Archivio di Febbraio 2007

Camminando, camminando…

È notizia di questi giorni che per San Valentino di quest'anno, il primo robot capace di camminare bilanciandosi dinamicamente ha mosso i suoi primi passi.

Bilanciandosi dinamicamente, Dexter, questo il nome del bipede metallico, è capace di sopportare spinte ed evitare di cadere. Ulteriori dettagli sul robot sono disponibili sul sito della Anybots Inc., la società che si è occupata del suo sviluppo.

[Fonte Anybots Inc.]

Hardware open source

Come il software, anche l'hardware può essere rilasciato in diverse modalità. Una di queste modalità è quella della filosofia open sources: tutto il necessario alla realizzazione dell'hardware viene distribuito gratuitamente ed è possibile per chiunque prelevare gli schematici, i diagrammi oppure i file CAD/CAM dei PCB ed utilizzarli o modificarli, migliorarli e rendere pubbliche le modifiche.

L'associazione americana Tucson Amateur Packet Radio (TAPR), che raccoglie migliaia di appassionati di elettronica, sta tentando di diffondere una licenza equivalente alla GPL per il software. La licenza Open Hardware License (OHL), di cui è possibile scaricare la bozza in versione 0.9. Questa licenza obbliga gli sviluppatori a pubblicare tutte le modifiche che vengono fatte tramite un archivio centralizzato, gestito da un ente no-profit, come la stessa TAPR. Tra i promotori dell'iniziativa c'è Bruce Perens, fondatore insieme Eric Raymond dell'OSI, presso cui è stata sottoposta al vaglio la bozza dell'OHL.
Nonostante le reazioni contrarie di chi sostiene che la GPL sia adatta anche all'hardware, la TAPR vuole andare avanti e ha comunicato che accetterà suggerimenti dalla comunità fino al 7 marzo, quando inizierà ad occuparsi del rilascio della versione 1.0 della licenza.

E tra le iniziative Open Hardware, vi segnaliamo Wiip, il modchip per la consolle Wii che si interfaccia con il lettore DVD in modo da permettere alla consolle di leggere i DVD di backup. Inoltre sarà possibile caricare altri sistemi operativi, come Linux, ad esempio. Infine, essendo rilasciato con licenza open, chiunque può apportare miglioramenti alla scheda, sia nell'hardware sia nel firmware.

[Fonti TAPR e Gh3log]

Paint.Net

Paint.Net - LogoOggi abbiamo provato per voi Paint.Net 3.0, software open source di editing delle immagini. Ecco le nostre considerazioni:

Andiamo nella sezione download del sito alla ricerca della versione adatta (ed è vana, come spesso accade, la ricerca dell'italiano): è disponibile sia con le librerie .NET Framework, sia senza, nel mio caso prendo quella senza, dato che le ho già installate nel mio computer.

Procedendo col download rimango sorpreso dalle ridottissime dimensioni del software: solo 5 MB; abituato alle mastodontiche dimensioni di Photoshop inizio da subito a nutrire dubbi sull'effettiva qualità del prodotto, data la netta differenza di dimensioni. L'installazione è semplice e non richiede dati di alcun tipo, siamo pronti ad usarlo dopo pochi secondi. Appena aperto (con rapidità sorprendente) salta all'occhio la somiglianza con Photoshop, a cui si ispira abbastanza chiaramente, pur mantenendo uno stile differente, carine le finestrelle degli strumenti, che seguono la recente moda del passaggio da trasparente/solida al passaggio del mouse (opzione comunque disattivabile).

Paint.Net - Finestra dei ColoriPaint.Net - Finestra dei Colori + MoreIl primo degli strumenti a nostra disposizione in Paint.Net che attira la mia attenzione è la pratica finestrella di selezione del colore: semplice (qui a sinistra) con la possibilità di selezionare il colore col mouse, ma espandibile (nella foto a destra) premendo sul tasto More, che aggiunge opzioni più specifiche, come il codice esadecimale o le percentuali in colori primari del colore scelto.

Il programma gestisce ottimamente i livelli (layers) e la storia (history), non sono presenti invece i filtri.

Nel pannello degli strumenti (tools) troviamo molti strumenti (ma và?) conosciuti: il pennello, la matita, la gomma, il timbro clone, la forma ovale, la forma quadrata, quadrata smussata, il secchiello, la sfumatura, l'indispensabile bacchetta magica e l'altrettanto indispensabile lazo. E qui il primo vero problema: è disponibile solo il lazo normale, e non l'utilissimo lazo magnetico: grave mancanza, speriamo lo aggiungano in futuro.

