Archivio della Categoria 'Internet'

I Bot di Google Wave

Google WaveContinuiamo con le impressioni su Google Wave parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i Bot.

Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto?

Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora MSN, GTalk e Skype e quando l'unico vero mezzo di comunicazione era IRC (molti magari ricorderanno il famosissimo ed onnipresente client mIRC). Quei Bot venivano usati per gli scopi più diversi, come ad esempio preservare un nick per evitare che altri se ne impossessassero o preservare un canale per evitare di trovarlo occupato da altri e perdere dunque i permessi che si erano acquisiti. Inoltre i Bot potevano svolgere alcuni compiti interagendo in modo automatico con gli altri occupanti del canale: rispondere a certi messaggi, salvare il log delle conversazioni durante l'assenza del proprietario, ecc.

I Bot di Google Wave, in un certo modo, si avvicinano tantissimo ai Bot che si usavano su IRC: anche loro interagiscono con i partecipanti di un Wave.

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Prime impressioni su Google Wave

Google Wave

È da qualche giorno che sto giocando con il nuovo Google Wave, l'ultimo nato dalle parti di Mountain View. Grazie ad un amico ho ricevuto un invito per accedere alla private preview ristretta del prodotto, invito che ho accuratamente evitato di pubblicare come ha fatto qualcuno per chiedere conferme e che si è visto sottrarsi.

Al momento sembrerebbe che solo coloro che hanno ricevuto l'invito direttamente da Google abbiano potuto invitare gli amici alla prova, gli invitati di secondo livello, almeno per il momento, non hanno ancora ricevuto inviti da spedire (peccato).  Speriamo che come con gli altri servizi di BigG, a breve arrivino un maggior numero di inviti.
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Arriva Firefox 3.5

Firefox LogoOggi la Mozilla Foundation ha previsto il rilascio di Firefox 3.5 e per l'evento è stato organizzato il Shiretoko Shock: una serie di post, tweet, articoli e condivisioni riprese da ogni parte del mondo alle 15:50 di ogni fuso orario, cioè quando gli orologi segneranno le ore 3.50 del pomeriggio!

Anche noi di StormedBrains abbiamo voluto partecipare all'evento con questo post.

L'indirizzo per scaricare il nuovo browser è http://www.mozilla-europe.org/it/firefox.

WordPress atterra sui TVBLOB box

Da circa un mese è disponibile al pubblico la TVBLOB box, un set-top-box di nuova concezione che porta la potenza del web sulla vostra TV. Nato dalla collaborazione di Telsey e TVBLOB, è realizzato utilizzando tecnologie open-source e vanta una community per sviluppatori che mette a disposizione tutti i tool necessari a sviluppare siti e applicazioni web rivolte alle TVBLOB box.

StormedBrains, da oggi, si fa promotore di un nuovo plugin che permette di applicare ai blog basati su wordpress, in automatico, uno stile che si adatta maggiormente ad essere visualizzato sulla TVBLOB box. Questo plugin, che prende ispirazione dal wp-pda che permette di fare la stessa cosa per PDA e iPhone, riconosce in automatico il browser della TVBLOB box e sostituisce al tema originale un tema con caratteri molto grandi e con un forte contrasto per permettere una visione ottimle sulla TV.

Il plugin wp-tvblob in azione su questo sito

Il plugin wp-tvblob in azione su StormedBrains

Il plugin, rilasciato nella versione 0.1.0, è ancora allo stato embrionale e al momento non permette nessuna configurazione se non agendo direttamente sul codice dello stesso. Inoltre ancora non ho verificato accuratamente che tutte le pagine generate siano realmente XHTML valido.

Chiunque volesse provarlo, trova plugin ed istruzioni in questa pagina. Ogni tipo di feedback è benaccetto.

Gabriella Carlucci: I pirati informatici spendono davvero di più?

Mi è stato passato da una persona il link a questo sublime articolo sul blog di Gabriella Carlucci, la Gabriella Carclucci sorella della più famosa Milly, la Gabriella che abbiamo potuto vedere per vent'anni in televisione e che ora ha deciso di darsi alla politica (ma non siamo qui per giudicare se ha fatto bene o male in questa sua scelta...)

