni di clienti come la Wind decide di poter fare a meno del contatto diretto con i suoi clienti attraverso il fax. Si, perché dal 7 maggio le due numerazioni 800915811 e 800915896 saranno dismesse a favore della ben più tecnologica raccomandata con ricevuta di ritorno da inviare alla Casella Postale 14155 – 20140 – Milano Baggio, oltre all'efficientissimo 155 vocale. Il prossimo passo sarà forse il servizio clienti vocale a pagamento à la Tre?

[Fonte WindWorld]

ADUC vs. Wind: ecco il modulo per la richiesta

Qualche giorno fa vi avevamo parlato della rimodulazione da Wind10 a Wind12 operata da Wind ai danni dei propri clienti che avevano il piano tariffario in questione. ADUC aveva da subito espresso un parere negativo su questa rimodulazione, asserendo che era illegittima. Adesso passa al contrattacco, fornendo ai consumatori un modulo da stampare ed inviare a Wind, al Garante e ad ADUC stessa (i primi due per raccomandata A/R) per richiedere a Wind di non procedere con questa rimodulazione.

[Fonte mobileblog.it]

Rimodulazioni di Wind, SOS Ricarica di Tim e Vodafone e altro…

Lunedì scorso Wind aveva deciso di cambiare il piano tariffario a tutti i suoi clienti che avevano il piano Wind 10, avvisando i clienti con un SMS che diceva:
Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158.

Il nuovo piano tariffario prevede un costo di 12 centesimi al minuto (al posto di 10 centesimi con il piano Wind 10, un aumento del 20%), uno scatto alla risposta di 16 centesimi (lo scatto era di 15 centesimi con Wind 10) e un costo per gli sms di 15 centesimi di euro (Wind 10 prevedeva un costo di 10 centesimi, un aumento del 50%).

Secondo ADUC, questa rimodulazione unilaterale è parte di una clausola vessatoria e pertanto è nulla. Gli utenti potranno richiedere al gestore il rispetto del contratto, ovvero la tariffa precedentemente pattuita (Wind 10), e un risarcimento di tutti gli importi addebitati illegittimamente, tramite messa in mora. E' opportuno fare anche una segnalazione all'Autorita' garante delle Comunicazioni.

Gli altri gestori, comunque, non sono esenti da critiche: Tim e Vodafone non hanno ancora rimosso il costo di ricarica dall'opzione SOS Ricarica, che prevede un costo di 1,00 euro a fronte di una spesa di 3,00 euro e una ricarica effettiva di 2,00 euro. E sempre TIM, nonostante la tanto "strombazzata" trasparenza, non ha avvisato nessuno che dal 2 aprile cambierà i prezzi di accesso al WAP.

[Fonti PI e Mobilblog]

Wind ci ripensa

Dopo che Wind aveva annunciato che i costi di ricarica sarebbero stati aboliti per i tagli inferiori a 50 euro solo ai clienti che avessero effettuato un cambio del piano tariffario (con un rincaro del 20% circa in media sui costi), si era scatenata l'indignazione dei clienti e le critiche del governo.

Adesso la Wind ritratta ed elimina i costi di ricarica anche per gli utenti che non effettueranno il cambio del piano tariffario. I nuovi piani restano però attivi per le nuove schede.

[Fonte Ansa]

Costi di ricarica, atto ultimo (forse)…

I gestori Italiani di telefonia mobile si stanno preparando ad applicare il decreto Bersani. E se la Tre ha già anticipato tutti, eliminando già i costi di ricarica, le rimodulazioni apportate da parte di Wind e Vodafone, che sembrano fatte per aggirare il decreto, fanno discutere parecchio.

Mentre si apprende che un giudice di pace di Napoli ha accettato una serie di ricorsi contro TIM da parte di alcuni utenti che si erano visti azzerato il credito per scadenza della SIM. Il giudice ha dato ragione agli utenti e TIM dovrà adesso rimborsare i crediti scaduti, oltre alle spese processuali.

Infine sembra che tra gli operatori si speri che il decreto non venga convertito in legge entro i 60 giorni oltre i quali decade.

Vi ricordiamo le date in cui gli operatori non applicheranno più i costi di ricarica:

  • Tre ha iniziato ieri.
  • Vodafone li eliminerà a partire da giorno 4.
  • Tim e Wind restano all'ultimo, iniziando giorno 5.

L’autorità e le fiamme gialle controllano i gestori

Dopo la notizia che il governo avesse varato un decreto per eliminare i costi di ricarica nella telefonia mobile, molti si sono domandati se i gestori si sarebbero mossi per cercare di recuperare le perdite (si parla di circa 1,7 miliardi di euro l'anno) aumentando le tariffe.

È notizia di questi giorni che l'autorità per le telecomunicazioni e la guardia di finanza hanno acquisito i piani tariffari presso i gestori in modo da poter vigilare a partire dal 3 marzo, data in cui dovrà essere applicato il decreto che cancella i costi di ricarica.

[Fonte ANSA]

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