Di ritorno dal caldo estivo, anche se le previsioni non annunciano ancora l'arrivo dell'autunno, Microsoft ha deciso di sferrare un nuovo attacco a Google: dopo aver sfidato Gmail con il suo Hotmail, ora diventato Outlook.com, adesso il confronto si sposta sul campo della ricerca web.
Microsoft ha così creato un sito web che permette all'utente di confrontare i risultati di ricerca di Google e di Bing e di dare un voto senza sapere a quale dei due motori appartiene ognuna delle due liste di risultati. Il sito, dal nome Bing it on è raggiungibile all'indirizzo http://www.bingiton.com.
Il tutto si svolge come un gioco, attraverso 5 round. Per ognuno di questi round viene fatta una ricerca, anche utilizzando i suggerimenti proposti dal sito stesso, e vengono presentati i due risultati fianco a fianco, epurati di tutti i segni distintivi (anche se devo ammettere che con alcune ricerche è facile distinguere i risultati!).
Un round dello scontro di Bing it on
Al termine dei 5 round, viene mostrato all'utente quello che ha scelto. Il mio risultato ha mostrato un bel 5-0 a favore di Google:
Google ha introdotto una nuova funzionalità nel suo sito web rivolto ai dispositivi mobili: la scrittura a mano libera per inserire i termini di ricerca.
La funzione va attivata nelle Impostazioni che sono reperibili al link in fondo alla homepage di Google mobile.
Una volta attivata, è possibile scrivere ovunque sullo schermo del nostro dispositivo (che dunque deve essere obbligatoriamente un dispositivo touchscreen) mentre si sta visualizzando la homepage con il campo di ricerca: tutto quello che scriviamo (preferibilmente in stampatello ed usando alcuni piccoli accorgimenti reperibili nell'help) sarà riconosciuto ed inserito automaticamente nel campo di ricerca, attivando anche l'auto-completamento per aiutarci a comporre richieste più articolate.
Ho provato la funzione sul browser di Android e funziona abbastanza bene: bisogna avere l'accortezza di non sovrapporre i caratteri mentre si scrive, altrimenti interpreta tutto come un solo simbolo, con risultati imprevedibili!
Per la serie «Non impareranno mai», va ora in onda la presentazione del nuovo tablet Microsoft Surface con Windows 8.
Dopo il crash di Windows 98 durante la sua presentazione, adesso abbiamo anche il blocco del tablet! Comico il fatto che si blocca proprio quando dice che può navigare "smoothly"... Sarà stato al sentire dire Internet Explorer che si è bloccato oppure era solo per un grande attaccamento alle tradizioni?
Anche gli altri (Apple, Google, ecc...) hanno problemi che possono causare crash, ma che alla stessa azienda succede la stessa cosa esatta in due presentazioni fa un po' sorridere!
Quando circa un anno fa Microsoft decise di acquistare Skype per la modica cifra di 8.5 miliardi di dollari, molti estimatori del pinguino, già parecchio maltrattati dal supporto di Skype (basti pensare che la versione stabile era ferma alla versione 2.1, con la 2.2 in beta, mentre su Windows si parlava già di versione 5!), ritennero che la fine (almeno su Linux) era ormai prossima: bene che ci andava, avremmo avuto la 2.2 in beta a vita...
Ed invece, con una mossa a sorpresa, è stata rilasciata la versione 4.0, per essere precisi è la versione 4.0.0.7.
Le maggiori novità che vengono introdotte sono la finestra di chat unificata (come nel client Windows), una nuova schermata per la chiamata (anche questa mutuata dalla versione Windows) e miglioramenti della qualità audio e video e nel supporto delle webcam.
Inoltre ci sono anche tante altre migliorie e novità secondarie: incremento della stabilità, nuove icone e emoticons (con il look aggiornato a quello delle versioni Windows), ecc...
Un resoconto completo può essere letto sul blog di Skype per linux.
Nell'ormai (tecnologicamente parlando) lontano inizio del 2010 il mio cellulare ed il mio palmare, hanno deciso, quasi contemporaneamente, di arrendersi. Così, nel giro di poche settimane mi sono trovato a doverli sostituire entrambi in una volta sola: la scelta ovvia era quella di passare ad uno smartphone. Così, dopo aver girato un po' su internet e fatto diverse considerazioni di natura tecnica, mi sono orientato verso l'ultimo modello della HTC: l'HD2, forte del suo grande schermo (4,3 pollici) e del suo potente processore (lo Snapdragon da 1GHz). L'acquisto venne fatto all'inizio del mese di febbraio e, contestualmente, decisi di acquistare l'estensione di garanzia a 5 anni (2 anni di garanzia legale del produttore e ulteriori 3 anni forniti dal servizio di Garanzia3) per proteggere il mio acquisto, visto che la cifra era non indifferente.