Tornando al sublime articolo in questione, la Carlucci fa un giro di conti con cui sostiene che un pirata informatico che scarica tutte le ultime novità da videoteca spende in media tra i 500 e i 700 euro all'anno in più rispetto ad un diligente cittadino che nello stesso anno affitta tutte le ultime novità.

Ma ad una prima lettura si capisce subito che i conti sono fatti senza nessun metodo, pieni di luoghi comuni e di concetti errati. Lungi da noi consigliarvi di darvi alla pirateria, scaricare materiale protetto da diritto d'autore senza averne prima pagato i diritti è un azione illegale, StormedBrains con questo articolo assolutamente non intende incentivare la diffusione di queste azioni, ma solamente dimostrare quanto l'ignoranza dilaghi in questo settore.

La prima frase che ci salta agli occhi leggendo questo articolo è la seguente:

Negli ultimi anni la corsa verso computer dalle prestazioni sempre maggiori ha portato a maggiori consumi da parte di processori e periferiche.

Questa frase poteva anche essere vera fino a qualche anno fa, ma ormai non è più così: basti notare che ormai i chipmaker usano una classificazione per i loro processori che non indica più la potenza in Hz e che sono sempre di più i produttori che realizzano processori low-power, come gli ormai famosissimi Intel Atom.

La frase successiva che notiamo è:

La durata media di un computer usato per scaricare filmati e musica è all’incirca di 2 anni.

Questa frase è totalmente falsa e fuorviante, invece. La corsa al rinnovo dei computer è necessaria per rincorrere le prestazioni richieste da particolari programmi e giochi, ma una banale operazione di download non richiede incrementi di prestazioni. Al limite è necessario fare un poco di manutenzione e acquistare qualche disco rigido in più per incrementare la capacità. I server stanno accesi 24 ore su 24 per anni senza bisogno di essere sostituiti e sostenendo un carico di lavoro che è sicuramente maggiore rispetto a quello di un computer che deve solo scaricare da internet.

Continuando la lettura, incontriamo questa bellissima frase:

Un personal computer che ci permetta di scaricare velocemente materiale multimediale molto voluminoso non costa meno di 1000 €.

Quest'altra frase, non solo è falsa, ma è anche viziata da un luogo comune totalmente falso: a leggerla sembrerebbe che la cosa che ci permette di scaricare in modo veloce contenuti "voluminosi" è un computer all'ultimo grido, con un super processore, tantissima memoria RAM ed una scheda video che permette di disegnare 200 miliardi di poligoni al secondo. Questo è un luogo comune falsissimo: anche un vecchissimo Pentium con 128 megabyte di RAM ed una S3 Trio su bus PCI (e non AGP o PCI-Express) va benissimo per scaricare dati da internet. La cosa che fa veramente la differenza è la connessione che abbiamo a disposizione: con una fibra ottica a 10Mbps oppure una connessione con modem analogico a 56Kbps.

Inoltre, per la stessa affermazione della Carlucci (dalla frase precedente), questo computer dovrebbe durare almeno due anni, il che significa che annualmente il computer mi costerebbe 500 euro, visto che il secondo anno non lo dovrò ricomprare.

A questo punto tralasciamo anche che con 100 euro circa si può acquistare un box USB per un hard disk esterno da 1 tera byte almeno che è sicuramente sufficiente per contenere tutte le novità da videoteca di qualche anno e passiamo direttamente a fare i conti, ricapitolando i numeri citati dalla Carlucci:

  • bolletta per l'energia elettrica: 200 euro
  • computer nuovo: 1000 euro
  • bolletta per la connettività: 300 euro
  • supporti di archiviazione: 100 euro

Per un totale di 1600 euro, così come calcolato nell'articolo. Questa cifra è sicuramente maggiore della cifra di 1100 euro che viene indicata come spesa sostenuta da una persona che affitta in un videonoleggio tutto quello che il pirata ha scaricato illegalmente. Ma ai 1600 euro bisogna eliminare almeno la metà del costo del computer, visto che lo usiamo per circa due anni (nel caso fossero tre, andrebbero levati i due terzi del costo; nel caso fossero quattro i tre quarti; e così via...). Il costo sostenuto dal pirata scende adesso a 1100 euro, che è esattamente la cifra sostenuta dal nostro onesto cittadino di esempio.

