Quando l’open source entra in cucina…
Alcuni chef considerano le loro creazioni piccoli tesori di inestimabile valore e non riveleranno mai a nessuno quali sono le dosi o qual'è l'ingrediente segreto che da quel sapore particolare e che rende il piatto unico o rinomato. Altri non sono della stessa opinione e pensano che le ricette, al pari dei sorgenti dei programmi, devono essere condivise con gli altri, che possono riutilizzarle, perfezionarle o integrarle. E questo è esattamente lo scopo di Open Source Food, un nuovo servizio 2.0 che permette a cuochi o semplici appassionati di cucina di condividere le proprie creazioni, permettendo a chiunque di utilizzarle liberamente.
Le ricette, corredate da una foto del prodotto finito, sono rilasciate con due diverse licenze Creative Common a scelta del cuoco che la introduce: Attribution-ShareAlike oppure Attribution-NonCommercial.
In definitiva, un simpatico utilizzo dei social network che esce un po' dallo schema classico e che potrebbe diventare utile a tanti che ogni giorno si pongono (oppure pongono ai familiari) la fatidica domanda "che mangiamo oggi?"...
Gustosa visione a tutti e se trovate l'idea per il pranzo, buon appetito!
[Fonte ossblog]
Urban
20 Luglio 2007 alle 10:48
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Sto con una donna che ha una gastronomia e neanche sotto tortura rivelerebbe i suoi segreti.
QuotaI cuochi sono peggio della P2 (e hanno ragione essendo una professione)
Anche la scrittura di software è una professione, eppure guarda quanti codici open si trovano in giro…
Quota