L’autority approva e Telecom fattura gli arretrati

L'Autority per le Telecomunicazioni ha approvato in via definitiva il provvedimento che autorizza l'incubment, ossia il fornitore della linea fisica, a richiedere il canone per le linee adsl naked, cioè quelle di sola connettività prive di una linea voce di appoggio per cui l'utente paga già un canone.

Il provvedimento era stato richiesto da Telecom alla fine del 2005 (ma la battaglia era iniziata già nel 2004) ed era stato approvato in prima istanza a febbraio 2006. Gli altri operatori che sono costretti a comprare la connettività wholesale presso Telecom sono dunque insorti e il provvedimento era stato sospeso. Adesso è arrivata la conferma della legittimità del provvedimento da parte dell'Autority e Telecom si prepara a fatturare ai propri clienti (che sono i fornitori di connettività e non gli utenti direttamente in questo caso) il canone per l'affitto della linea dati. Ma invece di iniziare a fatturare da oggi, Telecom si prepara ad emettere fatture a partire dalla prima dichiarazione di legittimità del provvedimento e dunque da febbraio 2006, con circa 20 mesi di retroattività.

Il canone, inoltre, imporrebbe agli altri operatori la necessità di aumentare i prezzi delle linee adsl naked, facendo perdere competitività e portando dunque all'inutilità delle stesse in quanto più care di una linea adsl con una linea voce di appoggio.

L'Associazione Italiana degli Internet Provider è insorta e chiede a Telecom di rivedere le sue intenzioni di fatturare retroattivamente perché questo causerebbe non pochi problemi al mercato della connettività in banda larga italiano, che è già abbastanza in crisi di suo.

Alice e OpenDNS: risolto?

Abbiamo parlato qualche giorno fa dell'ostruzionismo che Alice e Telecom Italia stavano facendo nei confronti OpenDNS, fornendo una soluzione temporanea che permetteva di accedere comunque alla propria webmail continuando ad usare i servizi offerti da OpenDNS.

Da qualche ora, però, sembra che questo non sia più necessario in quanto il DNS di OpenDNS ha ripreso a risolvere gli indirizzi del portale RossoAlice. Che una volta l'indignazione generale che ha coinvolto buona parte dei clienti del gestore italiano abbia avuto gli effetti desiderati?

Speriamo solo che la cosa sia definitiva e che non ci siano altre brutte sorprese del genere!

OpenDNS vs. Telecom Italia

Se siete clienti Telecom Italia per la vostra linea ADSL e avete deciso di usare come servizio DNS l'ottimo OpenDNS, di cui abbiamo già parlato in passato, vi sarete quasi sicuramente accorti che non potete effettuare l'accesso al portale di rossoalice che permette, tra le altre cose, di leggere la webmail di alice e di inviare fino ad un massimo di 10 sms al giorno.

Tutto questo è dovuto al fatto che Telecom Italia ha bloccato le richieste ai propri DNS provenienti da OpenDNS.
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Bolletta da 24mila euro

Un geniale trentenne di Ciserano, ridente località in provincia di Bergamo, ha sottoscritto un grazioso abbonamento internet Flat.

O almeno così credeva. Il contratto prevedeva sì il pagamento di 35€ a forfait, "ma anche una tariffa di 0,2 centesimi al secondo per ogni kilobyte scaricato", se superati i 600 MB bimestrali.

Il nostro eroe non essendosi accorto di questo piccolo dettaglio ha lasciato il computer connesso ad internet per molte ore, probabilmente anche a scaricare qualche bel file di grosse dimensioni dai P2P, sfondando quindi la soglia dei 600MB e facendo lievitare la bolletta fino a quella mostruosa cifra.

Sinceramente ci sentiamo di fare i complimenti all'individuo, sia per aver sottoscritto un contratto simile, sia per aver lasciato poi il computer connesso così a lungo...

P.S.: se vi state chiedendo cosa sia una tariffa di 0,2 centesimi al secondo per ogni kilobyte scaricato, chiedetelo ai confusi giornalisti de "La Repubblica"

[Fonte: Repubblica.it ]

Vietato installare il modem ADSL

Una notizia apparsa oggi su Punto Informatico fa molto riflettere. Secondo la legge numero 109 del 28 marzo 1991, che regolamenta l'installazione e la manutenzione di impianti di fonia e dati collegati alla rete pubblica, è necessario ricorrere ad un tecnico specializzato per l'installazione anche domestica di qualunque cosa sia più complesso di due telefoni di cui è sufficiente inserire la spina nella presa.
Per gli impianti dati, il limite è fissato ai 128 Kb/s della linea ISDN a due canali B.

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