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Non un mio crimine, ma una mia condanna

Riceviamo da parte dell'ufficio stampa di Bambinisenzasbarre il seguente comunicato stampa che ripubblichiamo con il nostro sostegno.

“Non un mio crimine, ma una mia condanna”

Bambinisenzasbarre dalla parte dei bambini figli di genitori detenuti.

“Non un mio crimine, ma una mia condanna” è la campagna di sensibilizzazione lanciata da Bambinisenzasbarre ONLUS che porta all'attenzione un'emergenza italiana dimenticata: i 100.000 bambini figli di genitori detenuti, che ogni giorno, ogni anno entrano nelle 213 carceri italiane per il colloquio con il proprio papà o mamma, a rischio di discriminazione ed esclusione sociale. L'Associazione, da oltre dieci anni, cura, sostiene e difende il diritto di questi bambini alla continuità delle relazioni familiari e affettive durante la detenzione di uno o di entrambi i genitori, secondo quanto riporta l'articolo 9 la Convenzione ONU dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

“Non un mio crimine, ma una mia condanna” poche parole per descrivere la condizione di discriminazione e di emarginazione sociale subita dai figli a causa della detenzione del genitore, e il senso di disorientamento, disagio, angoscia e paura che provano i bambini ogniqualvolta varcano il portone d'ingresso del carcere - così ha esordito Lia Sacerdote, presidente di Bambinisenzasbarre nel presentare la campagna on air a dicembre. – Un fenomeno sconosciuto e dimenticato, che coinvolge il minore sul piano emotivo, sociale e, spesso, economico; che lo rende vulnerabile e esposto a rischi psico-socio-affettivi che richiedono attenzione e cura senza per questo essere stigmatizzato.”

La Campagna “Non un mio crimine ma una mia condanna” è una richiesta di riconoscimento e visibilità di questi bambini e dei loro bisogni,  per il rispetto del diritto di ogni bambino di essere tale. Ancora molti Istituti penitenziari in Italia, in una condizione di sovraffollamento e di grave precarietà, non sono in grado di accogliere adeguatamente questi bambini, offrendo loro uno spazio e un tempo del colloquio col proprio genitore adatto a garantire il mantenimento del legame affettivo, come dimostrato dalla recente ricerca europea di Bambinisenzasbarre. Questa situazione determina, nella maggior parte dei casi, la cancellazione della genitorialità stessa. Una sparizione che spesso viene attuata anche da parte dei figli nell'ambito della propria rete sociale, che li porta a nascondere, fino a negare,  la stessa personale storia familiare di figli di genitori detenuti.

Nell'ambito della campagna, un momento di forte sensibilizzazione sul tema: martedì 18 dicembre 2012, alle ore 21, al Teatro della Luna Irene Grandi e Stefano Bollani in concerto, unica tappa milanese del tour. Un concerto reso ancora più speciale poiché l'unico, dell'intera tournée, con un intento sociale a favore dei progetti di Bambinisenzasbarre.

Il video della campagna è visibile all’indirizzo  www.bambinisenzasbarre.org

Bambinisenzasbarre Onlus è una Associazione impegnata nella cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori, nella tutela del diritto del bambino alla continuità del legame affettivo e nella sensibilizzazione della rete istituzionale di riferimento e della società civile.
Membro della direzione della rete europea Eurochips con sede a Parigi, da oltre 10 anni è presente sul territorio italiano con attività di formazione e di ricerca in collaborazione con le Università e il Ministero di Giustizia. E’ attiva nelle tre carceri milanesi - S. Vittore, Bollate e Opera – con il Modello di accoglienza Spazio Giallo e con progetti di sostegno alla genitorialità  in rete operativa sul territorio nazionale

Ufficio Stampa Bambinisenzasbarre Onlus

Maria Rosa Rota – Milano (392 9938-324)  - Giulia Pigliucci – Roma (335 6157-253)

tel. 02 711.998 -  e-mail ufficiostampa@bambinisenzasbarre.org

Petizione: Non il mio crimine, ma una mia condanna!

Oggi voglio approfittare di questo spazio per proporvi un tema che non ha nulla a che fare con l'informatica, se non il fatto che la petizione può essere firmata on-line...

Ogni anno, oltre 100.000 bambini in Italia e quasi 1.000.000 in Europa entrano in carcere per vedere uno dei due genitori, se non entrambi. Questi bambini subiscono poi un'umiliazione da parte dei compagni e della società in generale, che riporta su di essi la condanna dei genitori.

Questi bambini hanno la necessità di un adeguato sostegno e supporto, per evitare di rientrare in una situazione di grave disagio sociale.

L'associazione bambinisenzasbarre propone una petizione on-line a favore di questo sostegno. Potete firmarla all'indirizzo: http://www.petitionbuzz.com/petitions/100milabambini.

Sappiamo benissimo che una petizione on-line non ha nessun valore legale, ma se un gran numero di persone si interessa al problema, forse si riuscirà a fare muovere qualcosa.

