L’isola dei pirati

Le notizie presenti in questo articolo potrebbero non essere attuali visto che sono state scritte da oltre tre mesi.

Accedendo in queste ore al sito The Pirate Bay, si viene accolti da un logo che riporta la scritta "Pirates of Sealand" sotto un disegno stilizzato che ricorda appunto la forma dell'isola di Sealand.
Tutto questo per indicare che da qualche giorno è in corso una colletta on-line per la raccolta di fondi necessari all'acquisto del principato.

Sealand è un'isola artificiale creata dalla Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale 10 km a largo della costa inglese affondando una zattera costruita per lo scopo, in modo che emerge una piattaforma. Conclusa la guerra, la piattaforma è stata occupata nel 1967 da Paddy Roy Bates che ne ha dichiarato l'indipendenza. Attualmente a capo del principato si trova il figlio Michael, che all'inizio dell'anno ha deciso di mettere in vendita l'isola per un prezzo di 750 milioni di euro circa.

The Pirate Bay ha deciso di procedere all'acquisto dell'isola, che gode di una connessione ad internet a banda larga, in modo da farne un paradiso del p2p, senza major e case discografiche. Il tutto in piena legalità. Chiunque porterà fondi alla causa, otterrà la cittadinanza di Sealand.

L'idea ricalca quella che era stata proposta per salvare Napster, il primo software di file sharing che diventò fenomeno mondiale. Quella volta si propose di portare su Sealand i server centralizzati di napster, in modo di farli sfuggire alle leggi sul copyright vigenti in tutti gli stati, ad esclusione di Sealand.

Se, comunque, l'acquisto non dovesse andare a buon fine per mancanza dei fondi necessari, i pirati avvertono: compreranno un'altra isola alla loro portata e tenteranno di dichiararla indipendente.

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1 Commento

  1. Pirate Bay cambia obbiettivo » StormedBrains Pirate Bay cambia obbiettivo » StormedBrains
    21 Febbraio 2007 alle 15:45

    [...] Bay, dopo aver rinunciato ad acquistare Sealand, è passata al Piano B: cercare di acquistare un’altra isola e dichiararla in seguito stato [...]

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