Archivio di gennaio 2009

Gabriella Carlucci: I pirati informatici spendono davvero di più?

Mi è stato passato da una persona il link a questo sublime articolo sul blog di Gabriella Carlucci, la Gabriella Carclucci sorella della più famosa Milly, la Gabriella che abbiamo potuto vedere per vent'anni in televisione e che ora ha deciso di darsi alla politica (ma non siamo qui per giudicare se ha fatto bene o male in questa sua scelta...)

Tornando al sublime articolo in questione, la Carlucci fa un giro di conti con cui sostiene che un pirata informatico che scarica tutte le ultime novità da videoteca spende in media tra i 500 e i 700 euro all'anno in più rispetto ad un diligente cittadino che nello stesso anno affitta tutte le ultime novità.

Ma ad una prima lettura si capisce subito che i conti sono fatti senza nessun metodo, pieni di luoghi comuni e di concetti errati. Lungi da noi consigliarvi di darvi alla pirateria, scaricare materiale protetto da diritto d'autore senza averne prima pagato i diritti è un azione illegale, StormedBrains con questo articolo assolutamente non intende incentivare la diffusione di queste azioni, ma solamente dimostrare quanto l'ignoranza dilaghi in questo settore.

La prima frase che ci salta agli occhi leggendo questo articolo è la seguente:

Negli ultimi anni la corsa verso computer dalle prestazioni sempre maggiori ha portato a maggiori consumi da parte di processori e periferiche.

Questa frase poteva anche essere vera fino a qualche anno fa, ma ormai non è più così: basti notare che ormai i chipmaker usano una classificazione per i loro processori che non indica più la potenza in Hz e che sono sempre di più i produttori che realizzano processori low-power, come gli ormai famosissimi Intel Atom.

La frase successiva che notiamo è:

La durata media di un computer usato per scaricare filmati e musica è all’incirca di 2 anni.

Questa frase è totalmente falsa e fuorviante, invece. La corsa al rinnovo dei computer è necessaria per rincorrere le prestazioni richieste da particolari programmi e giochi, ma una banale operazione di download non richiede incrementi di prestazioni. Al limite è necessario fare un poco di manutenzione e acquistare qualche disco rigido in più per incrementare la capacità. I server stanno accesi 24 ore su 24 per anni senza bisogno di essere sostituiti e sostenendo un carico di lavoro che è sicuramente maggiore rispetto a quello di un computer che deve solo scaricare da internet.

Continuando la lettura, incontriamo questa bellissima frase:

Un personal computer che ci permetta di scaricare velocemente materiale multimediale molto voluminoso non costa meno di 1000 €.

Quest'altra frase, non solo è falsa, ma è anche viziata da un luogo comune totalmente falso: a leggerla sembrerebbe che la cosa che ci permette di scaricare in modo veloce contenuti "voluminosi" è un computer all'ultimo grido, con un super processore, tantissima memoria RAM ed una scheda video che permette di disegnare 200 miliardi di poligoni al secondo. Questo è un luogo comune falsissimo: anche un vecchissimo Pentium con 128 megabyte di RAM ed una S3 Trio su bus PCI (e non AGP o PCI-Express) va benissimo per scaricare dati da internet. La cosa che fa veramente la differenza è la connessione che abbiamo a disposizione: con una fibra ottica a 10Mbps oppure una connessione con modem analogico a 56Kbps.

Inoltre, per la stessa affermazione della Carlucci (dalla frase precedente), questo computer dovrebbe durare almeno due anni, il che significa che annualmente il computer mi costerebbe 500 euro, visto che il secondo anno non lo dovrò ricomprare.

A questo punto tralasciamo anche che con 100 euro circa si può acquistare un box USB per un hard disk esterno da 1 tera byte almeno che è sicuramente sufficiente per contenere tutte le novità da videoteca di qualche anno e passiamo direttamente a fare i conti, ricapitolando i numeri citati dalla Carlucci:

  • bolletta per l'energia elettrica: 200 euro
  • computer nuovo: 1000 euro
  • bolletta per la connettività: 300 euro
  • supporti di archiviazione: 100 euro

Per un totale di 1600 euro, così come calcolato nell'articolo. Questa cifra è sicuramente maggiore della cifra di 1100 euro che viene indicata come spesa sostenuta da una persona che affitta in un videonoleggio tutto quello che il pirata ha scaricato illegalmente. Ma ai 1600 euro bisogna eliminare almeno la metà del costo del computer, visto che lo usiamo per circa due anni (nel caso fossero tre, andrebbero levati i due terzi del costo; nel caso fossero quattro i tre quarti; e così via...). Il costo sostenuto dal pirata scende adesso a 1100 euro, che è esattamente la cifra sostenuta dal nostro onesto cittadino di esempio.

Facciamo anche una breve considerazione sui 1100 euro proposti come costo di videonoleggio: negli ultimi 3 anni sono stati realizzati tra i 1000 e 1200 film ogni anno, con una media di circa 1100 film. Se veramente bisognava noleggiarli tutti, la spesa superava tranquillamente i 2500 euro, visto che il costo di noleggio è di circa 2,5 euro in media!

Volendo, infine, fare un calcolo un po più veritiero sul costo sostenuto dal pirata, possiamo ipotizzare che i costi delle bollette e dei supporti di archiviazione restano più o meno quelli indicati, ma prendendo un computer di fascia medio-alta del costo di 600-700 euro che dura tranquillamente 5 anni, si ottiene dunque per il solo computer un costo di 140 euro l'anno circa, che sommato agli altri costi, arriva ad un totale di 740 euro.

Suggeriamo all'onorevole Carlucci di documentarsi maggiormente quando scrive sul proprio blog perché l'uso di informazioni false, tendenziose o inesatte per sostenere una tesi o per dissuadere la gente dal tenere un certo comportamento (per quanto l'intenzione possa essere lodevole) rischia solo di ottenere l'effetto contrario quando queste informazioni vengono smascherate. Ci teniamo a ripetere che la pirateria non è una cosa legale e che è giusto sostenere gli autori e gli attori per il proprio lavoro, ma non è possibile sostenere questa tesi con dimostrazioni sbagliate.

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