Paint.Net - ProgrammaLa Gui è molto intuitiva ed è presente in alto a destra una comoda anteprima che permette di vedere tutte le immagini aperte e di passare da una all'altra. (click sull'immagine qui accanto per ingrandire)

La History è infinita, tiene memorizzate tutte le modifiche effettuate dall'inizio del lavoro (ovviamente solo nella sessione di lavoro aperta), a differenza di altri programmi che ne mantengono solo un numero limitato, eliminando la traccia delle modifiche vecchie per far spazio alle nuove. Tutto questo mantenendo molto basso il consumo di ram e di cpu.

Paint.Net - ResizeUn ulteriore strumento molto utile e semplice è il Resizer (Ridimensionatore) delle immagini, che permette di ridurre di dimensione immagini molto grandi, come per esempio delle foto, ma anche viceversa. (Ricordate però che una volta rimpicciolita un immagine, essa perderà qualità, quindi ingrandendola nuovamente non avrà più la qualità e definizione originale; e ciò vale per le immagini modificate con qualsiasi programma)

Veramente molto bella, infine, la schermata di salvataggio dei file, che oltre a permettere la classica selezione della qualità del salvataggio del file, ne aggiunge l'anteprima; evitando quindi di salvare un file con qualità troppo bassa e doverlo cambiare in seguito, dopo aver controllato la qualità visivamente.

Riassumendo:
Pro:

  • È gratuito
  • È Open Source
  • Dimensioni ridotte
  • Occupa poca RAM
  • Molto semplice ed intuitivo
  • Le anteprime, in alto, delle immagini aperte

Contro:

  • Mancanza del Lazo magnetico
  • Mancanza della lingua italiana (Problema ridotto dall'immensa semplicità ed intuitività del programma)
  • Assenza di Filtri e Stili

In definitiva è un ottimo programma, dalle dimensioni così ridotte non mi sarei aspettato nulla di simile, probabilmente la frase che campeggia nella home del loro sito:"This program ... has actually made me uninstall Photoshop." è esagerata per chi ha delle alte pretese di editing delle foto (causata in primis dall'assenza del -a mio avviso indispensabile- lazo magnetico, mentre può essere sicuramente azzeccata per chi usa Photoshop semplicemente per cambiare le dimensioni delle proprie foto, abbassarne la qualità, o per altre piccolissime modifiche, come i livelli automatici di colore, presenti anche il Paint.Net, anche se non li abbiamo menzionati nel resto dell'articolo). Vale la pena di provarlo.

Le licenze di Vista

L'EULA di Windows Vista, cioè la licenza che ci viene chiesto di accettare nel momento in cui installiamo il prodotto sul nostro computer, nasconde alcuni punti un po critici che molti non conosceranno (si sa che l'abitudine dell'utente medio è di premere avanti o accetto fino a quando il processo non obbliga a fermarsi per ragionare qualche decimo di secondo in più sulla domanda che ci viene posta visto che il pulsante per andare avanti è disattivato...).

Come tutti i prodotti software, l'EULA chiarisce subito che Windows Vista non viene venduto, ma che viene concesso in licenza. Dunque non è possibile fare quello che vogliamo di Windows sul nostro computer, ma dobbiamo usarlo solo per gli scopi previsti dalla licenza.

Inoltre, per le versione home e home premium (le meno care) non è possibile usare la virtualizzazione. Cioè non è possibile utilizzare queste versioni per installare Windows Vista all'interno di macchine virtuali emulate da programmi come VM Ware, Qemu, VirtualBox o Parallels. Nelle versioni più care è possibile usare questa opzione, ma i contenuti con DRM non potranno essere usati. Inoltre è presente una frase molto criptica che annuncia che non è possibile riprodurre o utilizzare contenuti o applicazioni che sono protette dalle informazioni digitali Microsoft o tecnologie di gestione dei diritti per le imprese o altri sistemi di gestione dei diritti o usare BiLocker di cui nessuno conosce il significato. Gli stessi responsabili di Parallels hanno chiesto lumi ai tecnici Microsoft, ma ancora non si è ottenuta risposta.

Se si decide di usare Windows Defender (che sarebbe l'anti-spyware integrato), bisogna accettare che esso potrà rimuovere o disabilitare qualsiasi altro software senza chiedere il permesso (e magari vi rimuoverà OpenOffice perché lo considera uno spyware e dovete usare MS Office :D).

