Non si può…

Le notizie presenti in questo articolo potrebbero non essere attuali visto che sono state scritte da oltre tre mesi.

Per la prima volta in tre mesi, StoremdBrains commenterà una notizia che non ha nulla a che vedere con il mondo dell'informatica, ma che ci lascia tutti attoniti. Questa notizia non ha nulla a che vedere nemmeno con il mondo del calcio dal quale proviene.

Ieri sera, durante l'anticipo del campionato di serie A che vedeva di fronte il Catania e il Palermo allo stadio Angelo Massimino di Catania, è morto un ispettore della mobile di Catania in seguito ad uno scontro/imboscata che alcuni delinquenti, che non hanno nulla a che vedere con il tifo, hanno avuto contro i tifosi palermitani che entravano allo stadio scortati dalle forze dell'ordine.

Non si può morire per uno sport... non ha senso...

Per tale motivo StormedBrains si ferma per riflettere, tanto più che uno dei suoi due fondatori, Urban, è un siciliano (per altro residente ad una settantina di chilometri dal centro etneo che frequenta per studi) che sente di provare forte vergogna per quello che alcuni conterranei senza cervello continuano a fare per infangare il nome di questa meravigliosa isola.

Un pensiero da parte di tutto lo staff va alla famiglia dell'ispettore Filippo Raciti.

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1 Commento

  1. Erika Erika
    5 Febbraio 2007 alle 17:25

    Non è Urban che deve vergognarsi, bensì coloro che hanno approfittato del calcio facendone un paravento per poter delinquere indisturbati.
    Un pensiero ai bimbi dell’ispettore Racisi che, purtroppo, dovranno crescere senza la guida del loro papà.

    Quota

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