Archivio della Categoria 'Legge'

DRM - Musica Libera: 0-1

Ebbene sì: un tribunale in Norvegia ha sentenziato che il FairPlay è illegale.

No, non il fair play inteso come l'iniziativa presa dalla fifa per far giocare i calciatori in modo pulito, stiamo parlando della tecnologia DRM integrata in iTunes. Per chi non fosse pratico, una breve spiegazione: sull'iTunes Store si possono acquistare, legalmente, brani musicali che possono in seguito essere masterizzati (al massimo 10 volte) o trasferiti su altri pc (al massimo 5). Nulla di particolarmente scandaloso fin qui, infatti la cosa che ha fatto imbestialire un'associazione per consumatori scandinava è stata un'altra: chi scarica un file musicale da iTunes, può ascoltarlo solamente con l'iPod.

Praticamente nonostante i file musicali .AAC vengano regolarmente acquistati, si è obbligati ad utilizzarli soltanto sull'apparecchio di casa Apple tagliando fuori la concorrenza, come dichiarato da Torgeir Waterhouse "Non poteva essere più chiaro di così. FairPlay è una tecnologia di blindatura illegale il cui scopo principale è quello di limitare i consumatori allo scatolotto confezionato da Apple. In pratica questo significa che iTunes Music Store sta provando ad uccidere uno degli elementi costitutivi fondamentali in una società digitale ben funzionante, l'interoperabilità, allo scopo di aumentare i profitti".

Apple a questo punto potrebbe decidere:

  1. Di eliminare totalmente la protezione FairPlay
  2. Di dare in licenza FairPlay a chiunque altri la chieda, per poter leggere i file musicali anche su altri lettori
  3. Di sviluppare in collaborazione con altri uno standar aperto da poter applicare su altri dispositivi
  4. Di mantenere FairPlay così com'è e far infuriare tutte le associazioni di consumatori del mondo ed alcuni tribunali.. (già escluso dalla stessa Apple.)

Apple, dal canto suo, ha risposto che si impegnerà a risolvere questi problemi, e che spera di collaborare con i governi europei al fine di sviluppare "un ambiente competitivo che faccia crescere l'innovazione, protegga la proprietà intellettuale e permetta ai consumatori di decidere quale prodotto debba avere successo".

[Fonti AssoDigitale e ForbrukerPortalen]

Liberate il WiMax

L'Anti Digital Divide ha diffuso una denuncia per richiedere la liberalizzazione delle frequenze che sono state assegnate per il WiMax.

Secondo i Pirates italiani le frequenze del WiMax saranno assegnate tramite un'asta pubblica, a cui parteciperanno soprattutto i grandi operatori del settore, che si vedrebbero consegnate le licenze in virtù delle loro disponibilità, togliendo al WiMax la sua forza che potrebbe aggredire al cuore il digital divide italiano. Il costo delle licenze, poi, si ripercuoterebbe senza dubbio sugli utenti finali, esattamente come è avvenuto con l'UMTS, tecnologia molto promettente che ancora oggi, ad anni dalla sua introduzione, è utilizzata da una piccolissima percentuale di utenti, quella che se la può permettere.

La battaglia si promette difficile: gli operatori dell'UMTS che a suo tempo hanno sostenuto grandi spese per ottenere le license per l'UMTS, adesso sono contrarie alla liberalizzazione delle frequenze WiMax in quanto chiunque potrebbe ottenere con spese irrisorie di entrare in concorrenza con loro con un prodotto nettamente superiore come il WiMax. Gli interessi della comunità e quelli dei gestori sono in grosso disaccordo.

I pirates, per fare conoscere alla gente questa problematica hanno deciso di fare un'azione di Googlebombing in modo da portare una pagina che spiega agli utenti la pericolosità di questo tipo di asta, in modo da mobilitare il maggior numero di utenti possibili. Per partecipare è sufficiente linkare nelle proprie pagine, in articoli inereti il problema, la pagina con un link alla parola WiMax. In questo modo, Google registrerà parecchi link WiMax che puntano a quella pagina e questa inizierà a salire nei risultati delle ricerche.

[Fonte Oceani Digitali]

Il governo si muove

Aboliamo i costi di ricarica!Finalmente il governo ha iniziato a muoversi su un argomento che solca la rete da parecchio tempo: i costi di ricarica che i gestori applicano ai cellulari prepagati. Con una battuta rilasciata in un intervista a Ballarò, programma di attualità di Rai Tre, il ministro Bersani ha comunicato di voler procedere alla rimozione dei costi di ricarica, anche con un decreto del governo se le autorità non fossero in grado di imporre questa rimozione. Tutto questo senza, però, accennare all'ideatore, lo studente Andrea D'Ambra, della petizione che ha raccolto oltre 800 mila firme e che è arrivata persino in Europa.

Secondo i consumatori, questo mancato incasso da parte dei gestori si potrebbe tradurre in un incremento dei prezzi, ma dal governo assicurano che si vigilerà perché questo non accada. Se si vigilerà come si è vigilato per evitare l'incremento dei prezzi con l'ingresso dell'euro, siamo nei guai fin da ora.

