Boico
24 Novembre 2007 alle 01:11
Un recente studio del Nemertes Research Group ha gettato il panico tra molti telenauti (soprattutto quelli che leggono il Corriere): secondo una proiezione di questo studio, la fine di Internet non sarebbe poi così lontana, anzi.. Lo studio preventiva inizio 2010 come probabile data di collasso della rete.
Entro quella data infatti, si prevede un aumento di traffico web al punto da superare la capacità massima di banda che gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori della linea internet) potranno mettere a disposizione.
La soluzione sarebbe da cercare, secondo l'articolo, in grossi investimenti da parte degli ISP su nuove tecnologie e notevoli miglioramenti delle strutture già esistenti.
La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture.
Il raddoppio delle spese di gestione/manutenzione delle linee sarebbe una spesa assolutamente enorme per le aziende, e probabilmente non sostenibile. Cosa accadrebbe a questo punto? Le aziende non potrebbero effettuare investimenti così forti e si ritroverebbero quindi con le linee congestionate: server irraggiungibili, tempi di ping altissimi e banda satura.. il delirio telematico.
Questo sempre la previsione del corriere; io la vedo in modo diverso.
Avendo seguito qualche lezione di economia alle Ragionerie, ho studiato qualcosa di applicabile un po' ovunque: la legge della domanda e dell'offerta.
Nel nostro caso, ovviamente, gli utenti e le aziende che utilizzano l'adsl sono la domanda, mentre gli ISP sono l'offerta. Semplificando molto (anche perché non sono un economista
) fin quando gli ISP (offerta) avranno banda disponibile da vendere ai consumatori (domanda) i prezzi rimarranno più o meno stabili, se non tendenti al ribasso (basti pensare che qualche anno fa con 30€ mensili ci si pagava una linea da 640Kbps (Kilobit per secondo), ora una da 20Mbps (Megabit per secondo)[nota: 1 megabit = 1024 kilobit] con un sostanziale calo del prezzo in rapporto alle prestazioni); questo continuerà probabilmente fino a quando la domanda non raggiungerà l'offerta, generando un altro evento: l'inflazione da domanda.
I fornitori infatti, trovandosi impossibilitati a vendere nuovi prodotti o di migliorare quelli presenti inizieranno ad aumentare i prezzi. Esemplificazione: è chiaro che se due persone hanno assoluto bisogno dello stesso prodotto ma ne è disponibile solo un esemplare, scatterà un asta tra i due pretendenti, e la spunterà probabilmente il più ricco tra i due. Stessa cosa accade nel mercato, anche se, ovviamente, in modo più ampio ed articolato.
Quindi, secondo me, nel futuro internet di sicuro non collasserà , nella peggiore delle ipotesi i costi di connessione diventeranno proibitivi per i comuni mortali e diventerà un mezzo utilizzato quasi esclusivamente dalle aziende e/o dai ricconi; mentre in un ipotesi, a mio modo di vedere, più realistica, gli ISP faranno i dovuti (ma non immensi) investimenti, ma fermando l'attuale corsa all'aumento di banda: ovvero presto la velocità delle connessioni si stabilizzerà ad una velocità di 50Mbit/secondo (cifra ipotetica) ad un prezzo ragionevole, portando ad uno "stallo" e quindi a nessun collasso.
Voi invece cosa ne pensate?
Tags: ISP, La fine di Internet, Nemertes, Nemertes Research Group, StormedBrains
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