Infine una notizia che è trapelata: nei paesi di lingua tedesca è possibile acquistare Windows Vista OEM senza procedere all'acquisto di un PC (in alcuni negozi è richiesto l'acquisto di un componente come Hard Disk, Scheda madre o semplicemente un mouse Microsoft) in quanto questo è sancito dalla legge. Comprando la versione OEM (che l'EULA di Windows riporta come offerta all'utente finale preinstallata su un computer) si riescono a risparmiare parecchi soldi (Windows Vista Business costa 449 euro IVA inclusa, mentre in versione OEM si trova per 150 euro circa). Inoltre questa licenza, una volta acquistata, può essere esportata in qualunque stato. L'unico posto di lingua tedesca che ha copie di Windows in italiano è il Ticino. Se siete vicini al confine e avete intenzione di acquistare Vista, vi conviene fare un salto da quelle parti.

[Fonti Wired Blog e Il Disinformatico (di Attivissimo)]

NTFS-3G 1.0

NTFS-3GÈ stata finalmente rilasciata la versione 1.0 dei driver NTFS-3G per Linux. Questi driver, giunti adesso alla prima release stabile, permettono di leggere e scrivere sulle partizioni NTFS, che sono quelle usate in modo nativo dai sistemi operativi Windows a partire dalla versione 2000, includendo XP, 2003 e Vista (in effetti il file system NTFS nasce nel 1990 quando Microsoft ha deciso di abbandonare lo sviluppo di OS/2 con IBM e di iniziare a sviluppare l'ambiente Windows NT).

I driver possono essere scaricati, compilati ed installati (è necessario il supporto di fuse, che permette la gestione dei file system in userspace) dal sito del progetto oppure è possibile usare i pacchetti binari presenti per molte distribuzioni.

Chiunque ha una macchina con Linux può provare i driver (anche su partizioni virtuali create su un file, come viene spiegato sul sito stesso). Utilizzo già da parecchio tempo le versioni beta del driver sul mio computer con Gentoo (ed ho effettuato l'upgrade alla versione stabile in questi giorni) e non ho mai avuto problemi, a differenza di quando usavo i driver Captive che portavano spesso a perdite di file in fase di scrittura.

Vulnerabilità multiple in Firefox

Secunia ha rilasciato un advisory in cui vengono elencate nove vulnerabilità giudicate di livello altamente critico. Le vulnerabilità riguardano sia la versione 2 sia la 1.5 e sono già state corrette con le recenti versioni 2.0.0.2 e 1.5.0.10 (di cui vi abbiamo parlato due giorni fa).

I problemi che sono stati rilevati sono:

  • errori nella gestione di localhost.localdomain nell'albero DOM che possono portare ad aggirare alcune restrizioni (vedi quest'altro advisory);
  • un integer underflow nel codice Network Security Services (NSS) che può portare all'esecuzione di codice arbitrario;
  • possibilità di portare attacchi di tipo cross site scripting in caso di siti con frame che contengono URI di tipo data:;
  • possibilità di ottenere dati da file locali;
  • possibilità di alterare parti dell'interfaccia del browser (come il nome dell'host o l'indicatore della sicurezza) attraverso cursori personalizzati e codice CSS3;
  • possibilità di ottenere informazioni sensibili nel caso in cui due siti collidano nella cache;
  • vari errori nel parser nel caso di caratteri non validi o codifica UTF-7;
  • vulnerabilità nel password manager che potrebbe portare ad attacchi di tipo phishing (vedi quest'altro advisory);
  • problemi di corruzione della memoria negli engine di layout, JavaScript e SVG.

Tutte le vulnerabilità sono state confermate dalla stessa Mozilla, che ha prontamente rilasciato le patch attraverso i minor upgrade delle due ultime release. Si consiglia vivamente a chi non lo avesse fatto, di procedere con l'upgrade.

I wallpaper scartati da Vista

Windows Vista WallpaperHamad Darwish è un fotografo del Kuwait. Ha 24 anni e pubblica i suoi lavori su Flickr. E proprio tramite Flickr è stato contattato dalla Microsoft verso la fine del 2005 per realizzare alcuni scatti da inserire nel pacchetto di wallpaper per il prossimo Windows Vista.

Ora Vista è arrivato e gli scatti che non sono stati scelti (sono solo due quelli presenti) sono stati pubblicati da Hamad Darwish su Flickr e sul suo sito, dove è possibile scaricare le foto ad alta risoluzione.

