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	<title>StormedBrains &#187; Aziende</title>
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	<description>Web 0.1 alpha: una volta qui era tutta campagna!</description>
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		<title>I Bot di Google Wave</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuiamo con le impressioni su Google Wave parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i Bot. Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto? Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora MSN, GTalk e Skype e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-455 alignright" title="Google Wave" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2009/10/wavelogo-150x150.png" alt="Google Wave" width="150" height="150" />Continuiamo con le impressioni su <a href="http://wave.google.com" target="_blank">Google Wave</a> parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i <strong>Bot</strong>.</p>
<p>Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto?</p>
<p>Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MSN" target="_blank">MSN</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Talk" target="_blank">GTalk</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skype" target="_blank">Skype</a> e quando l'unico vero mezzo di comunicazione era <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IRC">IRC</a> (molti magari ricorderanno il famosissimo ed onnipresente client <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MIRC" target="_blank">mIRC</a>). Quei Bot venivano usati per gli scopi più diversi, come ad esempio preservare un nick per evitare che altri se ne impossessassero o preservare un canale per evitare di trovarlo occupato da altri e perdere dunque i permessi che si erano acquisiti. Inoltre i Bot potevano svolgere alcuni compiti interagendo in modo automatico con gli altri occupanti del canale: rispondere a certi messaggi, salvare il log delle conversazioni durante l'assenza del proprietario, ecc.</p>
<p>I Bot di Google Wave, in un certo modo, si avvicinano tantissimo ai Bot che si usavano su IRC: anche loro interagiscono con i partecipanti di un Wave.</p>
<p><span id="more-476"></span></p>
<h2>Come utilizzare i Bot</h2>
<p>I Bot saranno a tutti gli effetti dei partecipanti dei nostri Wave e dunque devono essere prima aggiunti tra i contatti. Come prima cosa è necessario recuperare il nome del nostro Bot, che sarà sotto forma di indirizzo e-mail: ad esempio<br />
<strong>i-cron@appspot.com</strong> è il contatto da aggiungere per poter usare il Bot i-cron. Una volta che il contatto è stato aggiunto nella propria lista dei contatti e che dunque appare nel box <em>Contacts</em> di Google Wave, è possibile renderlo partecipe di un qualunque Wave attivo o nuovo. Da questo momento in poi il Bot entrerà nella "discussione" e svolgerà il suo compito.</p>
<h2>Tipi di Bot</h2>
<p>Esistono già alcuni tipi di Bot in circolazione. Alcuni hanno un comportamento prettamente ludico, come ad esempio <strong>emoticonbot@appspot.com</strong>, che si occupa di convertire in immagini le emoticons che scriviamo nei nostri blip. Altri, invece, hanno un comportamento un po' più utile, come ad esempio il già citato <strong>i-cron</strong>, che risponde ai nostri messaggi che possono essere interpretati come comandi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Python" target="_blank">python</a>.</p>
<p>Una lista di alcuni Bot di esempio è possibile reperirla all'indirizzo <a href="http://wave-samples-gallery.appspot.com/" target="_blank">http://wave-samples-gallery.appspot.com</a> oppure all'indirizzo <a href="http://sites.google.com/site/gwaveextensions/extensions-list" target="_blank">http://sites.google.com/site/gwaveextensions/extensions-list</a>.</p>
<p>Alcuni bot interessanti sono, ad esmepio:</p>
<ul>
<li><strong>ogenex@appspot.com</strong> e <strong>elizarobot@appspot.com</strong> che implementano il servizio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eliza" target="_blank">Eliza</a>.</li>
<li><strong>calcbot@appspot.com</strong> che esegue <a href="http://code.google.com/p/calcbot/" target="_blank">calcoli</a> sul posto.</li>
<li><strong>plotzie@appspot.com</strong> che esegue il <a href="http://lee-phillips.org/wave/plotzie.xhtml" target="_blank">grafico</a> di una serie di dati.</li>
<li><strong>kasyntaxy@appspot.com</strong> che <a href="http://wave-samples-gallery.appspot.com/about_app?app_id=14008" target="_blank">evidenzia la sintassi</a> di vari linguaggi di programmazione direttamente nei blip.</li>
