Maxtor/Seagate vende dischi con Trojan

Il Taipei Times, giornale taiwanese in lingua inglese, sostiene che circa 1800 HardDisk, prodotti in Thailandia dalla Seagate, erano infetti da due virus.

Tutti gli Hard Disk infetti erano 500 GB e sono stati tutti venduti con marchio Maxtor (che ricordiamo essere stata acquistata da Seagate nel 2006) sul mercato taiwanese.
Il Taipei Times accusa, nel suo articolo, il governo cinese di essere dietro a questa operazione.

I virus, preinstallati negli HD e più precisamente nei file autorun.inf e ghost.pif, si connettono automaticamente a due server situati a Pechino: www.nice8.org e www.we168.org, inviando ogni informazione contenuta nel disco stesso.
Questi dischi, di grosse dimensioni, vengono usati principalmente da agenzie governative per salvare database o altre informazioni riservate.

In seguito ad indagini è stato scoperto che i virus sono stati aggiunti in fase di produzione da una non meglio precisata azienda cinese con cui collabora Maxtor.

Questa comunque non è la prima occasione in cui sui dischi Maxtor vengono rilevati dei virus, era già successo con dei dischi venduti in Olanda, il che fa sinceramente dubitare della serietà di Maxtor.

[ Fonte Slashdot . Un ringraziamento all'esperto linguista Towerman per l'aiuto con l'inglese ]

Cina: ancora censura

Che il governo Cinese attui una forte censura su tutti gli organi di stampa è risaputo, così com'è anche risaputo che la censura arriva anche sul web: esempio pratico è il Grande Firewall Cinese (dal sito potete immettere il link della vostra pagina web e controllare se viene bloccata: noi abbiamo provato con SormedBrains che a quanto pare viene bloccato, quindi, nessuno dalla Cina può vedere questo sito web)

Ma la "semplice" censura non sempre basta a fermare la voglia di sapere della gente, il governo cinese ha quindi deciso di avviare un opera di sensibilizzazione della popolazione all'autocensura.
Alle persone vengono insegnate le parole che è sconsigliabile utilizzare per evitare di essere censurati - e non solo direttamente dal governo - in quanto praticamente tutti i grandi motori di ricerca sono obbligati a fornire delle risposte "riviste e corrette" alle chiavi ricercate dagli utenti.

Un altro fatto curioso, non strettamente legato alla censura, ma che fa comprendere quanto sia pesante in quel paese il controllo operato sulle tecnologie è la decisione da parte di alcune Università cinesi di impedire ai propri studenti l'utilizzo dei laptop nelle sedi universitarie.

Quel che temono le università è che gli studenti vengano distratti dai computer, e non seguano più le lezioni per dedicarsi al gaming online (piccola nota: questo succede abbondantemente anche nelle università nostrane... o almeno nella mia :D soprattutto durante le lezioni di analisi matematica! :D ).
Resta il dubbio sull'utilità di questa mossa, se uno studente è talmente "malato" di gaming da non voler più seguire le lezioni, sarà sufficiente impedirgli di portare il pc a lezione? O forse appena finite le lezioni si butterà a capofitto in un estenuante 3 giorni di gaming online?

Per la Microsoft troppa censura in Cina, forse se ne andrà

Ad Atene, durante il Forum Mondiale sulla governabilità di Internet, un funzionario della Microsoft, Fred Timpson, ha dichiarato che la società di Redmond potrebbe abbandonare il mercato WEB Cinese.

La Microsoft sembrerebbe essersi stufata delle pressioni del governo Cinese a cui sembra proprio non andare giù che la popolazione possa informarsi su cosa sia, per esempio, la democrazia o quali siano i diritti della persona.

Certo risulta difficile pensare che proprio la stessa Microsoft, che meno di un anno fa aveva censurato un blog, abbia cambiato idea e vada addirittura contro il governo di uno stato il cui potenziale economico è enorme, tanto che altri colossi come Google o Yahoo, hanno accettato (seppur controvoglia) di sottostare a queste regole.

Da segnalare, comunque, che la Microsoft si è detta contraria a queste forme di censura in ogni stato, e non solo per la Cina.

Sicuramente ora ci sarà un grande polverone mediatico, se però poi succederà veramente qualcosa poi o cadrà tutto nel dimenticatoio è da vedersi; noi ce lo segnamo sul calendario, l'anno prossimo (sempre se il blog sarà ancora in vita) valuteremo nuovamente la situazione :D

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