Il GPhone è arrivato, ma non è phone

La BBC ha annunciato l'arrivo di GPhone. Ma, come annunciato, non verrà prodotto nessun hardware marchiato Google, ma solo un sistema operativo chiamato Android, basato su Linux, con un'insieme di applicazioni per i telefoni mobili.

I produttori che si sono accordati con Google per l'utilizzo di Android sono quattro: Samsung, HTC, Motorola e LG. Tra gli operatori che hanno firmato l'accordo con Google, troviamo anche China Mobile, Telefonica in Spain e Telecom Italia.

Entro la prossima settimana dovrebbe diventare disponibile un kit di sviluppo, mentre dovrebbero essere presenti sul mercato i primi telefoni con il software, gratuito e rilasciato con licenza Apache, entro la prima metà del 2008.

Google si prepara così ad invadere il mercato della telefonia mobile. Se questo dovesse avvenire, si avrebbe come risultato che Linux diventerebbe il sistema operativo più diffuso al mondo, grazie al gran numero di telefoni e dispositivi mobili presenti.

L’autority approva e Telecom fattura gli arretrati

L'Autority per le Telecomunicazioni ha approvato in via definitiva il provvedimento che autorizza l'incubment, ossia il fornitore della linea fisica, a richiedere il canone per le linee adsl naked, cioè quelle di sola connettività prive di una linea voce di appoggio per cui l'utente paga già un canone.

Il provvedimento era stato richiesto da Telecom alla fine del 2005 (ma la battaglia era iniziata già nel 2004) ed era stato approvato in prima istanza a febbraio 2006. Gli altri operatori che sono costretti a comprare la connettività wholesale presso Telecom sono dunque insorti e il provvedimento era stato sospeso. Adesso è arrivata la conferma della legittimità del provvedimento da parte dell'Autority e Telecom si prepara a fatturare ai propri clienti (che sono i fornitori di connettività e non gli utenti direttamente in questo caso) il canone per l'affitto della linea dati. Ma invece di iniziare a fatturare da oggi, Telecom si prepara ad emettere fatture a partire dalla prima dichiarazione di legittimità del provvedimento e dunque da febbraio 2006, con circa 20 mesi di retroattività.

Il canone, inoltre, imporrebbe agli altri operatori la necessità di aumentare i prezzi delle linee adsl naked, facendo perdere competitività e portando dunque all'inutilità delle stesse in quanto più care di una linea adsl con una linea voce di appoggio.

L'Associazione Italiana degli Internet Provider è insorta e chiede a Telecom di rivedere le sue intenzioni di fatturare retroattivamente perché questo causerebbe non pochi problemi al mercato della connettività in banda larga italiano, che è già abbastanza in crisi di suo.

Alice e OpenDNS: risolto?

Abbiamo parlato qualche giorno fa dell'ostruzionismo che Alice e Telecom Italia stavano facendo nei confronti OpenDNS, fornendo una soluzione temporanea che permetteva di accedere comunque alla propria webmail continuando ad usare i servizi offerti da OpenDNS.

Da qualche ora, però, sembra che questo non sia più necessario in quanto il DNS di OpenDNS ha ripreso a risolvere gli indirizzi del portale RossoAlice. Che una volta l'indignazione generale che ha coinvolto buona parte dei clienti del gestore italiano abbia avuto gli effetti desiderati?

Speriamo solo che la cosa sia definitiva e che non ci siano altre brutte sorprese del genere!

OpenDNS vs. Telecom Italia

Se siete clienti Telecom Italia per la vostra linea ADSL e avete deciso di usare come servizio DNS l'ottimo OpenDNS, di cui abbiamo già parlato in passato, vi sarete quasi sicuramente accorti che non potete effettuare l'accesso al portale di rossoalice che permette, tra le altre cose, di leggere la webmail di alice e di inviare fino ad un massimo di 10 sms al giorno.

Tutto questo è dovuto al fatto che Telecom Italia ha bloccato le richieste ai propri DNS provenienti da OpenDNS.
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