Prime impressioni su Google Wave

È da qualche giorno che sto giocando con il nuovo Google Wave, l'ultimo nato dalle parti di Mountain View. Grazie ad un amico ho ricevuto un invito per accedere alla private preview ristretta del prodotto, invito che ho accuratamente evitato di pubblicare come ha fatto qualcuno per chiedere conferme e che si è visto sottrarsi.
Al momento sembrerebbe che solo coloro che hanno ricevuto l'invito direttamente da Google abbiano potuto invitare gli amici alla prova, gli invitati di secondo livello, almeno per il momento, non hanno ancora ricevuto inviti da spedire (peccato). Speriamo che come con gli altri servizi di BigG, a breve arrivino un maggior numero di inviti.
Interfaccia grafica
L'interfaccia grafica che si presenta alla prima apertura è molto semplice e ben disegnata.
Nella parte sinistra sono presenti due box con i nomi Navigation e Contacts. Come è facile intuire, il primo permette di navigare tra le varie directory in cui è possibile salvare i propri Wave, mentre il secondo contiene la lista dei nostri contatti con cui è possibile condivider i Wave. I contatti sono prelevati automaticamente dalla nostra rubrica di Gmail e vengono mostrati solo i contatti che hanno un account Google Wave.
La parte centrale dell'interfaccia è occupata dalla lista dei Wave che sono presenti nella directory che abbiamo selezionato o che corrispondono alla ricerca che abbiamo eseguito. I Wave ci indicano con un numero inserito in un pallino verde quanti interventi ci sono stati che non abbiamo ancora letto.
Infine, nella parte destra è presente lo spazio dedicato alla visualizzazione e alla modifica dei singoli Wave.
I box dell'interfaccia sono ridimensionabili ed è possibile ridurli ad icona con l'apposito tasto, in modo da ingrandire lo spazio disponibile per gli altri box. I box ridotti ad icona trovano posto nella parte alta dell'interfaccia e possono essere consultati senza la necessità di essere nuovamente aperti, ma tramite un sistema di menù a tendina che è molto utile.
La prima pecca che si riscontra nell'interfaccia è che lo stato dei box non viene salvato e dunque, se ci si crea uno spazio personalizzato (ad esempio chiudendo i box Navigation e Contacts e stringendo un pochino il box con la lista per fare spazio al box con il contenuto del Wave), chiudendo e riaprendo la pagina web le impostazioni spariscono e ritorna il layout di default.
I primi giorni, inoltre, non era possibile capire chi dei contatti fosse collegato, mentre da ieri è spuntato un pallino verde accanto all'avatar. Inoltre erano presenti alcuni difetti di interfaccia, come il puntatore che non cambiava forma quando si era sopra i link delle directory nel box Navigation.
I Wave
Un Wave è organizzato come un thread: è presente un messaggio iniziale e poi è possibile per ogni partecipante aggiungere delle risposte, dette Blip.
Ogni Blip può contenere testo formattato, immagini, file allegati, estensioni e Google gadget, in modo da aumentare l'interattività. Nella parte alta del box vengono visualizzati gli avatar dei partecipanti al Wave e tramite il tasto + è possibile aggiungerne di nuovi. Se gli altri partecipanti aggiungono un Blip mentre si sta visualizzando il Wave, questo comparirà in tempo reale man mano che viene digitato.
Conclusioni
Google Wave sembra già un buon prodotto, anche se necessita di qualche perfezionamento (ed alcuni sono tuttora in corso d'opera, come il segnalino di presenza). Sicuramente il primo perfezionamento che vedo necessario è il salvataggio dello stato dei box, per evitare di dover ricrearsi l'ambiente preferito ad ogni login.
Ma la più grossa defezione di Wave è sicuramente la velocità: in certi momenti ricorda da molto vicino le spettacolari latenze del primo GTalk, quando i messaggi arrivavano dopo alcune ore di ritardo. Potrebbe essere dovuto ad un eccessivo carico dei server (motivo per cui ancora il tutto è ristretto a pochi utenti).
Insomma, il prodotto c'è e l'idea alla base è sicuramente ottima ed innovativa, ma i margini di miglioramento ci sono e sicuramente BigG non ci deluderà...
Urban
20 ottobre 2009 alle 13:14 


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