Archivio della Categoria 'Internet'

Arriva Flash a 64bit!

Adobe Flash player Adobe ha finalmente rilasciato, anche se al momento solo in versione alpha attraverso gli Adobe Labs, la prima versione del plugin Flash con supporto a 64bit per Linux. Si attendeva questa mossa da anni ormai e finalmente Adobe ha dato ascolto alla comunità sempre più vasta di utenti Linux.

Il nuovo plugin è disponibile come file compresso contenente la libreria utilizzata da Firefox e da tutti i browser che supportano lo stesso sistema di gestione dei plugin, come Konqueror. Altre versioni potrebbero diventare disponibili a questo indirizzo.

Il plugin è da considerarsi ancora in versione sperimentale e dunque utilizzato solo con la consapevolezza di questo suo stato, ma devo dire che questa versione si è rivelata fino ad ora molto stabile e veloce, creando molti meno problemi di rallentamento al browser rispetto all'ultima versione stabile (10.0.12.36) a 32bit, utilizzata in un browser a 64bit tramite l'uso di nspluginwrapper.

Fino a questo momento non si è verificato nessun caso di crash ed il sistema viaggia molto più spedito! Congratulazioni ad Adobe per l'ottimo lavoro e speriamo al più presto di vedere questa apertura verso altri prodotti, come AIR, che ancora non è installabile in un sistema a 64bit!

Firefox 3.0 entra nella storia

Firefox 3.0

Firefox 3.0 è riuscito ad entrare nella storia come il software più scaricato nell'arco di 24 ore. L'obiettivo che si erano prefissi alla Mozilla Foundation prima del rilascio è stato pienamente raggiunto.

Questa mattina ho trovato un'e-mail da parte spreadfirefox.com, il sito che si occupa della diffusione del browser del panda rosso, che diceva:

Ci siamo riusciti!

Abbiamo stabilito un Guinness dei Primati per il maggior numero di download di un programma effettuato nell'arco di 24 ore. Con il vostro aiuto abbiamo raggiunto 8.002.530 download.

Ora siete entrati a far parte di un record mondiale e siete i fortunati possessori della versione migliore di Firefox!

Per curiosità potete dare un'occhiata alla mappa dei download aggiornata allo stato attuale (i download hnno superato quota 28 milioni). Il primato in Europa spetta alla Germania con quasi due milioni e mezzo di download. Segue la Spagna con quasi due milioni. L'Italia è ferma ancora a quota 700 mila. Forza, datevi da fare che dobbiamo ribaltare la situazione!

Tutti i domini del mondo!

ICANNL'ICANN, l'ente internazionale che si occupa della gestione e dell'assegnazione degli indirizzi IP, dei root server DNS e dei domini di primo livello (TLD), ha deciso di liberalizzare proprio quest'ultimi.

I TLD sono l'ultima parte dei nomi dei domini internet. Fino ad oggi la scelta di quali domini attivare è stata fatta da IANA e ICANN. Ed i nomi sono stati sempre in numero limitato:oltre ai ccTLD (i domini nazionali), i gTLD sono sempre stati i famosi .com, .org, .edu, ecc. Solo in tempi recenti (dopo il 2001) si sono aggiunti nuovi nomi per evitare il sovraffollamento di richiesta di cui soffriva il .com. E così sono nati i domini .cc, .info, .biz oppure .mobi (per i dispositivi mobili), .aero (per le compagnie aeree), ecc.

Ma da oggi le cose potrebbero cambiare: l'ICANN ha deciso di liberalizzare proprio i domini di primo livello. Questo significa che chiunque (bhe, non proprio chiunque... servono 100.000 dollari per un nuovo TLD) potrà creare un TLD e usarlo come preferisce: vedremo dunque nascere i vari .ibm o .google oppure i domini dedicati a particolari catgorie di siti come i .free o i .linux o ancora i .blog o i .forum. Sicuramente le prime speculazioni arriveranno per i TLD legati al mondo del porno (l'azienda più florida in tutto i web) e vedremo dunque nascere i vari .sex, .xxx o .porn (potrebbe anche essere una dritta, se avete 100.000 dollari da investire).

Tutto questo accadrà a partire dall'inizio del 2009 tenetevi pronti!