Facciamo anche una breve considerazione sui 1100 euro proposti come costo di videonoleggio: negli ultimi 3 anni sono stati realizzati tra i 1000 e 1200 film ogni anno, con una media di circa 1100 film. Se veramente bisognava noleggiarli tutti, la spesa superava tranquillamente i 2500 euro, visto che il costo di noleggio è di circa 2,5 euro in media!

Volendo, infine, fare un calcolo un po più veritiero sul costo sostenuto dal pirata, possiamo ipotizzare che i costi delle bollette e dei supporti di archiviazione restano più o meno quelli indicati, ma prendendo un computer di fascia medio-alta del costo di 600-700 euro che dura tranquillamente 5 anni, si ottiene dunque per il solo computer un costo di 140 euro l'anno circa, che sommato agli altri costi, arriva ad un totale di 740 euro.

Suggeriamo all'onorevole Carlucci di documentarsi maggiormente quando scrive sul proprio blog perché l'uso di informazioni false, tendenziose o inesatte per sostenere una tesi o per dissuadere la gente dal tenere un certo comportamento (per quanto l'intenzione possa essere lodevole) rischia solo di ottenere l'effetto contrario quando queste informazioni vengono smascherate. Ci teniamo a ripetere che la pirateria non è una cosa legale e che è giusto sostenere gli autori e gli attori per il proprio lavoro, ma non è possibile sostenere questa tesi con dimostrazioni sbagliate.

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Arriva Flash a 64bit!

Adobe Flash player Adobe ha finalmente rilasciato, anche se al momento solo in versione alpha attraverso gli Adobe Labs, la prima versione del plugin Flash con supporto a 64bit per Linux. Si attendeva questa mossa da anni ormai e finalmente Adobe ha dato ascolto alla comunità sempre più vasta di utenti Linux.

Il nuovo plugin è disponibile come file compresso contenente la libreria utilizzata da Firefox e da tutti i browser che supportano lo stesso sistema di gestione dei plugin, come Konqueror. Altre versioni potrebbero diventare disponibili a questo indirizzo.

Il plugin è da considerarsi ancora in versione sperimentale e dunque utilizzato solo con la consapevolezza di questo suo stato, ma devo dire che questa versione si è rivelata fino ad ora molto stabile e veloce, creando molti meno problemi di rallentamento al browser rispetto all'ultima versione stabile (10.0.12.36) a 32bit, utilizzata in un browser a 64bit tramite l'uso di nspluginwrapper.

Fino a questo momento non si è verificato nessun caso di crash ed il sistema viaggia molto più spedito! Congratulazioni ad Adobe per l'ottimo lavoro e speriamo al più presto di vedere questa apertura verso altri prodotti, come AIR, che ancora non è installabile in un sistema a 64bit!

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Firefox 3.0 entra nella storia

Firefox 3.0

Firefox 3.0 è riuscito ad entrare nella storia come il software più scaricato nell'arco di 24 ore. L'obiettivo che si erano prefissi alla Mozilla Foundation prima del rilascio è stato pienamente raggiunto.

Questa mattina ho trovato un'e-mail da parte spreadfirefox.com, il sito che si occupa della diffusione del browser del panda rosso, che diceva:

Ci siamo riusciti!

Abbiamo stabilito un Guinness dei Primati per il maggior numero di download di un programma effettuato nell'arco di 24 ore. Con il vostro aiuto abbiamo raggiunto 8.002.530 download.

Ora siete entrati a far parte di un record mondiale e siete i fortunati possessori della versione migliore di Firefox!

Per curiosità potete dare un'occhiata alla mappa dei download aggiornata allo stato attuale (i download hnno superato quota 28 milioni). Il primato in Europa spetta alla Germania con quasi due milioni e mezzo di download. Segue la Spagna con quasi due milioni. L'Italia è ferma ancora a quota 700 mila. Forza, datevi da fare che dobbiamo ribaltare la situazione!

Tutti i domini del mondo!

ICANNL'ICANN, l'ente internazionale che si occupa della gestione e dell'assegnazione degli indirizzi IP, dei root server DNS e dei domini di primo livello (TLD), ha deciso di liberalizzare proprio quest'ultimi.