<li><strong>watexy@appspot.com</strong> che permette di usare la sintassi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Latex" target="_blank">LaTeX</a> per scrivere le espressioni matematiche.</li>
<li>bot come <strong>poppywave@appspot.com</strong>, <strong>tweety-wave@appspot.com</strong>, <strong>wave-email@appspot.com</strong> o <strong>wavelivemessenger@appspot.com</strong> che permettono di inviare gli aggiornamenti dei propri Wave attraverso email, twitter o msn live.</li>
<li><strong>sweepy-wave@appspot.com</strong> che rimuove i blip vuoti o composti solamente da spazi.</li>
</ul>
<p>Se ne trovate altri utili, segnalateli nei commenti.</p>
 StormedBrains © 2006-2009<p class="postmetadata">Tags: <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/google/">Google</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/google-wave/">Google Wave</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/wave/">Wave</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/" rel="tag">StormedBrains</a><br />Pubblicato in <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/aziende/">Aziende</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/internet/">Internet</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/senza-categoria/">Senza Categoria</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/software/">Software</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Prime impressioni su Google Wave</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È da qualche giorno che sto giocando con il nuovo Google Wave, l'ultimo nato dalle parti di Mountain View. Grazie ad un amico ho ricevuto un invito per accedere alla private preview ristretta del prodotto, invito che ho accuratamente evitato di pubblicare come ha fatto qualcuno per chiedere conferme e che si è visto sottrarsi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-455 alignleft" title="Google Wave" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2009/10/wavelogo-150x150.png" alt="Google Wave" width="150" height="150" /></p>
<p>È da qualche giorno che sto giocando con il nuovo <a href="http://wave.google.com" target="_blank">Google Wave</a>, l'ultimo nato dalle parti di Mountain View. Grazie ad un amico ho ricevuto un invito per accedere alla <em>private preview</em> ristretta del prodotto, invito che ho accuratamente evitato di <a href="http://www.downloadblog.it/post/10994/posta-su-un-forum-un-invito-a-google-wave-chiedendo-se-fosse-vero-e-gli-viene-rubato" target="_blank">pubblicare come ha fatto qualcuno per chiedere conferme e che si è visto sottrarsi</a>.</p>
<p>Al momento sembrerebbe che solo coloro che hanno ricevuto l'invito direttamente da Google abbiano potuto invitare gli amici alla prova, gli invitati di secondo livello, almeno per il momento, non hanno ancora ricevuto inviti da spedire (peccato).  Speriamo che come con gli altri servizi di BigG, a breve arrivino un maggior numero di inviti.<br />
<span id="more-454"></span></p>
<h2>Interfaccia grafica</h2>
<p>L'<strong>interfaccia grafica</strong> che si presenta alla prima apertura è molto semplice e ben disegnata.</p>
<div id="attachment_461" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-461" href="http://www.urbands.net/stormedbrains/2009/10/20/prime-impressioni-su-google-wave/wave/"><img class="size-medium wp-image-461" title="Interfaccia di Google Wave" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2009/10/wave-300x194.png" alt="Interfaccia di Google Wave" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Interfaccia di Google Wave</p></div>
<p>Nella parte sinistra sono presenti due box con i nomi <strong>Navigation</strong> e <strong>Contacts</strong>. Come è facile intuire, il primo permette di navigare tra le varie directory in cui è possibile salvare i propri Wave, mentre il secondo contiene la lista dei nostri contatti con cui è possibile condivider i Wave. I contatti sono prelevati automaticamente dalla nostra rubrica di Gmail e vengono mostrati solo i contatti che hanno un account Google Wave.</p>
<p>La parte centrale dell'interfaccia è occupata dalla <strong>lista dei Wave</strong> che sono presenti nella directory che abbiamo selezionato o che corrispondono alla ricerca che abbiamo eseguito. I Wave ci indicano con un numero inserito in un pallino verde quanti interventi ci sono stati che non abbiamo ancora letto.</p>
<p>Infine, nella parte destra è presente lo spazio dedicato alla <strong>visualizzazione e alla modifica dei singoli Wave</strong>.</p>
