I crash di Vista

Da un documento interno di Microsoft si apprende che solo il 17,9% dei crash di Windows Vista sono considerati colpa della Microsoft stessa. La causa maggiore sembra essere nVidia e i suoi drivers, con il 28,8% delle colpe. A seguire ATI con solo il 9,3% e Intel con l'8,8%.

Restano comunque sconosciute le cause del 17% dei crash.

Il portavoce di nVidia ha commentato la notizia affermando che l'arrivo di un nuovo sistema operativo porta sempre dei bug, ma che l'apporto della comunità ha dato una mano per la loro rapida risoluzione.

Il periodo di tempo a cui le statistiche di Microsoft si riferiscono non è ben definito e sono stati recensiti oltre 1.600.000 bug prodotti da Windows Vista.

[Fonte Ars Technica]

AMD accusa Intel… di nuovo!

La pluriennale disputa che vede fronteggiarsi i due giganti produttori di chip AMD e Intel, per una presunta irregolarità sul mercato che avrebbe ostacolato l'ascesa di AMD da parte di Intel, si accende con un'altra accusa.

Le due parti si erano accordate per nominare dei custodi, in totale 1027, incaricati di conservare il materiale che riguarda la causa in corso. Ad Intel spettava il compito di comunicare agli interessati tale incarico, ma una parte degli incaricati non avrebbero mai ricevuto la notifica e la Intel non dispone più dei dati a causa del meccanismo di archiviazione di Microsoft Outlook che non archivia le eventuali risposte o gli inoltri in automatico. Inoltre Intel elimina in automatico le email non archiviate dopo un certo periodo di tempo per non appesantire la struttura e i backup su nastri vengono sovrascritti periodicamente.

Adesso AMD accusa Intel di negligenza per non aver comunicato l'incarico a buona parte dei custodi, causando una perdita di oltre la metà del materiale utile alle indagini. Intel, da parte sua invece, dichiara che le perdite sono minime e che sono già in atto procedure per il recupero dei dati.

Non accennano a diminuire gli attriti tra i due chipmaker.

[Fonte news.com]

I microchip diventano ancora più micro…

E così è caduto un altro dogma dell'informatica, quello che riteneva impossibile costruire chip con dimensioni inferiori ad un certo limite senza ridurre la potenza di calcolo.
Ad annunciarlo sono IBM ed Intel che, tramite percorsi diversi ed indipendenti, sono riusciti a produrre i primi prototipi di una nuova generazione di microchip utilizzando nuovi materiali. Questi prototipi risultano essere più piccoli degli attuali microchip e hanno una potenza di calcolo superiore.

[Fonte Ansa]

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