Cina: ancora censura

Che il governo Cinese attui una forte censura su tutti gli organi di stampa è risaputo, così com'è anche risaputo che la censura arriva anche sul web: esempio pratico è il Grande Firewall Cinese (dal sito potete immettere il link della vostra pagina web e controllare se viene bloccata: noi abbiamo provato con SormedBrains che a quanto pare viene bloccato, quindi, nessuno dalla Cina può vedere questo sito web)

Ma la "semplice" censura non sempre basta a fermare la voglia di sapere della gente, il governo cinese ha quindi deciso di avviare un opera di sensibilizzazione della popolazione all'autocensura.
Alle persone vengono insegnate le parole che è sconsigliabile utilizzare per evitare di essere censurati - e non solo direttamente dal governo - in quanto praticamente tutti i grandi motori di ricerca sono obbligati a fornire delle risposte "riviste e corrette" alle chiavi ricercate dagli utenti.

Un altro fatto curioso, non strettamente legato alla censura, ma che fa comprendere quanto sia pesante in quel paese il controllo operato sulle tecnologie è la decisione da parte di alcune Università cinesi di impedire ai propri studenti l'utilizzo dei laptop nelle sedi universitarie.

Quel che temono le università è che gli studenti vengano distratti dai computer, e non seguano più le lezioni per dedicarsi al gaming online (piccola nota: questo succede abbondantemente anche nelle università nostrane... o almeno nella mia :D soprattutto durante le lezioni di analisi matematica! :D ).
Resta il dubbio sull'utilità di questa mossa, se uno studente è talmente "malato" di gaming da non voler più seguire le lezioni, sarà sufficiente impedirgli di portare il pc a lezione? O forse appena finite le lezioni si butterà a capofitto in un estenuante 3 giorni di gaming online?

StormedBrains in rosso per la Birmania

Anche StormedBrains, come la maggior parte della blogosfera, aderisce all'iniziativa di tingere i blog di rosso, in segno di protesta contro quel che sta succedendo in Birmania, dove da giorni la giunta militare birmana fa sparare sulla folla che protesta pacificamente contro le censure e le condizioni di vita inumane che la stessa popolazione deve sopportare.

Sappiamo che questo post sicuramente non sarà sufficiente o risolutivo, ma nel nostro piccolo riteniamo doveroso segnalare gli abusi che stanno avvenendo in questo paese asfissiato dalla dittatura militare.

Per mantenersi aggiornati consigliamo il sito http://www.mizzima.com/

Alice e OpenDNS: risolto?

Abbiamo parlato qualche giorno fa dell'ostruzionismo che Alice e Telecom Italia stavano facendo nei confronti OpenDNS, fornendo una soluzione temporanea che permetteva di accedere comunque alla propria webmail continuando ad usare i servizi offerti da OpenDNS.

Da qualche ora, però, sembra che questo non sia più necessario in quanto il DNS di OpenDNS ha ripreso a risolvere gli indirizzi del portale RossoAlice. Che una volta l'indignazione generale che ha coinvolto buona parte dei clienti del gestore italiano abbia avuto gli effetti desiderati?

Speriamo solo che la cosa sia definitiva e che non ci siano altre brutte sorprese del genere!

OpenDNS vs. Telecom Italia

Se siete clienti Telecom Italia per la vostra linea ADSL e avete deciso di usare come servizio DNS l'ottimo OpenDNS, di cui abbiamo già parlato in passato, vi sarete quasi sicuramente accorti che non potete effettuare l'accesso al portale di rossoalice che permette, tra le altre cose, di leggere la webmail di alice e di inviare fino ad un massimo di 10 sms al giorno.

Tutto questo è dovuto al fatto che Telecom Italia ha bloccato le richieste ai propri DNS provenienti da OpenDNS.
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La Turchia ferma You Tube

Alcuni video ingiuriosi nei confronti di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca, hanno portato il tribunale penale di Istanbul ad ordinare a Turk Telekom, il maggior provider di connessione internet del paese, di bloccare l'accesso al sito contenente i video: You Tube.

Lo scandalo dovrebbe essere partito da una serie di botta e risposta a suon di video che si sono scambiati utenti Turchi e utenti Greci in seguito ad una vecchia rivalità tra i due stati. Il tutto sarebbe poi sfociato in una serie di video che associano il termine gay al nome di Atatürk, che hanno portato all'indignazione del procuratore e alla richiesta di censura. Per il momento sembra che sia comunque possibile accedere ad You Tube attraverso la connettività fornita da altri operatori, ma non è detto che questo duri.

Questa censura suscita parecchia perplessità, soprattutto per il fatto che la Turchia tenta da tempo di entrare nell'Unione Europa, che rigetta da sempre, come entità politica, la censura.

[Fonte Business Week]

Wikipedia potrebbe chiudere

Wikipedia potrebbe chiudere fra 4 mesi. Così ha detto Florence Devourad, la presidentessa della Wikimedia Foundation, lanciando nel panico mezzo universo telematico.

"A questo punto, Wikipedia ha le risorse finanziarie per far funzionare i suoi server per circa altri 3 o 4 mesi.", queste le sue parole. Forse una provocazione, per far riflettere su quanto sfruttiamo questi servizi gratuiti senza dare nulla in cambio (se tutti donassero anche solo un euro...).

In ogni caso, mentre cercavo altre informazioni, mi sono imbattuto in questo articolo riguardante la censura su Wikipedia: da leggere.

[Fonti: Download Blog ; Come Don Chisciotte ]

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