Archivio di Novembre 2007

La fine di Internet è vicina! L’apocalisse telematica sarà nel 2010… Forse

Un recente studio del Nemertes Research Group ha gettato il panico tra molti telenauti (soprattutto quelli che leggono il Corriere): secondo una proiezione di questo studio, la fine di Internet non sarebbe poi così lontana, anzi.. Lo studio preventiva inizio 2010 come probabile data di collasso della rete.

Entro quella data infatti, si prevede un aumento di traffico web al punto da superare la capacità massima di banda che gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori della linea internet) potranno mettere a disposizione.

La soluzione sarebbe da cercare, secondo l'articolo, in grossi investimenti da parte degli ISP su nuove tecnologie e notevoli miglioramenti delle strutture già esistenti.
La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture.

Il raddoppio delle spese di gestione/manutenzione delle linee sarebbe una spesa assolutamente enorme per le aziende, e probabilmente non sostenibile. Cosa accadrebbe a questo punto? Le aziende non potrebbero effettuare investimenti così forti e si ritroverebbero quindi con le linee congestionate: server irraggiungibili, tempi di ping altissimi e banda satura.. il delirio telematico.
Questo sempre la previsione del corriere; io la vedo in modo diverso.

Avendo seguito qualche lezione di economia alle Ragionerie, ho studiato qualcosa di applicabile un po' ovunque: la legge della domanda e dell'offerta.
Nel nostro caso, ovviamente, gli utenti e le aziende che utilizzano l'adsl sono la domanda, mentre gli ISP sono l'offerta. Semplificando molto (anche perché non sono un economista :P ) fin quando gli ISP (offerta) avranno banda disponibile da vendere ai consumatori (domanda) i prezzi rimarranno più o meno stabili, se non tendenti al ribasso (basti pensare che qualche anno fa con 30€ mensili ci si pagava una linea da 640Kbps (Kilobit per secondo), ora una da 20Mbps (Megabit per secondo)[nota: 1 megabit = 1024 kilobit] con un sostanziale calo del prezzo in rapporto alle prestazioni); questo continuerà probabilmente fino a quando la domanda non raggiungerà l'offerta, generando un altro evento: l'inflazione da domanda.
I fornitori infatti, trovandosi impossibilitati a vendere nuovi prodotti o di migliorare quelli presenti inizieranno ad aumentare i prezzi. Esemplificazione: è chiaro che se due persone hanno assoluto bisogno dello stesso prodotto ma ne è disponibile solo un esemplare, scatterà un asta tra i due pretendenti, e la spunterà probabilmente il più ricco tra i due. Stessa cosa accade nel mercato, anche se, ovviamente, in modo più ampio ed articolato.

Quindi, secondo me, nel futuro internet di sicuro non collasserà, nella peggiore delle ipotesi i costi di connessione diventeranno proibitivi per i comuni mortali e diventerà un mezzo utilizzato quasi esclusivamente dalle aziende e/o dai ricconi; mentre in un ipotesi, a mio modo di vedere, più realistica, gli ISP faranno i dovuti (ma non immensi) investimenti, ma fermando l'attuale corsa all'aumento di banda: ovvero presto la velocità delle connessioni si stabilizzerà ad una velocità di 50Mbit/secondo (cifra ipotetica) ad un prezzo ragionevole, portando ad uno "stallo" e quindi a nessun collasso.

Voi invece cosa ne pensate?

OpenOffice sfonda il muro dei 200.000 download al mese

E' praticamente dall'apertura del blog che vi consigliamo di passare ad OpenOffice, suite di programmi gratuiti ed open source, se non l'avete già fatto.
Sicuramente i 200.000 downalod mensili della versione italiana (6.500 al giorno) non sono merito nostro (anche se forse qualche persona l'abbiamo convinta) ma siamo comunque fieri di aver sempre sostenuto questo progetto che si sta togliendo sempre più soddisfazioni :)

Complimenti ad OpenOffice ed all'associaizone PLIO!

link:
OpenOffice.org 2.3 in italiano: http://it.openoffice.org/download/.
Tutte le altre versioni linguistiche: http://download.openoffice.org.
Estensioni: http://extensions.services.openoffice.org.

Maxtor/Seagate vende dischi con Trojan

Il Taipei Times, giornale taiwanese in lingua inglese, sostiene che circa 1800 HardDisk, prodotti in Thailandia dalla Seagate, erano infetti da due virus.

Tutti gli Hard Disk infetti erano 500 GB e sono stati tutti venduti con marchio Maxtor (che ricordiamo essere stata acquistata da Seagate nel 2006) sul mercato taiwanese.
Il Taipei Times accusa, nel suo articolo, il governo cinese di essere dietro a questa operazione.