<p>I box dell'interfaccia sono ridimensionabili ed è possibile ridurli ad icona con l'apposito tasto, in modo da ingrandire lo spazio disponibile per gli altri box. I box ridotti ad icona trovano posto nella parte alta dell'interfaccia e possono essere consultati senza la necessità di essere nuovamente aperti, ma tramite un sistema di menù a tendina che è molto utile.</p>
<p>La prima pecca che si riscontra nell'interfaccia è che lo stato dei box non viene salvato e dunque, se ci si crea uno spazio personalizzato (ad esempio chiudendo i box <em>Navigation</em> e <em>Contacts</em> e stringendo un pochino il box con la lista per fare spazio al box con il contenuto del Wave), chiudendo e riaprendo la pagina web le impostazioni spariscono e ritorna il layout di default.</p>
<p>I primi giorni, inoltre, non era possibile capire chi dei contatti fosse collegato, mentre da ieri è spuntato un pallino verde accanto all'avatar. Inoltre erano presenti alcuni difetti di interfaccia, come il puntatore che non cambiava forma quando si era sopra i link delle directory nel box <em>Navigation</em>.</p>
<h2>I Wave</h2>
<p>Un <strong>Wave</strong> è organizzato come un thread: è presente un messaggio iniziale e poi è possibile per ogni partecipante aggiungere delle risposte, dette <strong>Blip</strong>.</p>
<div id="attachment_465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 217px"><a rel="attachment wp-att-465" href="http://www.urbands.net/stormedbrains/2009/10/20/prime-impressioni-su-google-wave/wave1/"><img class="size-medium wp-image-465" title="Un Wave" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2009/10/wave1-207x300.png" alt="Un Wave" width="207" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un Wave</p></div>
<p>Ogni Blip può contenere testo formattato, immagini, file allegati, <strong>estensioni</strong> e <strong>Google gadget</strong>, in modo da aumentare l'interattività. Nella parte alta del box vengono visualizzati gli avatar dei partecipanti al Wave e tramite il tasto <strong>+</strong> è possibile aggiungerne di nuovi. Se gli altri partecipanti aggiungono un Blip mentre si sta visualizzando il Wave, questo comparirà in tempo reale man mano che viene digitato.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Google Wave sembra già un buon prodotto, anche se necessita di qualche perfezionamento (ed alcuni sono tuttora in corso d'opera, come il segnalino di presenza). Sicuramente il primo perfezionamento che vedo necessario è il salvataggio dello stato dei box, per evitare di dover ricrearsi l'ambiente preferito ad ogni login.</p>
<p>Ma la più grossa defezione di Wave è sicuramente la velocità: in certi momenti ricorda da molto vicino le spettacolari latenze del primo GTalk, quando i messaggi arrivavano dopo alcune ore di ritardo. Potrebbe essere dovuto ad un eccessivo carico dei server (motivo per cui ancora il tutto è ristretto a pochi utenti).</p>
<p>Insomma, il prodotto c'è e l'idea alla base è sicuramente ottima ed innovativa, ma i margini di miglioramento ci sono e sicuramente BigG non ci deluderà...</p>
 StormedBrains © 2006-2009<p class="postmetadata">Tags: <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/google/">Google</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/google-wave/">Google Wave</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/wave/">Wave</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/" rel="tag">StormedBrains</a><br />Pubblicato in <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/aziende/">Aziende</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/internet/">Internet</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/software/">Software</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Adobe porta AIR verso Linux</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2008/04/01/adobe-porta-air-verso-linux/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 10:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adobe ha annunciato il rilascio di AIR in versione alpha per la piattaforma Linux. Insieme alla prima release alpha di AIR, prelevabile presso gli Adobe Labs, è presente la nuova release, sempre alpha, di Adobe Flex builder per Linux. Adobe tiene a precisare che questa è una versione ancora instabile e parzialmente incompleta, ma grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 0;" src="http://wwwimages.adobe.com/www.adobe.com//products/air/assets/images/air_icon_special.gif" alt="Adobe AIR" width="106" height="106" /><strong>Adobe</strong> ha annunciato il rilascio di <strong>AIR</strong> in versione alpha per la piattaforma Linux. Insieme alla prima release alpha di AIR, <a href="http://labs.adobe.com/downloads/air_linux.html">prelevabile presso gli Adobe Labs</a>, è <a href="http://labs.adobe.com/technologies/flex/flexbuilder_linux/">presente</a> la nuova release, sempre alpha, di <strong>Adobe Flex builder</strong> per Linux.</p>