I TLD sono l'ultima parte dei nomi dei domini internet. Fino ad oggi la scelta di quali domini attivare è stata fatta da IANA e ICANN. Ed i nomi sono stati sempre in numero limitato:oltre ai ccTLD (i domini nazionali), i gTLD sono sempre stati i famosi .com, .org, .edu, ecc. Solo in tempi recenti (dopo il 2001) si sono aggiunti nuovi nomi per evitare il sovraffollamento di richiesta di cui soffriva il .com. E così sono nati i domini .cc, .info, .biz oppure .mobi (per i dispositivi mobili), .aero (per le compagnie aeree), ecc.

Ma da oggi le cose potrebbero cambiare: l'ICANN ha deciso di liberalizzare proprio i domini di primo livello. Questo significa che chiunque (bhe, non proprio chiunque... servono 100.000 dollari per un nuovo TLD) potrà creare un TLD e usarlo come preferisce: vedremo dunque nascere i vari .ibm o .google oppure i domini dedicati a particolari catgorie di siti come i .free o i .linux o ancora i .blog o i .forum. Sicuramente le prime speculazioni arriveranno per i TLD legati al mondo del porno (l'azienda più florida in tutto i web) e vedremo dunque nascere i vari .sex, .xxx o .porn (potrebbe anche essere una dritta, se avete 100.000 dollari da investire).

Tutto questo accadrà a partire dall'inizio del 2009 tenetevi pronti!

DRM al cinema, P2P da combattere o a pagamento

Arriva dal Giappone la novità per il DRM nei film. L'hanno annunciata l'emittente televisiva NHK e il produttore Mitsubishi che intendono colpire i pirati che riprendono i film al cinema con una videocamera per poi immetterli nei circuiti P2P. Tramite un segno, una specie di filigrana, presente nelle immagini che permetterà di identificare in quale sala e in quale spettacolo il film è stato ripreso. Non sarà possibile identificare il pirata, ma forse si vuole mettere sugli attenti i proiezionisti disonesti che approfittano della loro posizione per immettere su internet film in anteprima.

Ed intanto arriva anche da Washington la notizia del Prioritizing Resources and Organization for Intellectual Property Act (o PRO IP Act), una proposta di modifica alla legge sul copyright che vede uniti i due partiti della Camera dei Rappresentanti nel tentativo di rendere ancora più potente la lobby dei produttori di contenuti. Il PRO IP Act contiene una serie di misure volte a facilitare il contrasto legale alla pirateria della proprietà intellettuale. Tra le misure più significative previste dalla legge si contano

  • multe ancora superiori a quelle fin qui comminate;
  • la cancellazione della condizione per cui chi infrange il copyright distribuendo materiale del valore di oltre 1.000 dollari venga considerato un criminale vero e proprio solo dopo aver distribuito 10 lavori protetti in 180 giorni;
  • una possibilità ancora più estesa di sequestrare e mettere all'asta qualunque componente hardware sia stato usato per "facilitare" un crimine contro la proprietà intellettuale online.

Ma la vera ciliegina sulla torta della proposta è l'istituzione del White House Intellectual Property Enforcement Representative, o WHIPER, che avrà il compito di creare un "piano strategico" grazie al quale identificare gli utenti coinvolti nel traffico di materiale pirata, istituire rapporti per il Congresso e le ambasciate di tutto il mondo e consigliare sulla questione copyright il capo di stato. Il direttore del WHIPER si troverà nella condizione privilegiata di gestire un potere enorme, potendo condizionare in maniera diretta il presidente. E se non bastasse, il fortunato avrà lo stesso stipendio da nababbo già garantito al Procuratore Generale e al Segretario della Difesa, circa 190mila dollari. Interessato dalla riforma anche il Dipartimento di Giustizia, che vedrà nascere al proprio interno una sezione tutta nuova per la persecuzione dei crimini sulla proprietà intellettuale chiamata Intellectual Property Enforcement Division, a cui saranno garantiti fondi minimi annuali per non meno di 25 milioni di dollari. Inutile dire che i produttori di contenuti si sono dichiarati entusiasti della proposta! A questo punto sembra che l'unica opzione che manca al PRO IP Act si quella di poter spegnere internet a discrezione delle major, ma di questo passo ci si arriverà a breve!

