Tutti i domini del mondo!
L'ICANN, l'ente internazionale che si occupa della gestione e dell'assegnazione degli indirizzi IP, dei root server DNS e dei domini di primo livello (TLD), ha deciso di liberalizzare proprio quest'ultimi.
I TLD sono l'ultima parte dei nomi dei domini internet. Fino ad oggi la scelta di quali domini attivare è stata fatta da IANA e ICANN. Ed i nomi sono stati sempre in numero limitato:oltre ai ccTLD (i domini nazionali), i gTLD sono sempre stati i famosi .com, .org, .edu, ecc. Solo in tempi recenti (dopo il 2001) si sono aggiunti nuovi nomi per evitare il sovraffollamento di richiesta di cui soffriva il .com. E così sono nati i domini .cc, .info, .biz oppure .mobi (per i dispositivi mobili), .aero (per le compagnie aeree), ecc.
Ma da oggi le cose potrebbero cambiare: l'ICANN ha deciso di liberalizzare proprio i domini di primo livello. Questo significa che chiunque (bhe, non proprio chiunque... servono 100.000 dollari per un nuovo TLD) potrà creare un TLD e usarlo come preferisce: vedremo dunque nascere i vari .ibm o .google oppure i domini dedicati a particolari catgorie di siti come i .free o i .linux o ancora i .blog o i .forum. Sicuramente le prime speculazioni arriveranno per i TLD legati al mondo del porno (l'azienda più florida in tutto i web) e vedremo dunque nascere i vari .sex, .xxx o .porn (potrebbe anche essere una dritta, se avete 100.000 dollari da investire).
Tutto questo accadrà a partire dall'inizio del 2009 tenetevi pronti!
Urban
27 giugno 2008 alle 12:49
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forte!!! è originale e utile… ormai siamo giunti alla saturazione!!!
Quotadi recente ICANN ha avviato quella che molti hanno definito “liberalizzazione” nel settore dei domini. Cosa cambierà? Ci saranno ripercussioni sugli operatori del settore? E sulle imprese, sugli utenti?
QuotaDL: La strategia di “liberalizzazione” dei domini Internet proposta da ICANN era sul tavolo da circa due anni, anche se nelle ultime settimane ha subito un’importante accelerazione. Il progetto è sicuramente di ampia portata e, se ben controllato, potrebbe portare a una diffusione ancor più massiccia dei domini in strati della popolazione mondiale che al momento – anche per una mera questione linguistica – sono di fatto esclusi. Certo, la svolta, anche sul piano puramente tecnico, è significativa.
ICANN ha comunque manifestato il proposito di governare con rigore la “liberalizzazione”, impedendo la nascita di targhe Internet che violino diritti di proprietà intellettuale (marchi, nomi geografici), la morale o l’ordine pubblico. Tali propositi, uniti all’importo del contributo a fondo perduto da erogare comunque a ICANN e le garanzie di solidità finanziaria richieste, fanno pensare che candidarsi alla gestione di un nuovo registro non sarà un’operazione alla portata di tutti.