<p>Adobe tiene a precisare che questa è una versione ancora instabile e parzialmente incompleta, ma grazie a questo prodotto Adobe raggiunge la <strong>Linux Foundation</strong> con l'intenzione di aiutare lo sviluppo delle Rich Internet Applications per la piattaforma Linux.</p>
<p>Entrambi i kit di sviluppo sono disponibili gratis sul sito <a href="http://labs.adobe.com">Adobe Labs</a>.</p>
<p>[Fonte <a title="Adobe Labs" href="http://labs.adobe.com/technologies/air/">Adobe Labs</a>]</p>
<h3><strong>UPDATE</strong></h3>
<p>Sembra proprio che Adobe non abbia intenzione di smettere di fare discriminazioni tra gli utenti: gli utenti Windows e Mac hanno da sempre il software a loro dedicato e gli utenti Linux sono da sempre rimasti indietro. Adesso, oltre a questa differenza, si aggiunge quella tra utenti Linux x86 e utenti Linux di altre architetture: Adobe AIR è disponibile solo per i primi ed è assolutamente impossibile installarlo su una macchina con architettura x86_64 (nemmeno usando l'emulazione 32 bit presente in Linux). Peccato! <img src='http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<div class='wp_likes' id='wp_likes_post-371'><a class='like' href="javascript:wp_likes.like(371);" title='' ><img src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/plugins/wp-likes/images/like_heart.png" alt='' border='0'/>Mi piace</a><span class='text'></span>
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</div>
 StormedBrains © 2006-2009<p class="postmetadata">Tags: <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/adobe/">Adobe</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/air/">AIR</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/linux/">Linux</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/" rel="tag">StormedBrains</a><br />Pubblicato in <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/aziende/">Aziende</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/programmazione/">Programmazione</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/sistemi-operativi/">Sistemi Operativi</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/software/">Software</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMD annuncia le prime CPU triple-core</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 12:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AMD ha annunciato la disponibilità delle nuove CPU Phenom, le prime senza il fastidioso bug scoperto lo scorso autunno. I nuovi modelli della famiglia Phenom sono cinque processori quad-core di cui uno in versione estrema (Phenom X4 9850 Black Edition con core da 2.5 GHz, L2 da 4x512 KB ed L3 di 2 MB) ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right:3px;" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2008/03/amdphenomx3.thumbnail.jpg" alt="AMD Phenom X3" align="left" /><strong>AMD</strong> ha annunciato la disponibilità delle nuove CPU Phenom, le prime senza il fastidioso bug scoperto lo scorso autunno. I nuovi modelli della famiglia <strong>Phenom</strong> sono cinque processori <em>quad-core</em> di cui uno in versione estrema (Phenom X4 9850 Black Edition con core da 2.5 GHz, L2 da 4x512 KB ed L3 di 2 MB) ed uno in versione low-power (Phenom X4 9100e con core da 1.8, GHz L2 da 4x512 KB, L3 di 2 MB e assorbimento massimo di 65W). A questi si vanno ad aggiungere due inedite CPU in versione <em>triple-core</em> <strong>Phenom X3 8xxx</strong>.</p>
<p>Le specifiche tecniche dei processori a tre core sono identiche a quelle dei processori a quattro core, ma l'assenza di un core fa scendere il consumo energetico. Gli X3 sono progettati per ottimizzare le applicazioni multi-thread e spingere la nuova architettura K10 multi-core sul mercato.</p>
<p>Secondo le stime di AMD, le CPU triple-core guadagnano circa un 30% sui processori dual-core e pagano circa un 20% su quelli quad-core.</p>
<p>[Fonte <a href="http://www.amd.com/us-en/Corporate/VirtualPressRoom/0,,51_104_543~124455,00.html">AMD News Room</a>]</p>
<div class='wp_likes' id='wp_likes_post-369'><a class='like' href="javascript:wp_likes.like(369);" title='' ><img src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/plugins/wp-likes/images/like_heart.png" alt='' border='0'/>Mi piace</a><span class='text'></span>
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</div>