SkypePro è qui…

SkypeProSi, il titolo magari sa tanto di Carramba che sorpresa, ma dopo tutta l'attesa che si è creata intorno, adesso è finalmente stato annunciato il servizio SkypeOut, il pacchetto tutto incluso (o quasi) di Skype. Il servizio può essere attivato per cinque mesi al prezzo di 10 euro (più IVA al 15%) con un credito di 5 euro in omaggio. A conti fatti il servizio viene a costare 1 euro al mese (sempre più IVA).

Ma cosa ci viene offerto? Non paghiamo le telefonate che verranno fatte verso i numeri fissi italiani, ma attenzione: lo scatto alla risposta di 3,9 centesimi di euro (IVA esclusa) verranno pagati comunque, sono gratis solo i minuti di telefonata. Inoltre viene attivata gratis la Skype Voicemail (la segreteria telefonica di Skype per quando non siamo on-line o non possiamo rispondere) e ci vengono regalati 30 euro di sconto sui numeri SkypeIn (ma che non è possibile attivare con un numero italiano!). Infine ci vengono fatti 30 euro di sconto sull'acquisto del telefono cordless Philips VoIP 841 (acquistabile a 169 euro invece di 199), 10 euro di sconto sull'acquisto del telefono WiFi SMC (acquistabile a 159 euro invece di 169, ma per il momento in promo a 139 euro), fino a 15 euro di sconto sull'acquisto del plugin Extra Unyte Desktop Sharing (che ha costi che partono da 30 dollari l'anno a seconda del numero di utenti, ma che esiste anche in versione ridotta e free), due avatar animati di CrazyTalk e tre suonerie di eMotive (per questi due ultimi articoli non sono riuscito a trovare il valore).

Ma intanto i concorrenti affilano le armi: VoipBusterPro offre a 10 euro chiamate illimitate (sempre con uno scatto alla risposta di 3,9 centesimi) verso i numeri fissi di molti paesi e Internetcalls offre chiamate illimitate verso i fissi di un gran numero di stati senza lo scatto alla risposta (per gli utenti senza credito potrebbero esserci dei limiti sul numero di telefonate, mentre, acquistando il credito si ottiene un periodo di 120 giorni senza limiti).

Gli annunci fasulli di Repubblica

Da un'indagine condotta da Motoricerca, scopriamo che il servizio Annunci di Repubblica utilizza un metodo ingannevole per aumentare il numero di pagine indicizzate (quasi 550 mila pagine presenti in Google). Inoltre, creando degli annunci fittizi, molto spesso il servizio riesce a scalare la SERP di Google, presentandosi in molte ricerche prima di siti che ne avrebbero più diritto: ad esempio sono presenti degli annunci che contengono come parole chiave nomi di altri servizi concorrenti (l'esempio riportato da Motoricerca è quello del servizo Secondamano di Torino, che si vede scavalcato da un annuncio inventato di Repubblica: il link poi porta ad un articolo inesistente, ma ormai si è già nel servizio annunci di Repubblica e magari ci si resta).

In tutto questo, Google cosa fa? Tutto questo è contro le guidelines di molti motori di ricerca e se lo dovesse fare un sito qualunque che non si chiama repubblica.it, viene bannato in tempi brevissimi.

[Fonte Motoricerca]

Accordo tra Apple e Cisco

Tutto è cominciato il 10 gennaio scorso quando al Keynote 2007 la Apple aveva presentato il suo prossimo prodotto: un telefono cellulare chiamato iPhone. Subito era arrivata la notizia che la Cisco aveva intrapreso un'azione legale per violazione di copyright in quanto proprietaria di Linksys che produce un telefono per VoIP chiamato proprio iPhone dal 1996.

In questi giorni si è conclusa la vicenda con un accordo tra Apple e Cisco che permette ad entrambi di utilizzare il nome senza future azioni legali. Inoltre i due produttori hanno fatto intendere che ci saranno anche futuri accordi per permettere l'interoperabilità dei due prodotti (l'Apple iPhone supporterà il VoIP? oppure monteranno il software di questo sui telefono VoIP di Cisco?).

Secondo alcuni analisti, però, l'accordo sarebbe avvenuto solo dopo che la casa di Cupertino avesse spedito un assegno alla Cisco per una cifra che va da 25 a 50 milioni di dollari: una bella somma per placare gli animi.

[Fonte Macitynet]

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