Terminata questa breve premessa della storia "antica", passiamo ad un'epoca molto più recente: la fine di marzo di quest'anno, due anni e quasi due mesi dopo l'acquisto. Fino ad allora, lo smartphone aveva egregiamente svolto il suo lavoro, senza mai dare un problema. Ma... Continua »
Continuiamo con le impressioni su Google Wave parlando oggi di una funzione che può rivelarsi molto interessante: i Bot.
Ma cosa sono di preciso questi Bot? E come ci possono venire in aiuto?
Qualcuno probabilmente assocerà alla parola Bot il significato che aveva parecchi anni fa, quando non esistevano ancora MSN, GTalk e Skype e quando l'unico vero mezzo di comunicazione era IRC (molti magari ricorderanno il famosissimo ed onnipresente client mIRC). Quei Bot venivano usati per gli scopi più diversi, come ad esempio preservare un nick per evitare che altri se ne impossessassero o preservare un canale per evitare di trovarlo occupato da altri e perdere dunque i permessi che si erano acquisiti. Inoltre i Bot potevano svolgere alcuni compiti interagendo in modo automatico con gli altri occupanti del canale: rispondere a certi messaggi, salvare il log delle conversazioni durante l'assenza del proprietario, ecc.
I Bot di Google Wave, in un certo modo, si avvicinano tantissimo ai Bot che si usavano su IRC: anche loro interagiscono con i partecipanti di un Wave.
Al momento sembrerebbe che solo coloro che hanno ricevuto l'invito direttamente da Google abbiano potuto invitare gli amici alla prova, gli invitati di secondo livello, almeno per il momento, non hanno ancora ricevuto inviti da spedire (peccato). Speriamo che come con gli altri servizi di BigG, a breve arrivino un maggior numero di inviti. Continua »
Adobe ha annunciato il rilascio di AIR in versione alpha per la piattaforma Linux. Insieme alla prima release alpha di AIR, prelevabile presso gli Adobe Labs, è presente la nuova release, sempre alpha, di Adobe Flex builder per Linux.
Adobe tiene a precisare che questa è una versione ancora instabile e parzialmente incompleta, ma grazie a questo prodotto Adobe raggiunge la Linux Foundation con l'intenzione di aiutare lo sviluppo delle Rich Internet Applications per la piattaforma Linux.
Entrambi i kit di sviluppo sono disponibili gratis sul sito Adobe Labs.
Sembra proprio che Adobe non abbia intenzione di smettere di fare discriminazioni tra gli utenti: gli utenti Windows e Mac hanno da sempre il software a loro dedicato e gli utenti Linux sono da sempre rimasti indietro. Adesso, oltre a questa differenza, si aggiunge quella tra utenti Linux x86 e utenti Linux di altre architetture: Adobe AIR è disponibile solo per i primi ed è assolutamente impossibile installarlo su una macchina con architettura x86_64 (nemmeno usando l'emulazione 32 bit presente in Linux). Peccato!
AMD ha annunciato la disponibilità delle nuove CPU Phenom, le prime senza il fastidioso bug scoperto lo scorso autunno. I nuovi modelli della famiglia Phenom sono cinque processori quad-core di cui uno in versione estrema (Phenom X4 9850 Black Edition con core da 2.5 GHz, L2 da 4x512 KB ed L3 di 2 MB) ed uno in versione low-power (Phenom X4 9100e con core da 1.8, GHz L2 da 4x512 KB, L3 di 2 MB e assorbimento massimo di 65W). A questi si vanno ad aggiungere due inedite CPU in versione triple-corePhenom X3 8xxx.
Le specifiche tecniche dei processori a tre core sono identiche a quelle dei processori a quattro core, ma l'assenza di un core fa scendere il consumo energetico. Gli X3 sono progettati per ottimizzare le applicazioni multi-thread e spingere la nuova architettura K10 multi-core sul mercato.
Secondo le stime di AMD, le CPU triple-core guadagnano circa un 30% sui processori dual-core e pagano circa un 20% su quelli quad-core.
In Giappone la compagnia di telefonia mobile NTT DoCoMo sta effettuando sperimentazioni tecniche che potrebbero rendere obsoleti gli attuali telefoni 3G, portando la banda in download a 250 Mbps. L'azienda conta di commercializzare questa nuova tecnologia, che va sotto il nome di Super 3G, entro l'anno prossimo.
Super 3G è vista come l'evoluzione delle attuali tecnologie HSDPA e HSUPA e, con l'uso di quattro antenne con tecnologia MIMO (multiple input - multiple output), promette velocità fino a 300 Mbps in downstream e fino a 75 Mbps in upstream.
La tecnologia, già accettata come standard dal consorzio che supervisiona al 3G, potrebbe anche surclassare il WiMax nelle aree in cui quest'ultimo fatica a decollare, basterebbe che le compagnie che promuovono il 3G (sia HSDPA/HSUPA sia Super 3G) facciano offerte concrete per flat dati (e non come le attuali offerte che sono flat solo di nome!) per mettere nei guai le compagnie che hanno speso miliardi per aggiudicarsi le licenze WiMax.