DRM al cinema, P2P da combattere o a pagamento

Arriva dal Giappone la novità per il DRM nei film. L'hanno annunciata l'emittente televisiva NHK e il produttore Mitsubishi che intendono colpire i pirati che riprendono i film al cinema con una videocamera per poi immetterli nei circuiti P2P. Tramite un segno, una specie di filigrana, presente nelle immagini che permetterà di identificare in quale sala e in quale spettacolo il film è stato ripreso. Non sarà possibile identificare il pirata, ma forse si vuole mettere sugli attenti i proiezionisti disonesti che approfittano della loro posizione per immettere su internet film in anteprima.

Ed intanto arriva anche da Washington la notizia del Prioritizing Resources and Organization for Intellectual Property Act (o PRO IP Act), una proposta di modifica alla legge sul copyright che vede uniti i due partiti della Camera dei Rappresentanti nel tentativo di rendere ancora più potente la lobby dei produttori di contenuti. Il PRO IP Act contiene una serie di misure volte a facilitare il contrasto legale alla pirateria della proprietà intellettuale. Tra le misure più significative previste dalla legge si contano

  • multe ancora superiori a quelle fin qui comminate;
  • la cancellazione della condizione per cui chi infrange il copyright distribuendo materiale del valore di oltre 1.000 dollari venga considerato un criminale vero e proprio solo dopo aver distribuito 10 lavori protetti in 180 giorni;
  • una possibilità ancora più estesa di sequestrare e mettere all'asta qualunque componente hardware sia stato usato per "facilitare" un crimine contro la proprietà intellettuale online.

Ma la vera ciliegina sulla torta della proposta è l'istituzione del White House Intellectual Property Enforcement Representative, o WHIPER, che avrà il compito di creare un "piano strategico" grazie al quale identificare gli utenti coinvolti nel traffico di materiale pirata, istituire rapporti per il Congresso e le ambasciate di tutto il mondo e consigliare sulla questione copyright il capo di stato. Il direttore del WHIPER si troverà nella condizione privilegiata di gestire un potere enorme, potendo condizionare in maniera diretta il presidente. E se non bastasse, il fortunato avrà lo stesso stipendio da nababbo già garantito al Procuratore Generale e al Segretario della Difesa, circa 190mila dollari. Interessato dalla riforma anche il Dipartimento di Giustizia, che vedrà nascere al proprio interno una sezione tutta nuova per la persecuzione dei crimini sulla proprietà intellettuale chiamata Intellectual Property Enforcement Division, a cui saranno garantiti fondi minimi annuali per non meno di 25 milioni di dollari. Inutile dire che i produttori di contenuti si sono dichiarati entusiasti della proposta! A questo punto sembra che l'unica opzione che manca al PRO IP Act si quella di poter spegnere internet a discrezione delle major, ma di questo passo ci si arriverà a breve!

Dell'idea del tutto contraria, invece, i produttori di contenuti Canadesi che hanno capito che internet ed i telefonini sono i mezzi con cui si ha la maggiore diffusione di contenuti. L'idea viene dalla Songwriters Association of Canada che propone di istituire una tassa per una connessione internet flat adatta al P2P. Con la cifra di 5 dollari al mese si acquisisce il diritto di scaricare legalmente da internet materiale coperto da diritti d'autore, creando allo stesso tempo un ingresso per i produttori dei contenuti. L'idea della flat per il P2P potrebbe mettere d'accordo molte persone, ma si deve andare a discriminare tra P2P di materiale coperto da diritti d'autore (film, musica, software, ecc) e tra scambio di materiale auto-prodotto (come ad esempio il filmino delle vacanze che voglio spedire in qualche modo a mio cugino che si trova in Australia!), che non è forse una delle cose più fattibili allo stato attuale.

La fine di Internet è vicina! L’apocalisse telematica sarà nel 2010… Forse

Un recente studio del Nemertes Research Group ha gettato il panico tra molti telenauti (soprattutto quelli che leggono il Corriere): secondo una proiezione di questo studio, la fine di Internet non sarebbe poi così lontana, anzi.. Lo studio preventiva inizio 2010 come probabile data di collasso della rete.

Entro quella data infatti, si prevede un aumento di traffico web al punto da superare la capacità massima di banda che gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori della linea internet) potranno mettere a disposizione.