I virus, preinstallati negli HD e più precisamente nei file autorun.inf e ghost.pif, si connettono automaticamente a due server situati a Pechino: www.nice8.org e www.we168.org, inviando ogni informazione contenuta nel disco stesso.
Questi dischi, di grosse dimensioni, vengono usati principalmente da agenzie governative per salvare database o altre informazioni riservate.

In seguito ad indagini è stato scoperto che i virus sono stati aggiunti in fase di produzione da una non meglio precisata azienda cinese con cui collabora Maxtor.

Questa comunque non è la prima occasione in cui sui dischi Maxtor vengono rilevati dei virus, era già successo con dei dischi venduti in Olanda, il che fa sinceramente dubitare della serietà di Maxtor.

[ Fonte Slashdot . Un ringraziamento all'esperto linguista Towerman per l'aiuto con l'inglese ]

Rilasciato l’SDK di Android

AndroidCome promesso durante la presentazione di Android, nella giornata di ieri è stato rilasciato il kit di sviluppo per la nuova piattaforma di telefonia targata Google.

Grazie all'SDK, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows, è già possibile sviluppare applicazioni che andranno ad integrarsi sui primi telefoni che adotteranno Android come sistema operativo. Per incentivare lo sviluppo, Google ha messo in palio 50 premi da 25.000 $ per le 50 migliori applicazioni che verranno proposte dal 2 gennaio al 3 marzo 2008. Queste 50 applicazioni concorreranno poi all'assegnazione di 10 premi da 250.000 $ e di 10 premi da 100.000 $ nella seconda parte del 2008 quando usciranno i primi dispositivi basati su Android. Per maggiori informazioni sul challenge, cliccate sul logo qui sotto.

Android Developer Challenge

UPDATE: sembra che purtroppo il concorso non è aperto ai residenti di Italia e Quebec a causa di restrizioni locali. [Fonte Pollycock]

È scomparso David Shannon Morse

Il mondo dell'informatica sta piangendo la scomparsa prematura di David Shannon Morse, una delle menti più geniali che l'informatica abbia mai conosciuto.

Morse è stato il co-fondatore e CEO di Amiga, prima della vendita a Commodore. Il primo prototipo di Amiga si chiamava infatti Lorrain dal nome della moglie di Morse.

Le sorprendenti capacità del progetto Lorrain, per gli inizi degli anni '80, resero concreta la multimedialità e concetti che oggi sono ormai comuni a qualunque sistema, come i puntatori del mouse animati o la possibilità di editare file multimediali inclusi in altri documenti. Sono nati in Amiga i primi programmi di authoring e i primi programmi di modellazione 3D. Una delle caratteristiche più importanti di Amiga è stata quella di poter definire ogni periferica o partizione con un nome-dispositivo univoco a sé stante e di farne il mounting per usi interni, in maniera totalmente indipendente, sin dal 1987 grazie alla tecnologia AutoConfig. Peculiarità che su altri sistemi è apparsa solo nella seconda metà degli anni novanta sotto il nome di Plug and Play. Amiga era, negli anni '90, una delle pochissime piattaforme a poter riconoscere l'intera rete Internet come una comune periferica o come un qualsiasi altro disco rigido.

L'affetto di tutto il mondo informatico va alla moglie Lorrain, ai suoi cari e ai suoi amici.

Skype per Linux adesso vede!

SkypeTorniamo a parlare di Skype, ma questa volta per annunciare finalmente l'introduzione del supporto video nel client per il pinguino. È stata appena rilasciata, infatti, la versione 2.0 beta del noto client VoIP.

L'introduzione del supporto video colma finalmente il gap che si era accumulato tra gli utenti Linux e gli utenti Windows e Mac. Purtroppo, per allineare il client a quello presente in Windows, già dalla versione 1.4 non è più presente la classificazione in gruppi, che era a mio parere molto utile: la versione 2.0 continua a seguire questa traccia e non c'è nessuna possibilità di riabilitarla.

Per il resto sembra che non sia presente nessuna nuova funzionalità oltre al supporto video e l'interfaccia grafica è identica a quella della versione 1.4, ad esclusione della scheda per impostare il dispositivo video all'interno delle opzioni.

[Fonte liquidat]

Nuova minaccia per gli utenti di Windows e Skype

SkypeUna nova minaccia incombe per gli utenti di Windows e Skype: è in giro un'infezione che si diffonde attraverso dei link in una sessione di chat del noto client di VoIP. Il link è corredato da una richiesta di auto per una ragazza scomparsa, tentando di sfruttare l'ondata mediatica dei vari casi di sparizione che sono accaduti nel mondo di recente.