 StormedBrains © 2006-2009<p class="postmetadata">Tags: <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/amd/">AMD</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/cpu/">CPU</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/phenom/">Phenom</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/quad-core/">quad-core</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/triple-core/">triple-core</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/x3/">X3</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/tag/x4/">X4</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/" rel="tag">StormedBrains</a><br />Pubblicato in <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/aziende/">Aziende</a>, <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/category/hardware/">Hardware</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>DoCoMo sperimenta per il 4G?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 09:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Giappone la compagnia di telefonia mobile NTT DoCoMo sta effettuando sperimentazioni tecniche che potrebbero rendere obsoleti gli attuali telefoni 3G, portando la banda in download a 250 Mbps. L'azienda conta di commercializzare questa nuova tecnologia, che va sotto il nome di Super 3G, entro l'anno prossimo. Super 3G è vista come l'evoluzione delle attuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Giappone la compagnia di telefonia mobile <strong>NTT DoCoMo</strong> sta effettuando sperimentazioni tecniche che potrebbero rendere obsoleti gli attuali telefoni 3G, portando la banda in download a 250 Mbps. L'azienda conta di commercializzare questa nuova tecnologia, che va sotto il nome di <strong>Super 3G</strong>, entro l'anno prossimo.</p>
<p>Super 3G è vista come l'evoluzione delle attuali tecnologie HSDPA e HSUPA e, con l'uso di quattro antenne con tecnologia MIMO (multiple input - multiple output), promette velocità fino a 300 Mbps in downstream e fino a 75 Mbps in upstream.</p>
<p>La tecnologia, già  accettata come standard dal consorzio che supervisiona al 3G, potrebbe anche surclassare il WiMax nelle aree in cui quest'ultimo fatica a decollare, basterebbe che le compagnie che promuovono il 3G (sia HSDPA/HSUPA sia Super 3G) facciano offerte concrete per flat dati (e non come le attuali offerte che sono flat solo di nome!) per mettere nei guai le compagnie che hanno speso miliardi per aggiudicarsi le licenze WiMax.</p>
<p>[Fonte <a href="http://www.nttdocomo.com/pr/2008/001390.html">NTT DoCoMo press releases</a>]</p>
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		<title>zzzPhone: verso i cellulari assemblati?</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2008/02/08/zzzphone-verso-i-cellulari-assemblati/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 11:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mercato dei telefoni cellulari si affaccia una novità: i telefoni assemblati! Come nel mondo dei computer, dove è possibile trovare i computer belli e pronti delle svariate marche e i computer assemblati pezzo per pezzo, sia dal nostro negoziante di fiducia sia personalmente dopo aver scelto ogni singolo pezzo che andrà a comporre la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mercato dei telefoni cellulari si affaccia una novità: i <strong>telefoni assemblati</strong>!</p>
<p>Come nel mondo dei computer, dove è possibile trovare i computer belli e pronti delle svariate marche e i computer assemblati pezzo per pezzo, sia dal nostro negoziante di fiducia sia personalmente dopo aver scelto ogni singolo pezzo che andrà a comporre la nostra <em>belva</em>. La stessa filosofia si è espansa anche al mondo dei notebook, dove diversi produttori forniscono una configurazione base e una vasta scelta di opzioni per personalizzare e potenziare la macchina.</p>
<p><a title="zzzPhone" rel="attachment wp-att-366" href="http://www.urbands.net/stormedbrains/2008/02/08/zzzphone-verso-i-cellulari-assemblati/zzzphone/"><img src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2008/02/zzzphone.thumbnail.jpg" alt="zzzPhone" /></a></p>
<p><a href="http://www.zzzphone.com">zzzPhone</a>, questo il nome del primo telefono componibile, parte da una base di 149$ e fornisce la scocca, il sistema operativo Windows Mobile 6, la fotocamera 3megapixel con lo zoom 10x, lo schermo touchscreen da 3,0" QVGA, due slot per le SIM, 512Mb di memoria interna e 2Gb di memoria su SD, GPRS, due speaker esterni per ascoltare la musica e altro...</p>
<p>A questo punto parte la personalizzazione che ci permette di scegliere il colore della scocca, di potenziare la fotocamera fino a 7megapixel oppure di aggiungere ad esempio il GPS, altri 2 speaker esterni, una fotocamera anteriore per fare le videochiamate o il modulo per la ricezione FM e TV.</p>