Inviti per Google Wave

Google WaveGoogle ha finalmente deciso di distribuire gli inviti per Google Wave anche a color che erano stati invitati da altri utenti.

A questo punto, se ancora non siete entrati in Wave, lasciate qui un commento con un vostro indirizzo Gmail e, fino ad esaurimento scorte, vi farò avere qualche invito.

Gli inviti non vengono mandati immediatamente (alcuni impiegano anche una settimana per arrivare). Come indica Google stessa: "Invitations will not be sent immediately. We have a lot of stamps to lick." (Per i non anglofoni: Gli inviti non saranno spediti immediatamente. Abbiamo un sacco di francobolli da leccare.).

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I Bot di Google Wave

Google WaveContinuiamo con le impressioni su Google Wave parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i Bot.

Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto?

Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora MSN, GTalk e Skype e quando l'unico vero mezzo di comunicazione era IRC (molti magari ricorderanno il famosissimo ed onnipresente client mIRC). Quei Bot venivano usati per gli scopi più diversi, come ad esempio preservare un nick per evitare che altri se ne impossessassero o preservare un canale per evitare di trovarlo occupato da altri e perdere dunque i permessi che si erano acquisiti. Inoltre i Bot potevano svolgere alcuni compiti interagendo in modo automatico con gli altri occupanti del canale: rispondere a certi messaggi, salvare il log delle conversazioni durante l'assenza del proprietario, ecc.

I Bot di Google Wave, in un certo modo, si avvicinano tantissimo ai Bot che si usavano su IRC: anche loro interagiscono con i partecipanti di un Wave.

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La fine di Internet è vicina! L’apocalisse telematica sarà nel 2010… Forse

Un recente studio del Nemertes Research Group ha gettato il panico tra molti telenauti (soprattutto quelli che leggono il Corriere): secondo una proiezione di questo studio, la fine di Internet non sarebbe poi così lontana, anzi.. Lo studio preventiva inizio 2010 come probabile data di collasso della rete.

Entro quella data infatti, si prevede un aumento di traffico web al punto da superare la capacità massima di banda che gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori della linea internet) potranno mettere a disposizione.

La soluzione sarebbe da cercare, secondo l'articolo, in grossi investimenti da parte degli ISP su nuove tecnologie e notevoli miglioramenti delle strutture già esistenti.
La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture.

Il raddoppio delle spese di gestione/manutenzione delle linee sarebbe una spesa assolutamente enorme per le aziende, e probabilmente non sostenibile. Cosa accadrebbe a questo punto? Le aziende non potrebbero effettuare investimenti così forti e si ritroverebbero quindi con le linee congestionate: server irraggiungibili, tempi di ping altissimi e banda satura.. il delirio telematico.
Questo sempre la previsione del corriere; io la vedo in modo diverso.

Avendo seguito qualche lezione di economia alle Ragionerie, ho studiato qualcosa di applicabile un po' ovunque: la legge della domanda e dell'offerta.
Nel nostro caso, ovviamente, gli utenti e le aziende che utilizzano l'adsl sono la domanda, mentre gli ISP sono l'offerta. Semplificando molto (anche perché non sono un economista :P ) fin quando gli ISP (offerta) avranno banda disponibile da vendere ai consumatori (domanda) i prezzi rimarranno più o meno stabili, se non tendenti al ribasso (basti pensare che qualche anno fa con 30€ mensili ci si pagava una linea da 640Kbps (Kilobit per secondo), ora una da 20Mbps (Megabit per secondo)[nota: 1 megabit = 1024 kilobit] con un sostanziale calo del prezzo in rapporto alle prestazioni); questo continuerà probabilmente fino a quando la domanda non raggiungerà l'offerta, generando un altro evento: l'inflazione da domanda.
I fornitori infatti, trovandosi impossibilitati a vendere nuovi prodotti o di migliorare quelli presenti inizieranno ad aumentare i prezzi. Esemplificazione: è chiaro che se due persone hanno assoluto bisogno dello stesso prodotto ma ne è disponibile solo un esemplare, scatterà un asta tra i due pretendenti, e la spunterà probabilmente il più ricco tra i due. Stessa cosa accade nel mercato, anche se, ovviamente, in modo più ampio ed articolato.

Quindi, secondo me, nel futuro internet di sicuro non collasserà, nella peggiore delle ipotesi i costi di connessione diventeranno proibitivi per i comuni mortali e diventerà un mezzo utilizzato quasi esclusivamente dalle aziende e/o dai ricconi; mentre in un ipotesi, a mio modo di vedere, più realistica, gli ISP faranno i dovuti (ma non immensi) investimenti, ma fermando l'attuale corsa all'aumento di banda: ovvero presto la velocità delle connessioni si stabilizzerà ad una velocità di 50Mbit/secondo (cifra ipotetica) ad un prezzo ragionevole, portando ad uno "stallo" e quindi a nessun collasso.

Voi invece cosa ne pensate?

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