Rilasciato OpenOffice 2.3

OpenOfficeDopo circa 5 mesi è stata rilasciata finalmente la nuova versione di OpenOffice.

L'aggiornamento comprende una serie di innovazioni importanti come la nuova funzione di esportazione dei documenti in formato MediaWiki (quindi anche per Wikipedia), diversi miglioramenti, come quello del Mail Merge (conosciuto anche come Stampa Unione), il modulo per la realizzazione dei grafici che è stato completamente riscritto, la correzione di diversi bug di sicurezza, la semplificazione per l'utilizzo delle scorciatoie da tastiera, la possibilità di visualizzare l’anteprima delle pagine web nel browser e molto altro!

Come sempre OpenOffice è assolutamente gratuito e tradotto dall'associazione PLIO:
L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 90 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre dal 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.
OpenOffice.org 2.2.1 è disponibile in italiano all'indirizzo http://it.openoffice.org e nelle altre versioni linguistiche all'indirizzo http://download.openoffice.org.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!

Microsoft viola la LGPL

Negli ultimi mesi siamo stati abituati a leggere in continuazione accuse di Microsoft verso i diversi progetti Open Sources che, a detta della casa di Redmond, violerebbero un numero impressionante di brevetti software. Ma del fatto che Microsoft usi spesso codice proveniente da progetti open, senza poi rilasciare il software modificato, così come richiesto espressamente dalle licenze di questi progetti, non ne viene mai fatta parola.

L'ultima accusa in questo senso viene mossa dal progetto Wine. Il software Parallels, rilevato da Microsoft qualche anno fa e che permette la virtualizzazione di Windows in un ambiente Mac OS X, utilizza delle librerie scritte per il progetto Wine che permettono la conversione da DirectX a OpenGL. La presenza di queste librerie all'interno di Parallels è confermato dalla licenza stessa. La licenza con cui è distribuito il progetto Wine è la LGPL, che richiede che le modifiche al codice concesso con questa licenza siano rese pubbliche con la stessa licenza.

All'inizio di Giugno, un post sul forum di Parallels richiede chiarimenti e l'azienda che produce il software di virtualizzazione per conto della Microsoft conferma di usare una versione modificata delle librerie Wine e promette di pubblicarle in 1 o 2 giorni, il tempo necessario per creare i pacchetti per la distribuzione dei sorgenti. Trascorsi i quali i giorni necessari diventano altri tre. Alla fine del mese giunge la risposta che i sorgenti non saranno rilasciati prima dell'approvazione del reparto legale. Nel wiki di Wine è presente una pagina aggiornata sulla situazione attuale.

Per il momento gli sviluppatori di Wine non intendono muovere accuse contro la software house che produce Parallels e attendono notizie sulle modifiche apportate al loro codice.

Ancora un volta Microsoft avrebbe fatto bene a tenere la bocca chiusa invece di lanciare accuse contro gli altri senza portare nessuna prova, quando loro stessi compiono gli stessi reati di cui accusano (ma questa volta con le dovute prove!).

Microsoft vs Linux: la guerra dei brevetti

Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata alla rivista Fortune, un responsabile di Microsoft, Brad Smith, ha dichiarato che il software Open Source, ed in particolare Linux, violano almeno 235 brevetti registrati da microsoft, e che questi software funzionano bene appunto perché copiati da microsoft; ecco la lista delle presunte violazioni:

  • 64 dal kernel linux
  • 65 da Xorg
  • 45 invece i brevetti violati da OpenOffice
  • i restanti 83 sarebbero invece sparsi tra le più famose applicazioni open source

Non si è fatta attendere la risposta di Linus Torvalds (il padre di linux), che sostiene che è più probabile che sia la stessa Microsoft ad infrangere un gran numero di brevetti registrati a suo tempo da IBM e che sono decaduti col tempo. Inoltre, ha aggiunto Linus, è inutile che Microsoft giochi sul piano psicologico tentando di terrorizzare la gente, sarebbe più costruttivo indicare esattamente quali sono i brevetti non rispettati in modo che essi possano essere riveduti e sostituiti da altro codice non registrato.