La soluzione sarebbe da cercare, secondo l'articolo, in grossi investimenti da parte degli ISP su nuove tecnologie e notevoli miglioramenti delle strutture già esistenti.
La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture.

Il raddoppio delle spese di gestione/manutenzione delle linee sarebbe una spesa assolutamente enorme per le aziende, e probabilmente non sostenibile. Cosa accadrebbe a questo punto? Le aziende non potrebbero effettuare investimenti così forti e si ritroverebbero quindi con le linee congestionate: server irraggiungibili, tempi di ping altissimi e banda satura.. il delirio telematico.
Questo sempre la previsione del corriere; io la vedo in modo diverso.

Avendo seguito qualche lezione di economia alle Ragionerie, ho studiato qualcosa di applicabile un po' ovunque: la legge della domanda e dell'offerta.
Nel nostro caso, ovviamente, gli utenti e le aziende che utilizzano l'adsl sono la domanda, mentre gli ISP sono l'offerta. Semplificando molto (anche perché non sono un economista :P ) fin quando gli ISP (offerta) avranno banda disponibile da vendere ai consumatori (domanda) i prezzi rimarranno più o meno stabili, se non tendenti al ribasso (basti pensare che qualche anno fa con 30€ mensili ci si pagava una linea da 640Kbps (Kilobit per secondo), ora una da 20Mbps (Megabit per secondo)[nota: 1 megabit = 1024 kilobit] con un sostanziale calo del prezzo in rapporto alle prestazioni); questo continuerà probabilmente fino a quando la domanda non raggiungerà l'offerta, generando un altro evento: l'inflazione da domanda.
I fornitori infatti, trovandosi impossibilitati a vendere nuovi prodotti o di migliorare quelli presenti inizieranno ad aumentare i prezzi. Esemplificazione: è chiaro che se due persone hanno assoluto bisogno dello stesso prodotto ma ne è disponibile solo un esemplare, scatterà un asta tra i due pretendenti, e la spunterà probabilmente il più ricco tra i due. Stessa cosa accade nel mercato, anche se, ovviamente, in modo più ampio ed articolato.

Quindi, secondo me, nel futuro internet di sicuro non collasserà, nella peggiore delle ipotesi i costi di connessione diventeranno proibitivi per i comuni mortali e diventerà un mezzo utilizzato quasi esclusivamente dalle aziende e/o dai ricconi; mentre in un ipotesi, a mio modo di vedere, più realistica, gli ISP faranno i dovuti (ma non immensi) investimenti, ma fermando l'attuale corsa all'aumento di banda: ovvero presto la velocità delle connessioni si stabilizzerà ad una velocità di 50Mbit/secondo (cifra ipotetica) ad un prezzo ragionevole, portando ad uno "stallo" e quindi a nessun collasso.

Voi invece cosa ne pensate?

Skype per Linux adesso vede!

SkypeTorniamo a parlare di Skype, ma questa volta per annunciare finalmente l'introduzione del supporto video nel client per il pinguino. È stata appena rilasciata, infatti, la versione 2.0 beta del noto client VoIP.

L'introduzione del supporto video colma finalmente il gap che si era accumulato tra gli utenti Linux e gli utenti Windows e Mac. Purtroppo, per allineare il client a quello presente in Windows, già dalla versione 1.4 non è più presente la classificazione in gruppi, che era a mio parere molto utile: la versione 2.0 continua a seguire questa traccia e non c'è nessuna possibilità di riabilitarla.

Per il resto sembra che non sia presente nessuna nuova funzionalità oltre al supporto video e l'interfaccia grafica è identica a quella della versione 1.4, ad esclusione della scheda per impostare il dispositivo video all'interno delle opzioni.

[Fonte liquidat]

Ancora Wallpaper

Visto che, a quanto pare, non vi stancate mai di cercare wallpaper per Vista, non possiamo far altro che accontentarvi con una nuova lista di siti che li raccolgono :D

Innanzitutto però vi ricordiamo che non esistono wallpaper dedicati esclusivamente a Windows Vista, anche quelli per i vecchi sistemi operativi vanno benissimo, così come qualsiasi altra immagine vogliate usare, anche le foto delle vostre vacanze o dei vostri animali domestici scattate con una fotocamera digitale.

