Bing-it-on: la comparazione tra Bing e Google…

Di ritorno dal caldo estivo, anche se le previsioni non annunciano ancora l'arrivo dell'autunno, Microsoft ha deciso di sferrare un nuovo attacco a Google: dopo aver sfidato Gmail con il suo Hotmail, ora diventato Outlook.com, adesso il confronto si sposta sul campo della ricerca web.

Microsoft ha così creato un sito web che permette all'utente di confrontare i risultati di ricerca di Google e di Bing e di dare un voto senza sapere a quale dei due motori appartiene ognuna delle due liste di risultati. Il sito, dal nome Bing it on è raggiungibile all'indirizzo http://www.bingiton.com.

Il tutto si svolge come un gioco, attraverso 5 round. Per ognuno di questi round viene fatta una ricerca, anche utilizzando i suggerimenti proposti dal sito stesso, e vengono presentati i due risultati fianco a fianco, epurati di tutti i segni distintivi (anche se devo ammettere che con alcune ricerche è facile distinguere i risultati!).

Un round dello scontro di Bing it on

Al termine dei 5 round, viene mostrato all'utente quello che ha scelto. Il mio risultato ha mostrato un bel 5-0 a favore di Google:

Il mio risultato in Bing it on

 

Ricerca a mano libera

Google ha introdotto una nuova funzionalità nel suo sito web rivolto ai dispositivi mobili: la scrittura a mano libera per inserire i termini di ricerca.

La funzione va attivata nelle Impostazioni che sono reperibili al link in fondo alla homepage di Google mobile.

Una volta attivata, è possibile scrivere ovunque sullo schermo del nostro dispositivo (che dunque deve essere obbligatoriamente un dispositivo touchscreen) mentre si sta visualizzando la homepage con il campo di ricerca: tutto quello che scriviamo (preferibilmente in stampatello ed usando alcuni piccoli accorgimenti reperibili nell'help) sarà riconosciuto ed inserito automaticamente nel campo di ricerca, attivando anche l'auto-completamento per aiutarci a comporre richieste più articolate.

Ho provato la funzione sul browser di Android e funziona abbastanza bene: bisogna avere l'accortezza di non sovrapporre i caratteri mentre si scrive, altrimenti interpreta tutto come un solo simbolo, con risultati imprevedibili!

Fonte: google.com tramite Google Italia

I Bot di Google Wave

Google WaveContinuiamo con le impressioni su Google Wave parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i Bot.

Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto?

Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora MSN, GTalk e Skype e quando l'unico vero mezzo di comunicazione era IRC (molti magari ricorderanno il famosissimo ed onnipresente client mIRC). Quei Bot venivano usati per gli scopi più diversi, come ad esempio preservare un nick per evitare che altri se ne impossessassero o preservare un canale per evitare di trovarlo occupato da altri e perdere dunque i permessi che si erano acquisiti. Inoltre i Bot potevano svolgere alcuni compiti interagendo in modo automatico con gli altri occupanti del canale: rispondere a certi messaggi, salvare il log delle conversazioni durante l'assenza del proprietario, ecc.

I Bot di Google Wave, in un certo modo, si avvicinano tantissimo ai Bot che si usavano su IRC: anche loro interagiscono con i partecipanti di un Wave.

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Prime impressioni su Google Wave

Google Wave

È da qualche giorno che sto giocando con il nuovo Google Wave, l'ultimo nato dalle parti di Mountain View. Grazie ad un amico ho ricevuto un invito per accedere alla private preview ristretta del prodotto, invito che ho accuratamente evitato di pubblicare come ha fatto qualcuno per chiedere conferme e che si è visto sottrarsi.

Al momento sembrerebbe che solo coloro che hanno ricevuto l'invito direttamente da Google abbiano potuto invitare gli amici alla prova, gli invitati di secondo livello, almeno per il momento, non hanno ancora ricevuto inviti da spedire (peccato).  Speriamo che come con gli altri servizi di BigG, a breve arrivino un maggior numero di inviti.
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Rilasciato l’SDK di Android

AndroidCome promesso durante la presentazione di Android, nella giornata di ieri è stato rilasciato il kit di sviluppo per la nuova piattaforma di telefonia targata Google.

Grazie all'SDK, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows, è già possibile sviluppare applicazioni che andranno ad integrarsi sui primi telefoni che adotteranno Android come sistema operativo. Per incentivare lo sviluppo, Google ha messo in palio 50 premi da 25.000 $ per le 50 migliori applicazioni che verranno proposte dal 2 gennaio al 3 marzo 2008. Queste 50 applicazioni concorreranno poi all'assegnazione di 10 premi da 250.000 $ e di 10 premi da 100.000 $ nella seconda parte del 2008 quando usciranno i primi dispositivi basati su Android. Per maggiori informazioni sul challenge, cliccate sul logo qui sotto.