<p>Ovviamente ogni componente aggiuntivo ha il suo prezzo e sul sito del produttore è possibile <a href="http://www.zzzphone.com/buy.php">configurare</a> il proprio telefono e ordinarlo!</p>
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		<title>Windows Vista? quasi un fiasco!</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2008/01/11/windows-vista-quasi-un-fiasco/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 09:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe proprio che Windows Vista si sia rivelato un mezzo fiasco: a rivelarlo è stato proprio Bill Gates in persona che, al CES 2008 di Las Vegas, affermando che Microsoft ha venduto oltre 100 milioni di copie di Windows Vista durante il primo anno dal suo rilascio. Se si considerano le cifre delle copie singolarmente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 3px;" src="http://www.urbands.net/stormedbrains/wp-content/uploads/2008/01/logo_vista.jpg" alt="Windows Vista" align="left" />Sembrerebbe proprio che <strong>Windows Vista</strong> si sia rivelato un mezzo fiasco: a rivelarlo è stato proprio Bill Gates in persona che, al CES 2008 di Las Vegas, affermando che Microsoft ha venduto oltre 100 milioni di copie di Windows Vista durante il primo anno dal suo rilascio.</p>
<p>Se si considerano le cifre delle copie singolarmente, si scopre che Windows Vista ha venduto circa il 10% in più rispetto a Windows XP che nel 2002, al suo primo anno, aveva venduto appena 89 milioni di copie. Ma considerando che nel 2002 erano stati venduti circa 130 milioni di computer e dunque il 68% circa dei nuovi PC aveva a bordo Windows XP, nel 2007 sono stati venduti oltre 250 milioni di computer e di conseguenza meno del 40% di essi hanno il nuovo sistema operativo di casa Microsoft.</p>
<p>Se ne trae dunque la conclusione che per i soldi che Microsoft ha investito per creare Windows Vista (e considerando anche che ci sono voluti ben 5 anni per arrivarci), siamo davanti ad un mezzo fiasco! A questo fiasco ha sicuramente contribuito l'<em>affermarsi di sistemi operativi alternativi come Ubuntu</em> e la <em>consolidata stabilità  di Windows XP</em> (contro la nota pesantezza di Windows Vista), ma sicuramente uno dei fatti più determinanti è stato <em>l'elevato prezzo</em> e la <em>convinzione popolare</em> secondo cui su Windows Vista è obbligatorio installare solo software originale!</p>
<p>[Fonte <a href="http://www.informationweek.com/story/showArticle.jhtml?articleID=205210375&amp;amp;cid=RSSfeed_IWK_All">InformationWeek</a>]</p>
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		<title>Maxtor/Seagate vende dischi con Trojan</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2007/11/17/maxtorseagate-vende-dischi-con-trojan/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 13:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Boico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Taipei Times, giornale taiwanese in lingua inglese, sostiene che circa 1800 HardDisk, prodotti in Thailandia dalla Seagate, erano infetti da due virus. Tutti gli Hard Disk infetti erano 500 GB e sono stati tutti venduti con marchio Maxtor (che ricordiamo essere stata acquistata da Seagate nel 2006) sul mercato taiwanese. Il Taipei Times accusa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a HREF="http://www.taipeitimes.com/News/">Taipei Times</a>, giornale taiwanese in lingua inglese, sostiene che circa 1800 HardDisk, prodotti in Thailandia dalla Seagate, erano infetti da due virus.</p>
<p>Tutti gli Hard Disk infetti erano 500 GB e sono stati tutti venduti con marchio Maxtor (che ricordiamo essere stata acquistata da Seagate nel 2006) sul mercato taiwanese.<br />
Il Taipei Times accusa, nel suo articolo, il governo cinese di essere dietro a questa operazione.</p>
<p>I virus, preinstallati negli HD e più precisamente nei file autorun.inf e ghost.pif, si connettono automaticamente a due server situati a <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Beijing">Pechino</a>: www.nice8.org e www.we168.org, inviando ogni informazione contenuta nel disco stesso.<br />
Questi dischi, di grosse dimensioni, vengono usati principalmente da agenzie governative per salvare database o altre informazioni riservate.</p>
<p>In seguito ad indagini è stato scoperto che i virus sono stati aggiunti in fase di produzione da una non meglio precisata azienda cinese con cui collabora Maxtor.</p>
<p>Questa comunque non è la prima occasione in cui sui dischi Maxtor vengono rilevati dei virus, era già successo con dei dischi venduti in <a HREF="http://www.theregister.co.uk/2007/09/19/maxtor_harddrives_include_virus/">Olanda</a>, il che fa sinceramente dubitare della serietà di Maxtor.</p>