Dell'idea del tutto contraria, invece, i produttori di contenuti Canadesi che hanno capito che internet ed i telefonini sono i mezzi con cui si ha la maggiore diffusione di contenuti. L'idea viene dalla Songwriters Association of Canada che propone di istituire una tassa per una connessione internet flat adatta al P2P. Con la cifra di 5 dollari al mese si acquisisce il diritto di scaricare legalmente da internet materiale coperto da diritti d'autore, creando allo stesso tempo un ingresso per i produttori dei contenuti. L'idea della flat per il P2P potrebbe mettere d'accordo molte persone, ma si deve andare a discriminare tra P2P di materiale coperto da diritti d'autore (film, musica, software, ecc) e tra scambio di materiale auto-prodotto (come ad esempio il filmino delle vacanze che voglio spedire in qualche modo a mio cugino che si trova in Australia!), che non è forse una delle cose più fattibili allo stato attuale.

La fine di Internet è vicina! L’apocalisse telematica sarà nel 2010… Forse

Un recente studio del Nemertes Research Group ha gettato il panico tra molti telenauti (soprattutto quelli che leggono il Corriere): secondo una proiezione di questo studio, la fine di Internet non sarebbe poi così lontana, anzi.. Lo studio preventiva inizio 2010 come probabile data di collasso della rete.

Entro quella data infatti, si prevede un aumento di traffico web al punto da superare la capacità massima di banda che gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori della linea internet) potranno mettere a disposizione.

La soluzione sarebbe da cercare, secondo l'articolo, in grossi investimenti da parte degli ISP su nuove tecnologie e notevoli miglioramenti delle strutture già esistenti.
La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture.

Il raddoppio delle spese di gestione/manutenzione delle linee sarebbe una spesa assolutamente enorme per le aziende, e probabilmente non sostenibile. Cosa accadrebbe a questo punto? Le aziende non potrebbero effettuare investimenti così forti e si ritroverebbero quindi con le linee congestionate: server irraggiungibili, tempi di ping altissimi e banda satura.. il delirio telematico.
Questo sempre la previsione del corriere; io la vedo in modo diverso.

Avendo seguito qualche lezione di economia alle Ragionerie, ho studiato qualcosa di applicabile un po' ovunque: la legge della domanda e dell'offerta.
Nel nostro caso, ovviamente, gli utenti e le aziende che utilizzano l'adsl sono la domanda, mentre gli ISP sono l'offerta. Semplificando molto (anche perché non sono un economista :P ) fin quando gli ISP (offerta) avranno banda disponibile da vendere ai consumatori (domanda) i prezzi rimarranno più o meno stabili, se non tendenti al ribasso (basti pensare che qualche anno fa con 30€ mensili ci si pagava una linea da 640Kbps (Kilobit per secondo), ora una da 20Mbps (Megabit per secondo)[nota: 1 megabit = 1024 kilobit] con un sostanziale calo del prezzo in rapporto alle prestazioni); questo continuerà probabilmente fino a quando la domanda non raggiungerà l'offerta, generando un altro evento: l'inflazione da domanda.
I fornitori infatti, trovandosi impossibilitati a vendere nuovi prodotti o di migliorare quelli presenti inizieranno ad aumentare i prezzi. Esemplificazione: è chiaro che se due persone hanno assoluto bisogno dello stesso prodotto ma ne è disponibile solo un esemplare, scatterà un asta tra i due pretendenti, e la spunterà probabilmente il più ricco tra i due. Stessa cosa accade nel mercato, anche se, ovviamente, in modo più ampio ed articolato.

Quindi, secondo me, nel futuro internet di sicuro non collasserà, nella peggiore delle ipotesi i costi di connessione diventeranno proibitivi per i comuni mortali e diventerà un mezzo utilizzato quasi esclusivamente dalle aziende e/o dai ricconi; mentre in un ipotesi, a mio modo di vedere, più realistica, gli ISP faranno i dovuti (ma non immensi) investimenti, ma fermando l'attuale corsa all'aumento di banda: ovvero presto la velocità delle connessioni si stabilizzerà ad una velocità di 50Mbit/secondo (cifra ipotetica) ad un prezzo ragionevole, portando ad uno "stallo" e quindi a nessun collasso.

Voi invece cosa ne pensate?

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