Quando l’open source entra in cucina…

Le notizie presenti in questo articolo potrebbero non essere attuali visto che sono state scritte da oltre tre mesi.

Open Source FoodAlcuni chef considerano le loro creazioni piccoli tesori di inestimabile valore e non riveleranno mai a nessuno quali sono le dosi o qual'è l'ingrediente segreto che da quel sapore particolare e che rende il piatto unico o rinomato. Altri non sono della stessa opinione e pensano che le ricette, al pari dei sorgenti dei programmi, devono essere condivise con gli altri, che possono riutilizzarle, perfezionarle o integrarle. E questo è esattamente lo scopo di Open Source Food, un nuovo servizio 2.0 che permette a cuochi o semplici appassionati di cucina di condividere le proprie creazioni, permettendo a chiunque di utilizzarle liberamente.

Le ricette, corredate da una foto del prodotto finito, sono rilasciate con due diverse licenze Creative Common a scelta del cuoco che la introduce: Attribution-ShareAlike oppure Attribution-NonCommercial.

In definitiva, un simpatico utilizzo dei social network che esce un po' dallo schema classico e che potrebbe diventare utile a tanti che ogni giorno si pongono (oppure pongono ai familiari) la fatidica domanda "che mangiamo oggi?"...

Gustosa visione a tutti e se trovate l'idea per il pranzo, buon appetito!

[Fonte ossblog]

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2 Commenti

  1. Keper Keper
    26 Luglio 2007 alle 18:56

    Sto con una donna che ha una gastronomia e neanche sotto tortura rivelerebbe i suoi segreti.
    I cuochi sono peggio della P2 (e hanno ragione essendo una professione)

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  2. Urban Urban
    26 Luglio 2007 alle 19:25

    Anche la scrittura di software è una professione, eppure guarda quanti codici open si trovano in giro…

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