Ma cominciamo con la lista:
Farfalla Wallpaperwww.sfondi.com Sito italiano che riunisce e cataloga sfondi di tutti i tipi, da quelli di farfalline sui fiori a quelli ragazze pinup più o meno vestite, fino ad arrivare a sfondi molto più nerd come questo.

Wallpaper WrestlingSe invece non sapete più vivere senza il wrestling questa pagina fa per voi; questo sito è invece specializzato in wallpapers, sempre riguardanti il wrestling, con risoluzione 1280x1024. Ne volete ancora? Allora andate qui e qui. Se invece quel che più vi attira del wrestling sono le Divas, non potete perdervi questo e questo sito.Diva Wallpaper

TuningLovePreferite le auto modificate? Abbiamo quello che fa per voi! Ecco i Wallpaper di TuningLove.

Siete dei fan sfegatati di Tolkien? Amate alla follia il film del Signore degli anelli? andate qui!

Volete un cantante sul vostro monitor (ma anche tante altre cose)? Sfondo.it fa per voi.

Ne volete degli altri? Cercateveli! :D il fai-da-te premia sempre! basta mettersi su google e cercare, non è così difficile ;)
Se proprio non ne trovate.. beh, chiedete nei commenti, faremo quel che potremo :)

Aggiungo questo sito di bellissimi wallpaper 1280x1024 (via Napolux)

Relakks: come navigare anonimi… e rilassati

Premessa: i programmi P2P così come il servizio di cui andremo a parlare ora, non sono considerabili illegali a priori: l'utilizzo che ne viene fatto, invece, può esserlo. Scaricare materiale protetto da diritto d'autore dal web è un azione illegale, StormedBrains con questo articolo assolutamente non intende incentivare la diffusione di queste azioni, ma solamente portare a conoscenza di un servizio che consente l'anonimato sulla rete.

RelakksSe uno dei vostri maggiori motivi di preoccupazione è la mancanza di anonimato navigando sul web, Relakks potrebbe essere la soluzione dei vostri problemi.
Gestito e finanziato dal noto partito svedese dei pirati il sito mette a disposizione, per la modica cifra di 5€ mensili - o 50€ annui - la possibilità di connettersi ad una VPN (Virtual Private Network) svedese. Ad una persona che ha poca dimestichezza con internet e le reti tutto questo potrebbe sembrare abbastanza inutile, se non dannoso: perché far passare la propria connessione ed il proprio traffico attraverso una rete virtuale e privata situata dal lato opposto dell'Europa?

Proviamo a spiegarlo con alcuni esempi pratici: Negli ultimi mesi sono parecchi gli ISP (Internet Service Provider - Fornitori di accesso ad internet: Alice, Tele2, Libero, Tiscali) che hanno attivato un filtraggio sul traffico degli utenti mirato ad abbassare i consumi di banda. Hanno sostanzialmente deciso di rallentare chi scarica tramite programmi P2P (questo in modo indiscriminato: per esempio molte distro di linux vengono distribuite anche tramite BitTorrent, un utente che vorrebbe scaricare una distro in questo modo si trova ingiustamente penalizzato e limitato).
Questo perché i provider si sono attrezzati con dei sofisticati marchingegni (per esempio il Service Control Engine della Cisco, usato da Tele2) che riescono a riconoscere e discriminare il protocollo utilizzato: permettendo quindi di limitare -per esempio- BitTorrent ed eMule, ma non le connessioni di Windows Media Player.

Utilizzando Relakks invece, viene creato un "tunnel" all'interno della vostra connessione (non a caso il servizio viene definito tunneling), ma cerchiamo di spiegarci meglio con un esempio: Immaginatevi un casello autostradale, il casello è il "limitatore" del vostro fornitore di connessione, tutte le macchine sono i dati scaricati dagli utenti, ci sono le macchine con il telepass, che passano via velocemente (i dati scaricati normalmente) e le macchine col biglietto normale (i dati scaricati dai P2P) che devono fermarsi al casello, controllare il biglietto, pagare il biglietto e ripartire con grande spreco di tempo e conseguente rallentamento. Con il tunneling (Relakks) invece paghiamo un piccolo biglietto extra ad un autotreno che carica su tutte le altre macchine e le copre con un telone, in modo che quando l'autotreno passerà dal casello autostradale (usando il telepass, siccome non viene riconosciuto come nulla di "nocivo") si porterà appresso ad alta velocità tutti i pacchetti che altrimenti verrebbero rallentati.