<p>[ Fonte <a HREF="http://hardware.slashdot.org/article.pl?sid=07/11/11/2246246">Slashdot</a> . Un ringraziamento all'esperto linguista <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Towerman">Towerman</a> per l'aiuto con l'inglese ]</p>
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		<title>Rilasciato l&#8217;SDK di Android</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2007/11/13/rilasciato-lsdk-di-android/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 09:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso durante la presentazione di Android, nella giornata di ieri è stato rilasciato il kit di sviluppo per la nuova piattaforma di telefonia targata Google. Grazie all'SDK, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows, è già possibile sviluppare applicazioni che andranno ad integrarsi sui primi telefoni che adotteranno Android come sistema operativo. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://code.google.com/android/images/logo_android.gif" alt="Android" align="left" />Come <a href="http://www.urbands.net/stormedbrains/2007/11/05/il-gphone-e-arrivato-ma-non-e-phone/">promesso durante la presentazione</a> di <strong>Android</strong>, nella giornata di ieri è stato rilasciato il <em>kit di sviluppo</em> per la nuova piattaforma di telefonia targata Google.</p>
<p>Grazie all'SDK, disponibile per <a href="http://dl.google.com/android/android_sdk_linux_m3-rc20a.zip">Linux</a>, <a href="http://dl.google.com/android/android_sdk_darwin_m3-rc20a.zip">Mac OS X</a> e <a href="http://dl.google.com/android/android_sdk_windows_m3-rc20a.zip">Windows</a>, è già possibile sviluppare applicazioni che andranno ad integrarsi sui primi telefoni che adotteranno Android come sistema operativo. Per incentivare lo sviluppo, Google ha messo in palio 50 premi da 25.000 $ per le 50 migliori applicazioni che verranno proposte dal 2 gennaio al 3 marzo 2008. Queste 50 applicazioni concorreranno poi all'assegnazione di 10 premi da 250.000 $ e di 10 premi da 100.000 $ nella seconda parte del 2008 quando usciranno i primi dispositivi basati su Android. Per maggiori informazioni sul challenge, cliccate sul logo qui sotto.</p>
<p align="center"><a href="http://code.google.com/android/adc.html"><img src="http://code.google.com/android/images/android_adc.gif" alt="Android Developer Challenge" style="border:0;"/></a></p>
<p><strong>UPDATE</strong>: sembra che purtroppo il concorso non è aperto ai residenti di Italia e Quebec a causa di restrizioni locali. [Fonte <a href="http://pollycoke.wordpress.com/2007/11/13/italia-esclusa-dal-ricco-contest-di-google/">Pollycock</a>]</p>
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		<title>Skype per Linux adesso vede!</title>
		<link>http://www.urbands.net/stormedbrains/2007/11/08/skype-per-linux-adesso-vede/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 08:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torniamo a parlare di Skype, ma questa volta per annunciare finalmente l'introduzione del supporto video nel client per il pinguino. È stata appena rilasciata, infatti, la versione 2.0 beta del noto client VoIP. L'introduzione del supporto video colma finalmente il gap che si era accumulato tra gli utenti Linux e gli utenti Windows e Mac. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Skype" alt="Skype" src="http://c.skype.com/i_preairlift/logos/skype.png" style="border:0px; margin-right:3px;" />Torniamo a parlare di <strong>Skype</strong>, ma questa volta per annunciare finalmente l'introduzione del <a href="http://share.skype.com/sites/linux/2007/11/skype_20_beta_for_linux_with_video.html">supporto video nel client per il pinguino</a>. È stata appena <a href="http://www.skype.com/go/downloading-beta">rilasciata</a>, infatti, la versione <strong>2.0 beta</strong> del noto client VoIP.</p>
<p>L'introduzione del supporto video colma finalmente il gap che si era accumulato tra gli utenti Linux e gli utenti Windows e Mac. Purtroppo, per allineare il client a quello presente in Windows, già dalla versione 1.4 non è più presente la classificazione in gruppi, che era a mio parere molto utile: la versione 2.0 continua a seguire questa traccia e non c'è nessuna possibilità di riabilitarla.</p>
<p>Per il resto sembra che non sia presente nessuna nuova funzionalità oltre al supporto video e l'interfaccia grafica è identica a quella della versione 1.4, ad esclusione della scheda per impostare il dispositivo video all'interno delle opzioni.</p>
<p>[Fonte <a href="http://liquidat.wordpress.com/2007/11/07/skype-for-linux-20-with-video-support/">liquidat</a>]</p>
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