Urban
24 febbraio 2007 alle 15:23
Da un'indagine condotta da Motoricerca, scopriamo che il servizio Annunci di Repubblica utilizza un metodo ingannevole per aumentare il numero di pagine indicizzate (quasi 550 mila pagine presenti in Google). Inoltre, creando degli annunci fittizi, molto spesso il servizio riesce a scalare la SERP di Google, presentandosi in molte ricerche prima di siti che ne avrebbero più diritto: ad esempio sono presenti degli annunci che contengono come parole chiave nomi di altri servizi concorrenti (l'esempio riportato da Motoricerca è quello del servizo Secondamano di Torino, che si vede scavalcato da un annuncio inventato di Repubblica: il link poi porta ad un articolo inesistente, ma ormai si è già nel servizio annunci di Repubblica e magari ci si resta).
In tutto questo, Google cosa fa? Tutto questo è contro le guidelines di molti motori di ricerca e se lo dovesse fare un sito qualunque che non si chiama repubblica.it, viene bannato in tempi brevissimi.
[Fonte Motoricerca]
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Boico
22 febbraio 2007 alle 14:36
Circa un mese fa Google Image, aveva subìto un leggero (all'apparenza) restyle grafico. La modifica consisteva in un Javascript che nascondeva i dati tecnici delle immagini: il titolo dell'immagine, le dimensioni in pixel, il peso in kb, il formato e l'indirizzo di provenienza; facendoli apparire soltanto al passaggio del mouse.
Appena l'aggiornamento è stato messo online si sono scatenate una marea di proteste da parte degli utenti, che lamentavano la diminuzione della praticità per avere un miglioramento grafico davvero minimo.
Sembra però che quelli di Google non siano affatto insensibili, ed anzi amino fare contenti i propri utenti, quindi da oggi è di nuovo online la vecchia e tanto amata versione.
[ Fonte: downloadblog ]
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Urban
7 febbraio 2007 alle 22:24
Gmail, il servizio e-mail di Google, è appena uscito dalla fase di testing privato a cui era possibile accedere solo tramite invito. E questo di per se non è una grande notizia, visto che ormai chiunque avesse intenzione di avere un account con Gmail lo ha già, ma forse la cosa più interessante è che sembrerebbe che sia stato sbloccato a tutti il mail fetcher di cui avevamo già parlato tempo fa. Per ricordare a tutti: il servizio permette di scaricare, tramite l'interfaccia web di Gmail, i messaggi che sono presenti su altri account di posta, fino ad un massimo di cinque, attraverso il server pop3 degli altri account.
Per poter usare il mail fetcher è necessario usare, per il momento, l'interfaccia inglese di Gmail.
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Boico
2 febbraio 2007 alle 12:32
Gmail, noto servizio di webmail gestito da Google, dovrà probabilmente cambiare nome.
Infatti, il tedesco Daniel Giersch, aveva aperto già anni fa un suo servizio di posta telematica chiamato G-mail.
Daniel è riuscito a convincere le autorità europee, e pare che quindi obbligherà Google a cambiare il nome del servizio da Gmail a Googlemail, fino ad ora il tutto era limitato alla Germania, ma presto, tutte le email "@gmail.com" europee cambieranno in "@googlemail.com".
Immaginiamo che a questo punto le cambieranno tutte, per evitare di lasciare metà come @gmail e l'altra metà come @googlemail.
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Urban
13 gennaio 2007 alle 01:00
Chi programma sa bene quanto è difficile molto spesso riprodurre una situazione di errore nel proprio codice, in modo da poterla analizzare.Da oggi ci viene in aiuto Airbag, un tool open source sviluppato dai laboratori di Google che permette di notificare allo sviluppatore i crash che avvengono nel loro programma, in modo da poterne scoprire i motivi. Inoltre Airbag riuscirà a riportare crash su una grande varietà di hardware diversi.
Airbag sarà, inoltre, integrato in Firefox 3.0, eliminando dunque l'estensione closed source Talkback.
Per il momento funziona in ambienti Windows e Mac, ma la versione Linux è in fase di lavorazione.
[Fonte Google Operating System]
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Urban
12 dicembre 2006 alle 01:15
Alcuni fortunati possessori di Gmail, hanno trovato un regalo nelle proprie impostazioni.
Andando nelle impostazioni in lingua inglese (per il momento solo in inglese, purtroppo) è possibile trovare Get mail from other accounts, che permette di scaricare tramite l'interfaccia di Gmail (e dunque usando anche le altre utility di Gmail come etichette e il meraviglioso filtro anti-spam) le e-mail provenienti da altri account (fino ad un massimo di 5).
È possibile impostare un'etichetta da applicare a tutti i messaggi che arrivano su un account per distinguerli o scegliere se rimuovere o meno i messaggi dal server POP3. Infine è anche possibile rispondere o scrivere un messaggio usando uno degli altri indirizzi e-mail e non quello predefinito @gmail.com...