Ovviamente lo scopo di Relakks non è unicamente quello di permettere a chi scarica da internet materiale protetto da copyright di riempire la banda a propria disposizione a discapito (anche se qui si potrebbe opinare che praticamente nessun contratto ADSL prevede le limitazioni che poi vengono attuate) del fornitore, ma soprattutto quello di proteggere i dati trasmessi attraverso il web: la connessione privata (VPN) tra il computer ed il server Relakks è ritenuta sicura ed impedisce ad esterni di poter "leggere" la connessione cercando di rubare password, dati sensibili, o qualsiasi altro dato, rendondo quindi più sicure anche tutte le transazioni che si eseguono in internet, poiché tutti i dati vengono criptati con una chiave a 128 bit: ovvero passano nel già citato autotreno "coperti" dal telone, rendendone impossibile la lettura a chiunque altro.

In sostanza Relakks è un ottimo metodo per avere i propri dati criptati e protetti ad un prezzo veramente basso rispetto alla qualità del servizio fornito.

L’autority approva e Telecom fattura gli arretrati

L'Autority per le Telecomunicazioni ha approvato in via definitiva il provvedimento che autorizza l'incubment, ossia il fornitore della linea fisica, a richiedere il canone per le linee adsl naked, cioè quelle di sola connettività prive di una linea voce di appoggio per cui l'utente paga già un canone.

Il provvedimento era stato richiesto da Telecom alla fine del 2005 (ma la battaglia era iniziata già nel 2004) ed era stato approvato in prima istanza a febbraio 2006. Gli altri operatori che sono costretti a comprare la connettività wholesale presso Telecom sono dunque insorti e il provvedimento era stato sospeso. Adesso è arrivata la conferma della legittimità del provvedimento da parte dell'Autority e Telecom si prepara a fatturare ai propri clienti (che sono i fornitori di connettività e non gli utenti direttamente in questo caso) il canone per l'affitto della linea dati. Ma invece di iniziare a fatturare da oggi, Telecom si prepara ad emettere fatture a partire dalla prima dichiarazione di legittimità del provvedimento e dunque da febbraio 2006, con circa 20 mesi di retroattività.

Il canone, inoltre, imporrebbe agli altri operatori la necessità di aumentare i prezzi delle linee adsl naked, facendo perdere competitività e portando dunque all'inutilità delle stesse in quanto più care di una linea adsl con una linea voce di appoggio.

L'Associazione Italiana degli Internet Provider è insorta e chiede a Telecom di rivedere le sue intenzioni di fatturare retroattivamente perché questo causerebbe non pochi problemi al mercato della connettività in banda larga italiano, che è già abbastanza in crisi di suo.

Internet Explorer ora libero dal Controllo di Genuinità

Fin dalla sua uscita Internet Explorer era stato protetto dal controllo WGA (Windows Genuine Advantage), software che serve a verificare l'autenticità della Product Key (praticamente il codice richiesto all'installazione) di Windows.

Sostanzialmente se si possedeva una copia di Windows contraffatta non si poteva aggiornare il browser all'ultima innovativa (?) versione.

Tutto questo fino ad oggi; Microsoft ha infatti reso noto tramite il blog ufficiale del team di IE che verrà eliminato il controllo di genuinità, permettendo l'installazione di IE7 anche a chi ha una copia di windows non originale.
In via ufficiale questa "liberalizzazione" è stata avviata poiché IE7 è molto più sicuro delle precedenti versioni, permettendo in questo modo anche all'elevato numero di utilizzatori pirati una maggiore protezione.

Altrettanto probabilmente invece, la Microsoft è ricorsa a questo stratagemma per rallentare la grande migrazione di utenti: negli ultimi tempi infatti una grande quantità di persone è passata ad altri browser come Firefox e Opera.

E chissà se come appena accaduto per Internet Explorer, in futuro la Microsoft non deciderà di eliminare il WGA anche da Windows per evitare la migrazione a Linux?

[ Fonte: IEBlog ]

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