Il link punta ad un file eseguibile che si installa nel sistema e tenta di diffondersi ulteriormente. Inoltre viene effettuata una ricerca di indirizzi e-mail nei file del computer.

In generale, per evitare infezioni si consiglia sempre di non seguire i link che ci vengono inoltrati senza spiegazioni e soprattutto di non avviare mai file eseguibili sul nostro computer se non si è assolutamente certi del loro scopo.

Inoltre, per il caso specifico, si consiglia anche di bloccare l'accesso ai seguenti indirizzi:

  • 78.106.123.40
  • 217.75.214.4
  • 79.196.245.234
  • 78.106.123.40
  • qeruikipoikinfandes.com
  • 217.75.214.4
  • xasedriwasderios.com
  • kadesuitungenfunhansde.com

Il GPhone è arrivato, ma non è phone

La BBC ha annunciato l'arrivo di GPhone. Ma, come annunciato, non verrà prodotto nessun hardware marchiato Google, ma solo un sistema operativo chiamato Android, basato su Linux, con un'insieme di applicazioni per i telefoni mobili.

I produttori che si sono accordati con Google per l'utilizzo di Android sono quattro: Samsung, HTC, Motorola e LG. Tra gli operatori che hanno firmato l'accordo con Google, troviamo anche China Mobile, Telefonica in Spain e Telecom Italia.

Entro la prossima settimana dovrebbe diventare disponibile un kit di sviluppo, mentre dovrebbero essere presenti sul mercato i primi telefoni con il software, gratuito e rilasciato con licenza Apache, entro la prima metà del 2008.

Google si prepara così ad invadere il mercato della telefonia mobile. Se questo dovesse avvenire, si avrebbe come risultato che Linux diventerebbe il sistema operativo più diffuso al mondo, grazie al gran numero di telefoni e dispositivi mobili presenti.

Forse arriva il GPhone

Secondo il Wall Street Journal, oggi Google dovrebbe finalmente mettere fine al tormentone del GPhone. Secondo News.com, invece, verrà svelato oggi solo Android, una suite di software per cellulari basata su tecnologia open source. Infatti Big G non dispone di una divisione hardware e dunque la soluzione più logica sarebbe la produzione del solo sistema operativo del telefono, anche se voci di corridoio annunciano un accordo con HTC per la produzione dell'hardware su cui dovrà girare Android.

Google sta cercando di creare la Open Handset Alliance, che coinvolgerebbe operatori giapponesi come KDDI e NTT DoCoMo, ma anche Sprint Nextel, T-Mobile USA di Deutsche Telekom, Motorola e Samsung Electronics.

Aspettiamo con trepidazione la conferenza stampa per vedere cosa ne uscirà fuori.

Acer rimborsa

Una recente sentenza di un tribunale francese ha stabilito il diritto dell'utente di richiedere il rimborso delle licenze dei software presenti sulla macchina acquistata. Acer è il primo produttore che si adegua ed estende il diritto anche sul suolo italiano con una procedura esatta e lineare per richiedere il rimborso.

In una pagina del sito del produttore è presente la documentazione necessaria per chiedere il rimborso. Dopo aver contattato il call center Acer, è necessario scaricare un modulo da compilare ed inviare al centro assistenza Acer insieme alla macchina ed ai cd con il software originale (se presenti). La procedura deve essere avviata entro e non oltre i 30 giorni dalla data di acquisto e Acer si impegna ad evadere la pratica entro i 5 giorni lavorativi dal ricevimento del prodotto da parte del centro assistenza. Il rimborso varia a seconda del software concesso in licenza presente sulla macchina (ad esempio: 30 euro per Windows XP Home Edition oppure 90 euro per Windows Vista Ultimate Edition).

Acer ha comunicato che il disco del computer verrà formattato per rimuovere il sistema operativo e verrà rimosso il Certificato di Autenticità di Microsoft Windows. I CD del software concesso in licenza viene trattenuto dal centro assistenza e il computer viene dunque restituito all'utente insieme ad un assegno con il valore del rimborso.

Questa mossa è in totale contrasto con quanto dichiarato recentemente da HP che non si riteneva in dovere di rimborsare l'utente nonostante questo fosse previsto dalle licenze di Windows.

Unica pecca della procedura sono le spese di trasporto a carico dell'utente, ma la mossa di Acer è comunque senza precedenti in Italia e dovrebbe attirare le attenzioni di tutti gli estimatori di software libero. Il prossimo passo dovrebbe essere la vendita di hardware senza essere legato al software (o al limite con software libero privo di costi), come stanno iniziando a fare Dell, Toshiba o altre piccole aziende come la catanese Ephestus.

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