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Urban
24 novembre 2006 alle 20:45
Due rappresentanti legali di Google Italia di origine americana sono stati iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano sul caso di sopruso ai danni di un ragazzo autistico all'interno dell'istituto tecnico che frequenta. L'accusa sarebbe di concorso in diffamazione aggravata.
Il reato di cui sono accusati ricalca la normativa vigente per le testate giornalistiche in casi di omesso controllo da parte dei direttori sui contenuti pubblicati. I due rappresentanti hanno affermato che questo controllo da parte loro non è possibile, mentre questa possibilità dovrebbe essere attuata in USA, dove risiedono i server.
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni ha così commentato la questione: "Ritengo che la decisione della procura sia un motivo in più perché il Parlamento riveda l'assetto normativo in materia. Come ho più volte sostenuto non possono esserci due pesi e due misure, uno per carta stampata e TV e uno per la rete internet. Il rispetto della dignità umana è uno solo".
L'inchiesta è stata avviata su segnalazione dell'associazione Vividown, secondo i cui legali è presente il reato di diffamazione aggravata in quanto uno dei ragazzi, all'interno del video pubblicato su Google, pronunciava frasi denigratorie nei confronti di down.
La decisione di associare a Google Italia una complicità con i ragazzi che hanno caricato online i video che riprendevano i soprusi farà sicuramente discutere, vista soprattutto la grande quantità di video pubblicati giornalmente dagli utenti sui server del noto motore di ricerca. Se l'accusa dovesse essere confermata, si creerebbe un precedente fondamentale per il futuro dei video su internet.
[Fonti Ansa, Corriere della sera e La Repubblica]
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Urban
16 novembre 2006 alle 13:50
Tempo fa, Google aveva aperto il servizio Sitemap per i web master che desideravano comunicare al loro crawler la composizione del proprio sito internet in modo da migliorarne l'indicizzazione. Il servizio è stato successivamente inglobato in una serie di tools con il nome di Centro web master di Google.
Il formato utilizzato da Google, però, è rilasciato sotto le specifiche della licenza Creative commons ed è un semplice file XML. Maggiori dettagli sono reperibili sul sito sitemaps.org.
Su questi presupposti, e forse anche sul successo che ha riscontrato questa soluzione presso Google, anche Yahoo e Msn hanno deciso di introdurre sitemap nei loro motori di ricerca, in modo da permettere una migliore indicizzazione.
[Fonte: Web 2.0 & tech news]
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Urban
2 novembre 2006 alle 19:14
InstallPad è un programma open sources per Windows che permette di scaricare ed installare (nonché mantenere aggiornati) alcuni programmi open sources, andando a prenderli direttamente su internet.
La lista di software comprende, tra gli altri, Azureus (Programma per la rete p2p bittorrent), Firefox (Browser web), Gaim (Client di Istant Messaging multiprotocollo: MSN, ICQ, GTalk, ecc...), Google Desktop (Cerca tra i propri documenti e include numerosi plugin e widgets), Inkscape (Editore di grafica vettoriale), Open Office (Suite di programmi per l'ufficio: Editore di testi, foglio di calcolo, database, ecc...), Tortoise SVN (Abilita i comandi SVN direttamente da Esplora risorse di Windows), XviD (Codec video alternativi a DivX). La lista è aggiornabile via internet ed è possibile anche aggiungere alla lista i propri programmi preferiti.
L'installazione di InstallPad richiede il Framework .net 2.0, prelevabile qui oppure tramite Windows Update.
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Boico
alle 17:19
Ad Atene, durante il Forum Mondiale sulla governabilità di Internet, un funzionario della Microsoft, Fred Timpson, ha dichiarato che la società di Redmond potrebbe abbandonare il mercato WEB Cinese.
La Microsoft sembrerebbe essersi stufata delle pressioni del governo Cinese a cui sembra proprio non andare giù che la popolazione possa informarsi su cosa sia, per esempio, la democrazia o quali siano i diritti della persona.
Certo risulta difficile pensare che proprio la stessa Microsoft, che meno di un anno fa aveva censurato un blog, abbia cambiato idea e vada addirittura contro il governo di uno stato il cui potenziale economico è enorme, tanto che altri colossi come Google o Yahoo, hanno accettato (seppur controvoglia) di sottostare a queste regole.
Da segnalare, comunque, che la Microsoft si è detta contraria a queste forme di censura in ogni stato, e non solo per la Cina.
Sicuramente ora ci sarà un grande polverone mediatico, se però poi succederà veramente qualcosa poi o cadrà tutto nel dimenticatoio è da vedersi; noi ce lo segnamo sul calendario, l'anno prossimo (sempre se il blog sarà ancora in vita) valuteremo nuovamente la situazione
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