Il business abbandona Second Life

Second LifeLeggo questa mattina su Punto Informatico che i grandi business che si erano lanciati a capo fitto in Second Life lo stanno iniziando ad abbandonare, ma non in Italia dove, giustamente, dobbiamo andare controcorrente nel bene e nel male (vedi i recenti annunci di Telecom Italia e Inter, oltre al ministro Di Pietro che continua ad essere molto attivo su Second Life e che di recente ha tenuto anche una conferenza on-line). Secondo il Los Angeles Times non esiste un motivo convincente per rimanere in Second Life.

Anche gli utenti stanno continuando a diminuire: in hompage continua ad essere presente la cifra di oltre 8 milioni di iscritti, ma questa cifra conta tutti gli iscritti, compresi cloni e ghost. Infatti, secondo le statistiche non sarebbero presenti mai più di 30 o 40 mila utenti in contemporanea e anche lo scambio monetario si va assottigliando. Che sia l'inizio della fine per Second Life?

Tutto ciò, nel mentre, mi fa sorridere...

Pandora chiude

Pandora, uno dei servizi di radio in streaming, chiude i battenti per gli utenti che non risiedono negli Stati Uniti. Fino ad oggi Pandora è stato un servizio dedicato agli utenti statunitensi, ma era sufficiente digitare un CAP americano al momento dell'iscrizione. Da oggi il controllo sarà fatto sull'indirizzo IP del client (e non è che ci voglia molto a procurarsi un indirizzo IP contraffatto che soddisfi alle richieste).

Il motivo di questa azione è che negli Stati Uniti c'è uno statuto federale che permette la trasmissione di musica in streaming internet, ma non esiste nessun omologo negli altri stati del mondo e non esiste nemmeno un organismo internazionale che permetterebbe la trasmissione legale in tutto il mondo.

Un'altra iniziativa delle major e della RIAA che tenta di fare accrescere i sentimenti di odio verso di loro, invece di riuscire a fare diminuire la pirateria.

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