Come riporta anche The Inquirer, non è affatto infrequente che i software si infrangano brevetti a vicenda e che l'intero affare è alquanto "noioso". E quando un avvocato dice di qualcosa che è noiosa potete stare sicuri che in breve tempo smetterà di occuparsene è quindi sostanzialmente inutile cercare di diffamare linux accusandolo di violazioni di brevetti se queste non sono state verificate ed accertate da un tribunale.

E secondo voi? La microsoft è talmente terrorizzata dal mondo OpenSource e da linux da spargere FUD a tutt'andare per tentare una estrema difesa o il loro comportamento è giusto ed è la comunità, di linux in primis, a doversi dare una regolata e controllare meglio i propri prodotti?

O ancora è una mossa a tenaglia molto più ampia e ben studiata da parte di microsoft per "incatenare" sotto il suo giogo il software libero, ed in particolare linux, prima prendendo accordi con Novell e poi obbligando a non rilasciare più i software sotto licenza GPL a causa delle violazioni?

[ Fonti: OSSblog.it ; The Inquirer ]

Rilasciato OpenOffice 2.2

Riportiamo il comunicato sul rilascio della versione 2.2 della Suite di prodotti Open Office, acerrimo rivale opensource di MS Office.
E' stata rilasciata immediatamente, al contrario del solito, anche la versione italiana.

Trieste, 29 marzo 2007 – L'Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, annuncia la disponibilità di OpenOffice.org 2.2, una nuova versione della suite per ufficio opensource che offre importanti novità in tutti i moduli – word processor, spreadsheet, presentazioni e database – e rappresenta la principale alternativa sul mercato a Office 2007, nei confronti del quale offre un percorso di upgrade molto più agevole e meno costoso.

OpenOffice.org 2.2 offre una migliore visualizzazione dei caratteri di testo in tutti i moduli, grazie al supporto per la crenatura – la tecnica che migliora l'aspetto delle font proporzionali – che viene abilitato in modo automatico. Inoltre, la funzionalità di esportazione in formato PDF permette la creazione opzionale dei segnalibri, e supporta l'esportazione – definibile dall'utente – dei campi dei moduli.

OpenOffice.org 2.2 adotta anche alcune delle novità estetiche di Windows Vista, di cui le nuove finestre di dialogo sono solo un esempio. La versione per Apple Mac occupa meno spazio su disco, è più stabile e corregge problemi come l'esportazione in formato PPT, anche se richiede ancora X11 con Mac OS X 10.4.

Passando alle novità nei singoli componenti di OpenOffice.org, lo spreadsheet Calc è stato ulteriormente migliorato nell'area del supporto dei formati dei file Microsoft Office, che adesso include un supporto migliore delle Tabelle Pivot e delle funzioni trigonometriche specialistiche. Base, il modulo per la gestione dei database, offre migliori funzioni di editing SQL, una nuova funzionalità “Query nella Query” e migliori opzioni di compatibilità per alcuni database, come Oracle ODBC. Impress, il modulo per le presentazioni, permette di gestire in modo più intuitivo le “slide nascoste”.

E' importante ricordare che OpenOffice.org non è solamente un software, ma anche una comunità di sviluppatori, volontari e utenti, come viene dimostrato dal fatto che le terze parti possono sviluppare con facilità delle estensioni, che adesso possono essere integrate, installate e aggiornate con grande facilità. Inoltre, sono migliorate le funzionalità che aiutano i volontari nella traduzione e localizzazione della suite.

OpenOffice.org 2.2 è immediatamente disponibile, anche in italiano, sia attraverso la tradizionale struttura dei server per il download che in rete Peer-to-Peer (P2P).

L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 90 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre dal 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.

OpenOffice.org 2.2 è disponibile in italiano all'indirizzo http://it.openoffice.org e nelle altre versioni linguistiche all'indirizzo http://download.openoffice.org.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
OpenOffice.org 2.2.0

Anche Stallman dice la sua

Richard StallmanRichard Stallman ha finalmente espresso il suo commento sull'accordo tra Novell e Microsoft. Lo ha fatto durante il suo intervento alla quinta conferenza su GPLv3.