L'Autorità TLC, dal canto suo, non emetterà una decisione definitiva prima della metà di febbraio. Alla pubblicazione di giorno 10 della proposta dell'Authority seguirà una consultazione pubblica della durata di 30 giorni con operatori e consumatori, per giungere ad una conclusione che potrà essere espressa al prossimo Consiglio utile.
Tre le ipotesi di intervento:

  • l'eliminazione, per tutte le offerte, dell'attuale struttura tariffaria a due parti, che potrebbe lasciare il posto ad una struttura tariffaria unitaria dove il valore facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico acquistato
  • la rimodulazione dell'entità dei contributi di ricarica correnti, eliminandone il carattere regressivo attraverso l'introduzione di criteri di proporzionalità rispetto all'entità del controvalore dei servizi acquistati, per una maggiore aderenza ai costi effettivamente sostenuti dagli operatori
  • una "convivenza" temporanea di almeno un anno delle due ipotesi precedenti

[Fonte Andrea D'Ambra]

Regno Unito: Tutte le Leggi disponibili su Internet

Dal 20 Dicembre 2006, è disponibile in internet "The UK Statute Law Database", un database telematico su cui dovrebbero essere riportate tutte le norme dell'ordinamento inglese.

Nel Blog de "Open Knowledge Foundation" viene comunque segnalato che: "Ci sono alcuni punti deboli, ad esempio 40 leggi non sono proprio presenti, è garantito l'aggiornamento solo fino alla fine del 2001 e i dati rilevano i cambiamenti legislativi solo dal 1991".

Sono segnalati altri buchi del database anche su altri blog, personalmente vorrei far notare agli amici d'oltremanica che il sito è stato appena messo online e che gli altri paesi un servizio simile se lo sognano...
[Fonte: PuntoInformatico ]

Cambiamo il NIC

Cambia NIC, stop al faxÈ apparsa in rete da qualche giorno una petizione on-line per richiedere all'autority italiana per la registrazione dei domini di secondo livello del TLD .it un sostanziale aggiornamento nei sistemi usati.
Per il momento, per poter registrare un dominio di tipo .it, ci sono delle richieste molto stringenti:

  • Residenza sul territorio italiano
  • Associazione del soggetto richiedente con un Provider-Mantainer (che si occupi di parte delle pratiche elettroniche, del billing e delle operazioni amministrative)
  • Invio Fax (o raccomandata con ricevuta di ritorno) di Lettera di Assunzione responsabilità cartacea, su foglio unico intestato, compilato secondo le inflessibili norme tipografiche della R.A. - NOTA: mediamente sono richiesti 3-4 invii del medesimo fax perché venga accettato e molto spesso viene respinto senza accennare motivazioni, quando sarebbe sufficiente un "non si legge la parte..."!!
  • Invio modulo elettronico da parte del Mantainer
  • Due zone DNS attive, verificabili e formalmente ineccepibili
  • Attesa media di 48-72 ore per la registrazione effettiva

Mentre, per poter registrare un dominio .com è sufficiente compilare un modulo on-line e pagare...

Anche StormedBrains ha deciso di aderire a questa petizione, coordinata dal blog cambia-nic.blogspot.com, perché prima di pensare a cose come la copertura a banda larga del territorio, la copertura WiMax e tante altre fesserie, bisogna permettere alle aziende di essere in rete in un modo semplice e senza tutte le complicazioni che troppo spesso la burocrazia italiana mette in mezzo.

[Fonte: Tecnologia e New Media]

Google Italia sotto accusa

Due rappresentanti legali di Google Italia di origine americana sono stati iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano sul caso di sopruso ai danni di un ragazzo autistico all'interno dell'istituto tecnico che frequenta. L'accusa sarebbe di concorso in diffamazione aggravata.

Il reato di cui sono accusati ricalca la normativa vigente per le testate giornalistiche in casi di omesso controllo da parte dei direttori sui contenuti pubblicati. I due rappresentanti hanno affermato che questo controllo da parte loro non è possibile, mentre questa possibilità dovrebbe essere attuata in USA, dove risiedono i server.

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni ha così commentato la questione: "Ritengo che la decisione della procura sia un motivo in più perché il Parlamento riveda l'assetto normativo in materia. Come ho più volte sostenuto non possono esserci due pesi e due misure, uno per carta stampata e TV e uno per la rete internet. Il rispetto della dignità umana è uno solo".

L'inchiesta è stata avviata su segnalazione dell'associazione Vividown, secondo i cui legali è presente il reato di diffamazione aggravata in quanto uno dei ragazzi, all'interno del video pubblicato su Google, pronunciava frasi denigratorie nei confronti di down.
La decisione di associare a Google Italia una complicità con i ragazzi che hanno caricato online i video che riprendevano i soprusi farà sicuramente discutere, vista soprattutto la grande quantità di video pubblicati giornalmente dagli utenti sui server del noto motore di ricerca. Se l'accusa dovesse essere confermata, si creerebbe un precedente fondamentale per il futuro dei video su internet.

[Fonti Ansa, Corriere della sera e La Repubblica]

Vietato installare il modem ADSL

Una notizia apparsa oggi su Punto Informatico fa molto riflettere. Secondo la legge numero 109 del 28 marzo 1991, che regolamenta l'installazione e la manutenzione di impianti di fonia e dati collegati alla rete pubblica, è necessario ricorrere ad un tecnico specializzato per l'installazione anche domestica di qualunque cosa sia più complesso di due telefoni di cui è sufficiente inserire la spina nella presa.
Per gli impianti dati, il limite è fissato ai 128 Kb/s della linea ISDN a due canali B.

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