Android Developer Challenge

UPDATE: sembra che purtroppo il concorso non è aperto ai residenti di Italia e Quebec a causa di restrizioni locali. [Fonte Pollycock]

Il GPhone è arrivato, ma non è phone

La BBC ha annunciato l'arrivo di GPhone. Ma, come annunciato, non verrà prodotto nessun hardware marchiato Google, ma solo un sistema operativo chiamato Android, basato su Linux, con un'insieme di applicazioni per i telefoni mobili.

I produttori che si sono accordati con Google per l'utilizzo di Android sono quattro: Samsung, HTC, Motorola e LG. Tra gli operatori che hanno firmato l'accordo con Google, troviamo anche China Mobile, Telefonica in Spain e Telecom Italia.

Entro la prossima settimana dovrebbe diventare disponibile un kit di sviluppo, mentre dovrebbero essere presenti sul mercato i primi telefoni con il software, gratuito e rilasciato con licenza Apache, entro la prima metà del 2008.

Google si prepara così ad invadere il mercato della telefonia mobile. Se questo dovesse avvenire, si avrebbe come risultato che Linux diventerebbe il sistema operativo più diffuso al mondo, grazie al gran numero di telefoni e dispositivi mobili presenti.

Forse arriva il GPhone

Secondo il Wall Street Journal, oggi Google dovrebbe finalmente mettere fine al tormentone del GPhone. Secondo News.com, invece, verrà svelato oggi solo Android, una suite di software per cellulari basata su tecnologia open source. Infatti Big G non dispone di una divisione hardware e dunque la soluzione più logica sarebbe la produzione del solo sistema operativo del telefono, anche se voci di corridoio annunciano un accordo con HTC per la produzione dell'hardware su cui dovrà girare Android.

Google sta cercando di creare la Open Handset Alliance, che coinvolgerebbe operatori giapponesi come KDDI e NTT DoCoMo, ma anche Sprint Nextel, T-Mobile USA di Deutsche Telekom, Motorola e Samsung Electronics.

Aspettiamo con trepidazione la conferenza stampa per vedere cosa ne uscirà fuori.

Google il posto di lavoro ideale

Da un recente sondaggio svolto dalla società di ricerca Universum è emerso che

Quasi il 17% degli 8.100 studenti di informatica e ingegneria intervistati in 100 paesi europei tra gennaio e aprile ha detto di considerare Google l'azienda ideale per cui lavorare.

(ndr: mi chiedo se con paesi intendono piccole città, ed in questo caso non so quanti studenti di informatica ed ingegneria informatica studino in un paese; o se con paese intendano stato, ma in questo caso non mi pare ce ne siano un centinaio in europa)

Seguono a ruota come aziende ideali la Porsche e la Ferrari. Soltanto quarta la IBM, che l'anno scorso era in testa.

Tempo di internazionalizzazioni

Da qualche giorno è possibile usare in italiano due dei maggiori servizi che ci avevano abituato alla sola lingua inglese.

Flickr in italiano

Flickr, il servizio per conservare on-line le proprie foto di Yahoo, ha aggiunto la settimana scorsa diverse lingue, tra cui anche l'italiano, come è possibile vedere dallo screenshot qui in alto (cliccare sull'immagine per vederla nella sua dimensione reale).

YouTube in italiano

YouTube, il servizio per conservare on-line i propri video acquistato da Google, ha aggiunto in questi giorni, invece, la lingua italiana alla sua interfaccia insieme ad altre lingue diffuse. Inoltre i contenuti presenti nella home diventano in italiano e a breve contenuti, commenti e classifiche saranno anche in italiano. Infine sembra che la Rai e La7 abbiano fatto già accordi con YouTube per la creazione di canali brandizzati su YouTube.

Nel mentre, Google Video, nato come concorrente di YouTube è stato finalmente relegato ad un altro ruolo, dopo aver fatto per troppo tempo il doppione di un altro servizio più redditizio. Adesso permette la ricerca su molte fonti di video, così come Google Image lo fa con le immagini.

Google Gears

Google ha rilasciato la prima versione beta di Google Gears, un plugin per Firefox e IE che permette di accedere ad applicazioni web mentre non si ha connessione di rete.

Popup sincronizzazione Google ReaderLa prima applicazione ad utilizzare questa nuova funzionalità è Google Reader, il feed reader online di BigG. Installando il plugin di Google Gears è possibile attivare nel Reader la modalità offline. A questo punto gli articoli presenti nei feed vengono salvati in locale (un piccolo popup, come quello qui a destra, in alto a destra ci indica il progresso di questa operazione). In seguito, quando si accederà a Google Reader senza connessione, il sito sarà raggiungibile e gli articoli scaricati saranno accessibili (ma non è possibile segnarli come letti).

Si pensa che il prossimo ad integrare di Google Gears sarà Gmail.

Per installare Google Gears, è necessario recarsi sul sito del progetto. Google Gears è disponibile per Linux, Mac e Windows e per Firefox e IE.

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