Archivio di gennaio 2007

Macchina fantastica che suona

Senza parole... da vedere!

Skype ritocca e gli altri attaccano

SkypeSkype ha di recente ritoccato le proprie tariffe del servizio SkypeOut, che permette di effettuare telefonate dal proprio PC verso numeri di telefono della rete pubblica. La modifica riguarda uno scatto alla risposta di 3,9 centesimi di euro IVA esclusa (al 15% in quanto si paga in Lussemburgo). Considerando che per la maggior parte delle telefonate con Skype si paga solo 1,7 centesimi di euro al minuto IVA esclusa (si paga a scatti della durata di un minuto), lo scatto alla risposta corrisponde a più di due minuti di telefonata. La mossa è stata presentata dal marketing di Skype come un calo dei prezzi, visto che sono state fatte entrare nella Tariffa Globale SkypeOut alcune destinazioni minori che prima erano più care, ma è un vero e proprio rincaro dei prezzi e sembra essere una mossa in completa controtendenza in quanto sarebbe la prima volta in assoluto che un servizio di telefonia aumenta i prezzi.
Questa strategia sembra solo voler portare gli utenti verso quella che sarà la prossima mossa di Skype: la tariffa flat denominata SkypePro. Ma anche qui c'è qualche cosa di strano: il servizio permette di effettuare tutte le telefonate verso i telefoni fissi di Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Corea del Sud Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Gran Bretagna Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Taiwan (dunque quasi tutti nella fascia base). Ogni telefonata potrà durare tutto il tempo che vogliamo, ma pagheremo solo lo scatto alla risposta (i 3,9 centesimi di euro più IVA). Tutto questo per un canone mensile di circa 2 euro.

Gli altri operatori hanno subito affilato i denti per presentare agli utenti questa strana mossa e cercare di rubare quote di mercato al gigante della telefonia VoIP.

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Firefox 3 vs. Internet Exploded 8

Nonostante Firefox 2 ed Internet Explorer 7 siano stati rilasciati da poco, nei laboratori Mozilla e Microsoft, stanno già realizzando le prossime versioni.

Se la Mozilla Foundation, ha realizzato un wiki su cui sono annotate tutte le opzioni che metteranno sicuramente, metteranno probabilmente, e vorrebbero mettere; la Microsoft non ha annunciato nulla di ufficiale, anche se sono presenti numerose indiscrezioni.

Mozilla si augura di rilasciare la sua nuova versione, il cui nome in codice per il momento è Gran Paradiso (che noi abbiamo provato) "tra il terzo e il quarto trimestre di quest'anno", Microsoft dal canto suo rilascerà IE 8 soltanto a fine 2008, forse addirittura nel 2009.

Mozilla, ovviamente, cercherà di continuare quanto di buono ha creato fin'ora, riuscendo a rosicchiare, lentamente ma costantemente, fette di mercato a Microsoft: Firefox ha infatti raggiunto il 14% dei computer, percentuale rosicchiata in buona parte ad IE, che ha perso, nell'ultimo anno, il 5%.

[ Fonte: Mozilla Foundation, PuntoInformatico ]

VirtualBox, una VirtualMachine OpenSource

VirtualBox LogoSi chiama VirtualBox: è una VirtualMachine (software in grado di emulare un sistema operativo dentro ad un altro sistema operativo), è sviluppato dalla InnoTek, ed è rilasciato con licenza GPL.

Attualmente supporta diversi sistemi operativi Guest: Linux 2.4, Linux 2.6, Windows NT 4.0, Windows XP, Windows Server 2003, Windows Vista, OS/2 Warp, OpenBSD, FreeBSD.

E' utilizzabile su Windows e Linux a 32 bit, scaricandolo da qui.
Alcuni Screenshots sono invece disponibili qui.

[Fonti: OSSblog , VirtualBox.org ]

Flash player 9 per linux

Flash player 9È finalmente arrivato in versione definitiva il player Flash 9 per linux.

Dopo le varie beta che si sono rivelate comunque molto stabili, Adobe ha rilasciato oggi la versione definitiva (9.0.31.0) del player che è possibile scaricare dal sito. È presente sia la versione compressa sia la versione auto installante (rpm). Per chi ha già scaricato le versioni beta è sufficiente aprire il file compresso e sostituire i due file presenti nel sistema (libflashplayer.so e flashplayer.xpi) con quelli presenti nel file compresso.

Buon download!

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Un brevetto contro il DRM

Alan Cox, uno dei più conosciuti sviluppatori dell'ambiente Linux, ha presentato alla US Patent and Trademark Office una richiesta per la registrazione di un brevetto che sta molto facendo discutere in rete.