Secondo Stallman, al momento non è stato violato nessun punto della licenza GPLv2, ma le cose cambieranno appena verrà approvata in via definitiva la versione 3."Quello che è successo è che Microsoft non ha concesso a Novell un brevetto e dunque il punto 7 della GPLv2 non è stata violato" afferma Stallman "Invece, Microsoft ha offerto un brevetto che è limitato ai soli clienti Novell".

Stallman continua dicendo che "Probabilmente è una buona cosa che Microsoft abbia portato a termine questo accordo ora, poiché abbiamo scoperto che quanto presente attualmente all'interno della GPLv3 non include alcuna regolamentazione in merito a questo tipo di accordi. Ma non è troppo tardi e stiamo assicurandoci che la GPLv3 conterrà quanto ci serve per non permettere queste operazioni in futuro. Ora che abbiamo potuto osservare questa situazione da vicino, non avremo problemi a stilare una serie di regole che blocchino questi accordi. Non solo se riceverai un brevetto violerai la nuova GPL, ma anche se modificherai qualsiasi brevetto che possa compromettere sin dal principio le due parti".

La trascrizione in inglese dell'intervento di Richard Stallman è disponibile qui.

[Fonte: 5th International GPLv3 Conference]

La FSF risponde a Novell

La FSF ha risposto, tramite una lettera aperta e una petizione di Bruce Perens, all'ormai famoso accordo tra Microsoft e Novell. La petizione è già stata firmata da oltre 1500 persone.

Perens ha criticato la lettera aperta scritta dal CEO di Novell, definendola solo fumo negli occhi alla comunità open sources, ricordando che lo stesso Hovsepian spingeva l'adozione dei brevetti software durante le discussioni al parlamento europeo.

Il disappunto della FSF porterà sicuramente all'inclusione di un paragrafo nella ormai prossima GPL3 che impedirà in futuro e con funzione retroattiva accordi del genere per tutti i software rilasciati con tale licenza. Inoltre la C Library, di proprietà della FSF, passerà sicuramente a GPL3. Questo porterà parecchi problemi a Novell se non deciderà di fare retromarcia, costringendola a fare un fork per poter aggiornare il parco software in quanto questa libreria è di importanza vitale per quasi tutte le applicazioni.

Speriamo che con queste dichiarazioni Novell si ravveda ed inizi a remare verso la comunità open sources e non contro come sta facendo in questo momento.

Java è open sources

È ufficiale, Sun ha annunciato oggi al mondo che Java fa ora parte del mondo open sources.

Non tutto il codice di Java è stato rilasciato sotto licenza GPL, alcuni componenti come il ClassPath faranno il loro ingresso nel mondo open sources tra qualche tempo. In ogni caso un altro pezzo storico di software entra a fare parte della famiglia del free software.

Sun è sempre stata un'azienda che ha dato molto alla comunità open sources, ma questo è sicuramente il passo più grande che poteva fare.

Adesso ci si aspetta che le distribuzioni più chiuse verso i software proprietari (come Debian, ad esempio), includano nei loro repository Java.

Sun sembra pronta a rilasciare Java sotto GPL

Sono solo rumors, voci di corridoio, ma sembra che il momento è giunto. Dopo averne parlato per parecchio tempo, sembra che Sun sia finalmente pronta a rilasciare Java sotto la licenza GPL.

È probabile che verranno adottati due piani di licensing: GPL per la versione Comunity e commerciale per la versione Enterprise e i prodotti OEM.

Questo potrebbe portare finalmente ad avere la più potente implementazione della Java Virtual Machine in versione open sources.

[Fonte: CRN]

Novell-Microsoft: non è tutto oro quello che luccica…

Ieri l'accordo tra Microsoft e Novell è sembrato quasi a tutti una ventata di opportunità per il mondo open sources, ma oggi ci pensa Groklaw a chiarirci le idee.
Il problema non è l'interoperabilità tra i sistemi, i formati di documenti e lo scambio di dati attraverso samba. Il problema è una cosa che sta tanto a cuore a Microsoft: i brevetti software.
Continua »

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