La richiesta, denominata Rights management system, descrive un sistema che controlla l'uso di un programma per scoprire usi non in linea con la licensa. Alla scoperta di una violazione il sistema impedisce o sospende l'accesso al programma o ad una porzione dello stesso. La sospensione viene terminata quando viene ristabilito l'uso corretto del programma.

Se Alan Cox dovesse riuscire a brevettare il DRM, si potrebbe anche pensare di impedire ai produttori di adottare meccanismi software per il DRM, come quelli inclusi in Windows Vista. Nell'ambiene linux si spera che questo possa essere l'inizio di un futuro senza DRM.

[Fonte Linux Questions]

WordPress 2.0.7

È stato da pochi minuti rilasciato WordPress 2.0.7, il motore di tanti blog, tra cui questo. L'aggiornamento è caldamente consigliato in quanto vengono corretti alcuni bug (tra cui quello fastidioso che mandava in errore feedburner), anche se sono passati appena 10 giorni dall'ultimo rilascio (la versione 2.0.6). L'aggiornamento è semplice da eseguire per chi è già passato alla versione 2.0.6 e richiede di aggiornare solo sei file.

Nonostante verso fine mese ci si aspetta il rilascio della versione 2.1, il team assicura che continuerà a mantenere il ramo.

StormedBrains ha già effettuato l'aggiornamento, che è andato a buon fine.

Accuse per Yahoo Messenger

Yahoo Messenger è stato recentemente accusato di non comunicare all'utente i cambiamenti apportati al sistema. Secondo Andy Bell, l'aggiornamento all'ultima versione porta con se l'installazione di Microsoft Internet Explorer 7.0.

Yahoo ha prontamente respinto l'accusa, ma non ha negato che l'aggiornamento imposti come browser di default Internet Explore (nella versione già presente nel sistema) e che home page e motore di ricerca predefinito diventino Yahoo.

Yahoo si è poi scusata spiegando a Bell che quanto avviene è del tutto normale ed è quello che fanno tutti. Questo non mette certo in buona luce il loro operato.

[Fonte: Marketing Pilgrim]

L’isola dei pirati

Accedendo in queste ore al sito The Pirate Bay, si viene accolti da un logo che riporta la scritta "Pirates of Sealand" sotto un disegno stilizzato che ricorda appunto la forma dell'isola di Sealand.
Tutto questo per indicare che da qualche giorno è in corso una colletta on-line per la raccolta di fondi necessari all'acquisto del principato.

Sealand è un'isola artificiale creata dalla Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale 10 km a largo della costa inglese affondando una zattera costruita per lo scopo, in modo che emerge una piattaforma. Conclusa la guerra, la piattaforma è stata occupata nel 1967 da Paddy Roy Bates che ne ha dichiarato l'indipendenza. Attualmente a capo del principato si trova il figlio Michael, che all'inizio dell'anno ha deciso di mettere in vendita l'isola per un prezzo di 750 milioni di euro circa.

The Pirate Bay ha deciso di procedere all'acquisto dell'isola, che gode di una connessione ad internet a banda larga, in modo da farne un paradiso del p2p, senza major e case discografiche. Il tutto in piena legalità. Chiunque porterà fondi alla causa, otterrà la cittadinanza di Sealand.

L'idea ricalca quella che era stata proposta per salvare Napster, il primo software di file sharing che diventò fenomeno mondiale. Quella volta si propose di portare su Sealand i server centralizzati di napster, in modo di farli sfuggire alle leggi sul copyright vigenti in tutti gli stati, ad esclusione di Sealand.

Se, comunque, l'acquisto non dovesse andare a buon fine per mancanza dei fondi necessari, i pirati avvertono: compreranno un'altra isola alla loro portata e tenteranno di dichiararla indipendente.

Un airbag per il tuo codice

Chi programma sa bene quanto è difficile molto spesso riprodurre una situazione di errore nel proprio codice, in modo da poterla analizzare.Da oggi ci viene in aiuto Airbag, un tool open source sviluppato dai laboratori di Google che permette di notificare allo sviluppatore i crash che avvengono nel loro programma, in modo da poterne scoprire i motivi. Inoltre Airbag riuscirà a riportare crash su una grande varietà di hardware diversi.

Airbag sarà, inoltre, integrato in Firefox 3.0, eliminando dunque l'estensione closed source Talkback.

Per il momento funziona in ambienti Windows e Mac, ma la versione Linux è in fase di lavorazione.

[Fonte Google Operating System]

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